Ischia e gli eventi
Quest’anno a Ischia, come altrove, gli eventi sono pochi e soggetti a forti restrizioni data la perdurante emergenza da Covid. “Non sembra estate” lamentano alcuni. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Certo ci sono eventi belli, tradizionali, interessanti, come la festa di S. Anna, di cui sentiamo la mancanza. Di altri invece – quelli a tutto volume, per intenderci – forse si può fare tranquillamente a meno. A patto però che l’isola venga valorizzata in tutti i suoi aspetti. E alcuni eventi possono dare un contributo da questo punto di vista.
Quella volta a S. Anna
Era il 2014
Era il 2014 quando sul vecchio blog scrissi un articolo a commento della Festa di S. Anna, di cui qui vi riporto ampi stralci. Quella volta l’evento fu gestito in maniera molto particolare e servì a valorizzare Ischia Ponte.
Dopo tanti anni sono tornata a Ischia Ponte la sera del 26 luglio. Non so perché, forse ero solo spinta da un pizzico di curiosità. Volevo fare un giro di mezz’ora, magari un salto alla Galleria Ielasi per la mostra dedicata ai pittori ischitani, “I Maestri della festa”. Insomma, un giretto senza pretese, prima di rientrare a casa. E invece sono rimasta una paio d’ore giù a Ischia Ponte. L’atmosfera era semplicemente bella. Tanta gente, come quasi mai si vede al borgo di sera.
A “Miez Ischia” più di un balcone era adornato da fiori curati, più in là “al Ponte” finestre e balconcini erano illuminati da torce che rendevano tutta la zona molto suggestiva. Le Chiese erano aperte.
“Aret’ e chiazze” un fruttivendolo preparava succulente fette di anguria. “O’ mellone” è il sapore antico della festa, la merenda tradizionale di chi assiste dagli scogli alla sfilata delle barche.
E poi il vicolo di Soronzano, finalmente illuminato, ma solo con torce molto semplici e caratteristiche. Era commovente vedere tanta gente scendere a piedi da quel sentiero. Che è bellissimo eppure di solito ignorato, trascurato, trasandato. Sotto l’Orologio, tra la gente si faceva largo “mangiafuoco”.
La Galleria Ielasi esponeva alcuni quadri di quegli artisti ischitani che, secondo la tradizione, hanno “inventato” la Festa di S. Anna. Sembra che negli anni ’20/30 alcuni pittori siano stati colpiti dalla scena che ogni anno il 26 luglio si ripeteva nello specchio d’acqua di Ischia Ponte: tante barche in fila conducevano alla Chiesetta di S.Anna, nei pressi della Torre, donne incinte o mamme o aspiranti tali. Pare che proprio da quella “sfilata” sia stata tratta l’ispirazione per la “sfilata delle barche” che poi è diventata una festa unica al mondo. E quegli artisti sono diventati i padri, i “Maestri” di quella festa, dando il loro tocco artistico alle barche.Proseguendo nella mia passeggiata, sono arrivata fin “sotto al Castello” dove le 4 barche in gara freneticamente curavano gli ultimi dettagli . Dietro le quinte mi è sembrato tutto molto bello.
(…)Io credo che Ischia Ponte per l’occasione abbia dato il meglio di sé. E’ stata ospitale, semplice, e per questo bella. E’ sembrato che tutti gli abitanti di Ischia Ponte per una sera si fossero dati la mano per accogliere la gente, senza sfarzi, senza carnevalate, senza tradire se stessi. Per una sera forse gli abitanti di “Miez ‘ Ischia” , del “Ponte”, di “Sotto il Seminario”, di “Aret’ e chiazze” hanno messo da parte quella concorrenza “mercantile” che da qualche anno li affligge.
Sono tornata a casa prima che la festa “vera” cominciasse. Mi son goduta i fuochi dal terrazzo di casa mia …
Sono poi tornata al borgo qualche sera dopo. Ischia Ponte era di nuovo deserta o quasi. Non c’erano più le luci ai balconi, né le fette di “mellone”. Soronzano era tornata buia. Quella solitudine mi ha messo malinconia e un po’ di rabbia. Per essere viva, Ischia Ponte non ha bisogno di sfarzi o di “mega-cose”. Ischia Ponte avrebbe bisogno della sua antica semplicità. Insomma a Ischia Ponte non è necessario l’evento. Perché Ischia Ponte è l’evento. E’ di una bellezza tale che non può rimanere da sola di sera.
Per leggere l’originale clicca qui sotto
In quel caso, dunque, bastarono pochi tocchi e soprattutto un forte spirito di collaborazione da parte di tutti i residenti del borgo per valorizzare Ischia Ponte. Succede sempre così? Penso di no. E scusate la franchezza, io credo che Ischia Ponte e gli altri borghi dell’isola non abbiano bisogno del frastuono per attirare gente. Non siete d’accordo, vero?


A “Miez Ischia” più di un balcone era adornato da fiori curati, più in là “al Ponte” finestre e balconcini erano illuminati da torce che rendevano tutta la zona molto suggestiva. Le Chiese erano aperte.
E poi il vicolo di Soronzano, finalmente illuminato, ma solo con torce molto semplici e caratteristiche. Era commovente vedere tanta gente scendere a piedi da quel sentiero. Che è bellissimo eppure di solito ignorato, trascurato, trasandato. Sotto l’Orologio, tra la gente si faceva largo “mangiafuoco”.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web








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