Da Reggio Calabria a Ischia: Anna
Voglio presentarvi la mia amica Anna, anche lei di Reggio Calabria. È venuta a Ischia lo scorso mese di ottobre per trattenersi solo qualche giorno. Ma Anna ci segue da lontano, soprattutto è molto interessata al nostro gruppo lettura, tanto da inviarci una nota lunghissima con suggerimenti bibliografici preziosi. Nell’ottobre scorso le dedicai un post sul vecchio blog. Ora, in tema di Calabria, mi sembra opportuno riproporlo con qualche aggiornamento.
Gente di Calabria

Roberta
“Quanto è bella la gente di Reggio Calabria”, mi dice Roberta mentre lasciamo il bar Calise nel quale ci siamo incontrate con Anna, un’altra Reggitana in vacanza a Ischia. Negli ultimi tempi ci è capitato spesso di incontrare gente di Reggio.
Anna è una mia vecchia amica, ci siamo conosciute quasi per caso e dal nostro ultimo incontro sono trascorsi circa 35 anni. Lei studiava a Messina, veniva a Napoli di tanto in tanto per completare la sua tesi di Laurea. Soggiornava da noi, in quel mitico appartamentino di via Marina che in quel periodo condividevo con altre ragazze di Reggio.
Ancora una Reggitana a Ischia, dunque? “Ma noi siamo Reggini – mi corregge Anna – Reggitano è dialetto e quasi dispregiativo”. Eppure a me tornano in mente le parole di Irene, che oggi vive a Siderno: “ Focu meu. Reggina è solo la squadra di calcio. Noi siamo Reggitani”.
Problemi linguistici a parte, le cose da dirci sono tante.
“Cosa hai fatto in tutti questi anni?” le chiedo. E ci sarebbe tanto da raccontare. “Dopo la laurea sono stata per qualche anno a Milano, ma poi sono tornata a Reggio. Sono una provinciale, io”, mi dice con quello stesso sorriso di un tempo, solare, inconfondibile. “Ho fatto diversi lavori: ho aperto un’agenzia di viaggi, poi sono stata consulente per pubbliche relazioni e tanto altro”. Non tutto è andato per il verso giusto, non tutto va bene al Sud per il lavoro.
“Ci sarebbe tanto da fare da noi al Sud – continua Anna – ma le cose buone non decollano mai”. E chissà perché. È inevitabile ricadere nei nostri ricordi. “Ma perché quando soggiornavo a Napoli, non sono mai venuta a Ischia in quei fine settimana? E perché non ce ne andavamo in giro per Napoli e dintorni?”, si chiede oggi Anna incantata da quel poco che ha visto di Ischia.
Eravamo prese da altro. Dalla Laurea, dai nostri sogni, dal nostro futuro. E poi quella era una Napoli cupa, triste. Il terremoto di pochi anni prima aveva messo in ginocchio la città che era ridotta a un cumulo di ferraglia, di tubi innocenti. E tra l’altro quell’appartamentino di via Marina era confinato in una zona in cui, all’epoca, al calar del sole cominciava il coprifuoco. Negozi chiusi, pochissima gente in strada. Eppure noi trovavamo sempre il modo di divertirci. Quante risate, quanti episodi curiosi, quante giornate a consolarci per gli esami che non finivano mai. È inevitabile soffermarci su Menuccia, la nostra amica scomparsa qualche tempo fa. Lei a Milano ci era andata per rimanerci e aveva fatto strada. Ma la dolcezza dei ricordi prevale sul dolore. È come se Menuccia fosse lì, seduta al tavolo con noi.
Il caffè a Ischia Ponte
Dopo qualche giorno invito Anna a prendere un caffè a Ischia Ponte. Lei ci tiene a conoscere il nostro ormai famoso tavolo. Non c’è Roberta, che è partita per i suoi impegni universitari. Ci sono Amalia e Teresa. Le raccontiamo di noi, di come è nato il gruppo, la nostra amicizia. Le spiego come ho cominciato a raccontare chiacchiere e caffè prima sui giornali e poi sul blog. Le parliamo delle nostre passeggiate, del nostro modo di vivere Ischia.
E io ci tengo a sottolineare una cosa: “Quando dopo la Laurea mi sono stabilita a Ischia, ho sofferto di solitudine. Non mi ci ritrovavo in questo ambiente. Poi, grazie a loro, è andato tutto molto meglio”.
Anna sembra apprezzare molto. “E il Centro Traduzioni Le Copain?” mi chiede. E qui affiora un pizzico di tristezza. Dopo lo scioglimento della società – le spiego – ho lasciato perdere per il lavoro ogni idea di gruppo e di collaborazione . Oggi preferisco contare solo su me stessa. Mi occupo di traduzioni dal tedesco e di scrittura per il web. Insomma, vado avanti. “Fai quello che ti piace e vai avanti – mi dice lei sorridendo – con le competenze che hai acquisito, sicuramente farai bene”.Questa volta sono io a sorridere. Purtroppo competenza, passione, impegno non sempre bastano, almeno qui al Sud. E il discorso ci porterebbe lontano.
Ci accomiatiamo da Amalia e Teresa e andiamo a farci un giro in macchina. Prendiamo la strada per Barano, svoltiamo per Fiaiano, le indico i sentieri delle nostre colline, la zona del Cretaio, l’accesso al bosco della Maddalena. Arriviamo a Casamicciola e l’accompagno fino al suo albergo al centro di Ischia. Ci salutiamo con la promessa di tenerci in contatto e di rivederci presto. Con un sorriso, naturalmente.
Quando mi siedo al mio tavolo di lavoro, ripenso alle parole di Roberta: “Quanto è bella la gente di Reggio Calabria”.


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web








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