Quando i sogni di ragazza si infrangono
Ne. abbiamo parlato spesso anche nel gruppo lettura:
dopo i cinquant’anni, una donna guarda solo al passato? O può ancora riscoprire i sogni nel cassetto?
Vi ripropongo un articolo che scrissi per il giornale di carta 10 anni fa, allo scoccare dei miei cinquant’anni. È il racconto fedele di uno dei nostri caffè a Ischia Ponte
Quando i sogni di ragazza si infrangono su una pasta e fagioli
Il Golfo 15 ottobre 2010
Non so perché, non so come mai, ma la nostra è davvero un’età strana. Quella di noi donne cinquantenni, intendo. Ci avviciniamo alla vecchiaia eppure ci sentiamo forti e capaci. E proprio a questa età, senti dentro pulsare e scalpitare i sogni e i desideri che avevi da ragazzina. Quei sogni e quei desideri che sembravano definitivamente riposti nel fondo di un cassetto, d’improvviso riprendono a vivere e bussano prepotentemente alla tua porta. Mi sono accorta, non senza stupore, che questo modo di sentire è abbastanza comune. “Forse è perché non si vuole invecchiare”, mi dice qualcuno.
Vi chiedo scusa, amici lettori. Ma siccome il tema lanciato al nostro tavolo è abbastanza delicato, sarò costretta, oggi più che mai, a tacere i nomi delle persone che parlano. Perché mano a mano che scorrerete queste righe, vi renderete conto che l’argomento è tutt’altro che semplice, anzi tocca corde abbastanza spinose. Accontentatevi di sapere che questi discorsi sono stati fatti per davvero.
Non vogliamo invecchiare, dunque? E’ proprio questa la verità? O si tratta solo di una versione maschile dei fatti? “Io credo che il problema sia un altro”, mi dice un’amica. “Oggi, a cinquant’anni ti senti ancora in forma, hai maggiore consapevolezza di te rispetto alla giovinezza e per giunta hai assolto a molti degli impegni importanti … i figli sono grandi, per esempio. E anche se hanno ancora tanto bisogno di te, non ti assorbono più tanto tempo e allora … sei di nuovo libera di sognare”.
Certo, ma non tutto è realizzabile. Come dice un’altra amica: “Non riuscirai a realizzare quello che avevi progettato a vent’anni, quando potevi godere di una libertà assoluta, senza marito, senza figli… però qualcosa puoi fare. Se ti piace scrivere, ad esempio, o dipingere, o anche viaggiare, a cinquant’anni puoi farlo meglio che a trentacinque”. Un’altra voce si aggiunge al coro: “Se lavori, puoi dedicare più tempo alla tua attività, provando a raggiungere obiettivi che prima ti sembravano impossibili”.
Il matrimonio
Da questi discorsi sembra abbastanza evidente un aspetto forse scontato e che tuttavia vale la pena sottolineare. I sogni e i desideri di ragazza si interrompono con il matrimonio.
È una considerazione abbastanza banale questa. Ma c’è un aspetto che mi piace proporre. Una volta erano gli uomini a sentirsi costretti e imbrigliati nella vita coniugale, oggi invece sono le donne a soffrirne di più. “Sì certo – mi rispondono – è da un po’ di tempo che le cose sono cambiate. Le donne oggi vivono in maniera più ricca rispetto a prima, quando tutto era scontato e incanalato”. Inutile aggiungere che tutto questo agli uomini non piace per niente.
E così la vita coniugale, anche alla nostra età, non è per niente facile. Eh già… diciamolo chiaramente. Se al marito confessi un progetto, uno di quei piccoli sogni nel cassetto che vuoi far rivivere, vedrai che sulle prime ti sentirai incoraggiare, gli vedrai fare tanti sorrisi di complicità… poi però quel marito così comprensivo ti porrà tanti di quegli ostacoli da farti impazzire. In casa ogni minima cosa fuori posto sarà un dramma. Cinque minuti di ritardo per il pranzo, saranno una tragedia. E il piatto che gli metti in tavola non va mai bene, la pasta e fagioli sarà sempre troppo cotta o troppo cruda e arriverà perfino a dirti che per condire la verdura lessa ci vuole un po’ più di cuore!
Perché? E’ ovvio. Loro hanno la pretesa di dominare tutto e di sentirsi al centro dell’universo. E se noi donne abbiamo l’ardire di pensare ai nostri desideri e alla nostra vita, ce la fanno pagare, facendo leva su quel senso di colpa dal quale noi non riusciamo mai a liberarci. Ma a ben vedere gli uomini non hanno il coraggio di ammettere di essere dipendenti da noi. Preferiscono chiudersi in silenzi imbarazzanti, senza mai neanche provare ad aprirsi a un dialogo.
Il discorso si fa sin troppo serio. E’ inevitabile che a questo punto qualcuno al nostro tavolo lanci la battuta: “Sì i mariti… che pizza! Facciamo una cosa… ingaggiamo un avvocato tutte insieme, facciamo una separazione di gruppo.” Tranquillizzatevi, amici lettori… è solo una battuta!
In proposito però interviene una signora che vale la pena ascoltare: “Non esageriamo. È vero, gli uomini hanno molta difficoltà ad accettare i cambiamenti che si sono verificati. Tutto intorno a loro si è trasformato. È cambiata tutta la società e soprattutto sono cambiati gli equilibri familiari. Loro, gli uomini, si sentono disorientati. Sono diventati forse più aggressivi perché si sentono aggrediti. Noi donne dovremmo provare a capirli e a dialogare con loro”.
Scusate la franchezza. Ma io di fronte a questi discorsi mi sento torcere l’intestino. Non capisco perché noi donne dovremmo sempre vestire gli abiti delle buone samaritane, dolci e comprensive. Certo negli ultimi decenni tante cose sono cambiate nel bene e nel male. Noi donne però, ci siamo messe in discussione, abbiamo portato avanti discorsi che spesso abbiamo pagato a caro prezzo. E cosa hanno fatto e cosa fanno gli uomini per provare a capirci e per adeguarsi alla nuova realtà? Hanno mai provato a mettersi in discussione? Diciamolo pure, gli uomini si trincerano nelle loro false certezze, chiudendosi e arrampicandosi sugli specchi, pur di non affrontare un problema. Eppure pretendono di essere coccolati e capiti.
Sapete che c’è? C’è che … io a cinquant’anni ho imparato a sognare e non smetterò più!
E voi, donne cinquantenni, riuscite a sognare ancora?


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web








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