La Preside: Anna Baldino
Negli anni in cui ho frequentato la Scuola Media, la Preside era Anna Baldino, alla quale qualche anno fa è stato intitolato l’Istituto Comprensivo di Barano d’Ischia.
È stata una figura carismatica di grande importanza per tutta l’isola d’Ischia. Per formazione e cultura era sicuramente diversa dalla Angiola Maggi, con la quale sicuramente aveva frequenti divergenze a proposito, ad esempio, dell’opportunità di coinvolgere la Scuola nel Precetto Pasquale. La libertà di culto era un cavallo di battaglia preciso della professoressa Maggi.
Eppure, quello che noi ragazzi percepivamo allora è che tra le due donne, insegnanti e persone di cultura, esistesse innanzitutto grande stima e rispetto.
Vi ripropongo quello che su Anna Baldino ho scritto tempo fa, anche in omaggio a mio padre che in vita ripeteva sempre: “se sono diventato medico, è stato grazie alla Preside”.
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Da giovane insegnante a Preside
Gli anni ’70 erano gli anni del fumo. Lo hanno detto e scritto in molti. I prof fumavano in classe. E lei, la Preside, non era da meno. Tra le scale, nei corridoi, in presidenza, era quasi sempre con la sigaretta tra le dita. Ti tremavano le gambe al solo vederla, non so se fosse proprio paura o semplicemente soggezione. In qualche modo percepivi che dietro quella faccia burbera, quella maestosa imponenza, ci fosse davvero una persona molto grande.
La prima volta che entrai in contatto con lei fu nei miei primi giorni di Scuola Media. Era l’autunno del 1970. Entrò in classe per conoscerci e fare le sue raccomandazioni. Alle ragazze ricordò l’obbligo del grembiule nero. “E se proprio siete abituate a portare i pantaloni – aggiunse – evitate i colori troppo vistosi“. Ai ragazzi naturalmente non fece mancare un caloroso invito a tenere i capelli corti! Provai un fastidio misto a timore. Ma non so quanti di noi l’abbiano davvero ascoltata. Il grembiule nero, sì, quello l’abbiamo indossato fino all’ultimo giorno.
Era una persona severa, senza dubbio. E a quella sua severità ricorrevano diversi prof. “Ti mando dalla Preside” era un urlo in voga all’epoca. E dalla Preside il malcapitato riceveva la punizione: una bella “sgridata” fatta di urla sonore e l’obbligo di rimanere in presidenza per la parte restante dell’ora.
Se era il momento dell’intervallo e spuntava il cameriere dal bar, la Preside si rivolgeva al ragazzo in maniera perentoria: “Tu cosa prendi!“. Si racconta – non so se sia vero – che qualche alunno un po’ più sveglio studiasse la marachella apposita per farsi “mandare dalla Preside” poco prima dell’intervallo. Beccarsi una “sgridata” doveva valere la pena.
La Preside Baldino era stata innanzitutto un’insegnante. Me ne parlava tanto mio padre in quei suoi racconti dettagliati. “Un giorno vedemmo entrare in classe una ragazzina – mi diceva – sarà una nuova compagna? ci chiedemmo tutti. No! E’ la professoressa di latino. E la giovanissima professoressa ci lasciò a bocca aperta. Ci trascinò nel suo entusiasmo e ci trasmise passione per lo studio. Non era severa, non si chiudeva dietro la cattedra. Fin da giovane era appassionante e carismatica”.
Circa un mese prima di morire, mio padre aveva preso a scrivere sulla scuola di Ischia ai suoi tempi, nel periodo fascista, poco prima della guerra. In quelle sue memorie, la Preside Baldino aveva un ruolo determinante. Sono appunti scritti in maniera confusa, con mano incerta. Chissà, magari un giorno riuscirò a tirarci fuori qualcosa.
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Sono Laura Mattera Iacono, la penna del gruppo. Vivo e lavoro a Ischia. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web. Scrivo su questo blog e mi occupo anche di contenuti per siti web.










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