Forio: la corsa dell’Angelo
Tornano in tutta l’isola d’Ischia le manifestazioni di Pasqua che per due anni erano state sospese per i noti motivi.
Tre anni fa, prima dell’inizio di questo periodaccio, ero stata a Forio nel giorno di Pasqua per assistere alla Corsa dell’Angelo, una manifestazione molto particolare che si svolge tra la Chiesa di S. Maria di Visitapoveri e le strade principali del Comune e che rappresenta una scena molto suggestiva: l’Angelo, appresa la lieta novella della Resurrezione, corre dalla Madonna per darle la notizia.
Quella fu l’ultima edizione in cui a guidare la processione fu Don Pasquale Sferratore, il parroco, il personaggio di Forio, che purtroppo qualche tempo dopo ci ha lasciato. Gli ho reso omaggio l’anno scorso riproponendovi una bella chiacchierata con lui nella Chiesina Regina delle Rose.
Non so chi prenderà il suo posto, chi guiderà quest’anno la Corsa dell’Angelo. Don Pasquale Sferratore ha lasciato un vuoto incolmabile, ma sono sicura che chiunque abbia preso il testimone, saprà farsi valere, soprattutto se non sarà soffocato da paragoni improponibili. Intanto ecco la processione che ho vissuto dall’interno tre anni fa. Una grande emozione.
Forio: 21 aprile 2019
Pubblicato sul vecchio blog il 26 aprile 2019
La gente di Forio è gente di fede, di lotta, di passione. Sarà stato per questo che il giorno di Pasqua tra le tante manifestazioni che si tengono a Ischia, ho scelto la corsa dell’Angelo che si svolge nel Comune del Torrione.
Ci sarà molta folla – mi avevano detto – troverai difficoltà anche a parcheggiare.
Muovermi in autobus non era ipotizzabile, i mezzi pubblici sarebbero stati fermi tra le 12:30 e le 16:00, mi sarebbe stato difficile tornare in tempo utile per il pranzo pasquale.
Prendo l’auto e vado con una vena di ottimismo: a Forio ci sono tanti parcheggi.
Ma quando arrivo sul lungomare dopo il porticciolo, ecco la prima sorpresa. Il parcheggio – enorme – è pieno come un uovo. Non mi perdo d’animo. Mi dirigo sulla strada che conduce a Cava dell’isola, la spiaggia più nota e discussa del Comune.
Troverò posto da qualche parte. Macché! La zona è letteralmente assediata dalle auto. Finalmente trovo un posticino, c’infilo l’auto e mi dirigo verso la meta.
La passeggiata, per quanto lunga, sarebbe piacevole, con il mare su un lato e la Chiesa del Soccorso sullo sfondo. Ma le auto che occupano i marciapiedi rendono il cammino un’impresa. Finalmente arrivo in centro, nella zona pedonale, e mi dirigo verso piazza Municipio. La processione parte dalla Chiesa di Visitapoveri, a conclusione della messa. Sono in anticipo, prendo posto in piazza, mi guardo intorno. L’antico convento, attiguo alle chiese di S. Francesco d’Assisi e di Visitapoveri e per lungo tempo adibito a Municipio, è un cantiere. Lo stanno restaurando? Finalmente.
Sono le 11:00 circa, l’attesa non sarà lunga. La Messa nel giorno di Pasqua è breve. Ed ecco lì che spunta il pennacchio, simbolo popolare di Gesù risorto. Una folla enorme esce dalla Chiesa. Non so come sia possibile che in una chiesa così piccola abbia potuto trovare posto tanta gente.
Ed ecco la statua dell’Angelo che ostenta il ramoscello d’ulivo. Provo a scattare qualche foto, dribblando con l’obiettivo le tante mani tese a carpire immagini. Nel fracasso della banda e dei botti riesco a sentire una voce. È Antonella che mi chiama. Ci eravamo viste solo qualche giorno prima a Milano, dove lei vive da tempo. “Scatta qualche foto, poi corri lungo il corso principale. È lì che si svolge la scena. L’Angelo correrà incontro alla Madonna e a S. Giovanni Evangelista che provengono dal lato opposto.” Seguo il suo consiglio, Antonella è una fonte immensa di informazioni.
Ma lungo il corso principale il muro umano è quasi insuperabile. Solo a fatica riesco a districarmi e a portarmi nei pressi della Basilica di Loreto, proprio al centro del Corso. L’Angelo arriva di corsa per dare a S. Giovanni Evangelista e alla Madonna la lieta novella della Resurrezione.
Mentre l’Angelo arriva, svetta la voce di don Pasquale Sferratore che avverte la folla di fare largo, la corsa dell’Angelo non deve trovare ostacoli, altrimenti si rischia l’incidente. A un certo punto l’Angelo si ferma, si inchina, un gruppo di persone intona un canto, si sente poco, la gente intorno è tantissima.
Una turista mi dice che la sera prima Don Pasquale Sferratore alla Chiesa Regina delle Rose ha spiegato in italiano e in tedesco il significato della manifestazione. Don Pasquale è un personaggio o, per meglio dire, un patrimonio di Forio.
La statua dell’Angelo portata di corsa da baldi giovanotti, è un’imitazione. Quella antica, in legno pregiato, è conservata nella Sacrestia della Chiesa Visitapoveri, un vero pozzo di gioielli di arte. Se andate a Forio, visitatela. Non ve ne pentirete.
Intanto devo tornare indietro, ma risalire per il Corso è impossibile, la muraglia umana mi respinge. Scendo giù verso il porto di Forio, poi risalgo per il vicolo del Torrione e mi inoltro nell’ultima parte del Corso. Si è fatto tardi per il pranzo, devo raggiungere al più presto l’auto. Arrivo trafelata dopo una bella corsa. Salgo in macchina, comincio a guidare. Ma ecco che dopo neanche un chilometro mi imbatto in una coda di auto. Le manifestazioni contemporanee a Lacco Ameno e a Casamicciola hanno richiamato un sacco di gente.
Benissimo. Ma possibile che non ci sia modo per organizzare meglio queste cose? È davvero tanto difficile fare in modo che la gente si muova con mezzi pubblici, navette e altro?
Arrivo tardissimo al pranzo. Poco male. Io preferisco mangiar poco.
Buona Pasqua
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Peccato davvero per tutto il traffico.
Ma c’è un motivo particolare per “la corsa” dell’Angelo? Cosa simboleggia?
Cara Claudia, mi dai lo spunto per un nuovo post che spieghi la storia della manifestazione. Quella che viene rappresentata è una scena biblica. L’Angelo corre dalla Madonna per annunziarle la Resurrezione. Ma ci sono aspetti tipici di Forio da raccontare. Le Statue che partecipano alla processione e che si incontrano lungo il Corso di Forio, sono tutte conservate nella Chiesa di S. Maria di Visitapoveri, ma appartengono a famiglie diverse. Gli eredi di ciascuna famiglia portano in processione la statua di loro “proprietà”. Tutto è molto suggestivo. Ti prometto che farò un post di approfondimento
GRAZIE!
Lo leggerò molto volentieri perché trovo queste tradizioni davvero interessanti, oltre che molto belle.
Sono convinta anche io che queste tradizioni siano tutelate. Spero di trovare le persone giuste per avere tutti i dettagli di questa storia. Grazie