Lucia Monti, Angelo Genovino, Giacomo Corvini: il racconto di Peppe
Ci ha lasciato ieri Giuseppe Carcaterra, una delle memorie storiche di Forio e di Ischia.
Poco meno di due anni fa ci raccontò questa storia che ritengo preziosa. Accolse me e Teresa nella sua casa e davanti a un buon caffè ci parlò di Angelo Genovino, Lucia Monti e Giacomo Corvini, i protagonisti di una vicenda straordinaria che rischia di essere dimenticata.
Con grande lucidità il signor Peppe ci parlò della passione e soprattutto della determinazione con la quale Lucia Monti aveva fortemente voluto l’ospedale di Santa Maria di Loreto a Forio.
Ci eravamo lasciati con l’idea di rivederci, ma purtroppo Teresa e io non siamo riuscite a tornare. Il racconto del signor Peppe rimarrà nel nostro cuore e nella nostra memoria. Soprattutto speriamo che le sue parole servano a stimolare la riscoperta delle nostre radici.
Qui di seguito il racconto, con un abbraccio alla famiglia Carcaterra e il particolare alla professoressa Marinella
Il racconto di Giuseppe Carcaterra
Le parole della memoria
Dopo la storia dell’ospedale S. Maria di Loreto, ecco qui una preziosa testimonianza.
Come vi dicevo, tempo fa avevo pubblicato sui social le foto di alcuni personaggi che negli anni ’50 hanno lavorato nella struttura. Le foto di Angelo Genovino, Lucia Monti e Giacomo Corvini avevano suscitato commozione tra lettori e lettrici di Forio. Presa dalla mia consueta curiosità ho deciso di andare a caccia di testimonianze dirette. Il tam tam tra le persone che mi seguono sui social ha sortito subito effetto.
Così in un tiepido pomeriggio di aprile, Teresa e io ci ritroviamo a Forio, nella casa di un signore un po’ avanti negli anni, ma molto lucido e con tanta voglia di raccontare. Si chiama Giuseppe. Ci accoglie insieme alla moglie e alla figlia nella sua bella casa e davanti a un buon caffè comincia subito a chiacchierare.
L’ospedale e il ruolo di Lucia Monti
Una donna determinata
Conosce bene Ischia Ponte il signor Peppe, tanto che si intrattiene volentieri con Teresa che abita nel borgo. Le chiede di negozi, attività, persone, dimostrando di avere un’ottima memoria.
“Ho sempre vissuto a Forio, ma da ragazzo venivo a Ischia a piedi per frequentare la scuola”.
Erano tempi in cui ci si muoveva a piedi e molti per non consumare le scarpe, le portavano in spalla per indossarle solo quando arrivavano alla meta.
“Ma anche da giovane ho frequentato Ischia”, aggiunge il signor Peppe, e ci parla di tanti personaggi che ha incontrato. Poi si addentra nella storia che più ci interessa, quella dell’ospedale di Forio, rivelando particolari che non ho riscontrato nelle cronache del tempo.
“Lucia Monti era mia cugina. La ricordo bene”, esordisce quasi commosso.
“Era una persona molto determinata. Poco dopo la guerra frequentò a Roma la scuola di ostetricia. E io l’accompagnavo”.
Il signor Peppe per lungo tempo è stato corriere, poi in seguito ha aperto un’attività commerciale a Forio. Dopo la guerra sapeva muoversi per le strade, conosceva bene i luoghi, forse per questo accompagnava Lucia. Ma il dato sorprendente è che una donna subito dopo la guerra si recasse da Ischia a Roma per studiare. Tutto questo testimonia una straordinaria determinazione. E quello che successe dopo ce lo conferma.
“Quando dopo il diploma, tornò a Ischia – prosegue il signor Peppe – fu lei a prodigarsi per l’ospedale”.
In che senso? gli chiedo meravigliata.
“L’isola d’Ischia non aveva strutture sanitarie all’epoca. Chi stava male si rivolgeva ai pochi medici presenti sull’isola o ai militari. Non esisteva l’assistenza sanitaria.”
In effetti all’epoca esisteva solo il medico condotto per i più bisognosi, molte cure erano a pagamento.
“Quei locali di fianco alla Chiesa di S. Maria di Loreto – prosegue Peppe – potevano essere utilizzati come ospedale. Erano di proprietà della Chiesa e infatti in quel periodo ci abitava il sagrestano, il signor Mascolo. Lucia si rivolse a don Luigi Capuano perché intercedesse presso la Chiesa”.
Don Luigi Capuano è stato una figura di spicco a Forio, prima parroco di S. Sebastiano e poi rettore della Basilica di S. Maria di Loreto. In occasione del 50° anniversario della sua morte, avvenuta nel 1966, la comunità foriana gli ha dedicato un evento celebrativo.
“Don Luigi Capuano si dava molto da fare per i poveri e prese a cuore la richiesta di Lucia. Se non sbaglio, si rivolse anche al Cardinale Lavitrano”, precisa Peppe.
Il Cardinale Lavitrano, originario di Forio, è stato un personaggio di primo piano nella storia ecclesiastica. È possibile che prima della sua morte, avvenuta nel 1950, abbia dato un suo contributo.
Dunque, la Chiesa si mosse. E per reperire fondi il priore della confraternita, Santolo Luongo, organizzò una gara di solidarietà che coinvolse cittadini e autorità. L’ ospedale fu aperto nel 1954.
Ma dietro tutto questo – secondo la testimonianza del signor Peppe – c’è la caparbietà di una donna, Lucia Monti, che tuttavia nelle cronache del tempo che ho consultato, risulta solo una figura di secondo piano.
Lucia intanto aveva sposato Angelo Genovino. “Era anche lui infermiere e insieme lavorarono nell’ospedale. Non hanno avuto figli, anche perché si erano sposati tardi”.
Dopo la chiusura dell’ospedale nel 1962, Lucia e il marito continuarono a lavorare come infermieri, soccorrendo le persone in casa.
“Ma negli ultimi anni della sua vita, Lucia era un po’ strana, forse un po’ malinconica”.
Lucia Monti ci ha lasciato nel 2000, dopo una vita lunga e ben spesa.
Il dr. Giacomo Corvini
Da Brescia a Forio
Ma c’è un’altra figura importante nella nostra storia: il dr. Giacomo Corvini.
“L’ho conosciuto, come no? Mi ha anche operato di appendicite”, ci spiega Peppe.
Ma non era di Ischia. “No, era di fuori, faceva il medico sulle navi. Veniva a Ischia in vacanza, frequentava il Bar Maria… “ Il bar degli artisti internazionali …
“Sì, proprio quello. Si era innamorato di Ischia, decise di stabilirsi qui e prese in affitto una casa sulla Borbonica”, l’antica strada che collega Casamicciola-Lacco-Ameno-Forio.
Ma che fine ha fatto Giacomo Corvini? A Forio i vecchi lo ricordano, ma certo andò via dall’isola. Cercando sul web, mi sono imbattuta in una storia molto triste.
Giacomo Corvini era tornato nella sua terra, a Brescia, probabilmente per godersi la pensione. Il 28 maggio 1974 si trovò per caso in piazza della Loggia. Aveva appuntamento con la moglie e la figlia. D’un tratto esplose la bomba. Si contarono 8 morti e un centinaio di feriti. Il dr. Corvini riportò ferite molto gravi e per quelle ferite morì due anni dopo. Aveva 66 anni.
Ecco alcune testimonianze dal Giornale di Brescia:
un ⇒ lettore
la figlia ⇒ Elisabetta
Ringrazio il signor Giuseppe e tutta la sua famiglia per la bella testimonianza e per l’accoglienza. Teresa e io andiamo via con la promessa di tornare presto a trovarli.
Voglio anche ricordare che a breve ricorre il 50° anniversario della strage di Piazza della Loggia. Un pensiero va a tutte le vittime e in particolare al dr. Corvini e alla sua famiglia. Se i figli leggono e vogliono intervenire per portare la loro testimonianza, siamo qui pronti ad accoglierli.
Le foto di Lucia Monti e Angelo Genovino e di Giacomo Corvini sono esposte al Museo di S.Maria di Loreto
Pubblicato il 28 aprile 2024. Aggiornato con nota introduttiva il 14 gennaio 2026
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Queste storie sono commoventi, affascinanti, e danno speranza: esistono persone davvero generose, che lasciano tracce importanti, ora indelebili grazie a questo scritto
Ed è anche la prima volta che “incontro” una vittima di una delle stragi nazifasciste che hanno ferito l’Italia. Grazie di averlo citato, grazie per tenere accesa la memoria
Grazie a te, Paola, per le belle parole e il costante interesse.
Pescare storie come questa, è davvero emozionante. Un abbraccio