L’ospedale S. Maria di Loreto: una storia da raccontare
Novembre 1954. A Forio si inaugura l’ospedale di S. Maria di Loreto, appena ristrutturato. È un evento importante perché quella riapertura significò molto sul piano sociale e fu resa possibile anche grazie a una gara di solidarietà.
L’ospedale in realtà era stato fondato alla fine del ‘500 e aveva conosciuto alterne fortune. Dalla sua riapertura nel 1954 rimase in attività come Pronto Soccorso fino al 1962, quando a Lacco Ameno fu inaugurato il Rizzoli.
Oggi quei locali ospitano un Museo che conserva reperti ospedalieri, arredi sacri, una pinacoteca di gran pregio.
Nel periodo natalizio lo visitai e pubblicai un articolo sul blog e diverse foto sui social, suscitando l’interesse di numerose persone. In modo particolare avevano riscosso emozione le foto di alcuni personaggi che avevano lavorato in quei locali negli anni ’50 come medici e infermieri
Incuriosita chiesi alle persone di Forio di darmene testimonianza. Così si mise in moto un tam-tam che mi ha permesso di rintracciare un anziano signore che mi ha raccontato una storia davvero speciale.
Ma prima di parlarvene è necessario che vi riporti a grandi linee la storia di questo luogo meraviglioso. Tutto quello che vi racconto qui si basa per la parte antica sul libro di Agostino Di Lustro, Assistenza ospedaliera sull’isola d’Ischia tra XVI e XX secolo, Gutenberg edizioni, 2013 e per i tempi più recenti sulle cronache dell’epoca e in particolare sull’articolo del Giornale d’Italia esposto oggi al Museo.
Una storia iniziata alla fine del ‘500
L’iniziativa della Confraternita di S. Maria di Loreto
La confraternita di S. Maria di Loreto era molto attiva sul territorio e si occupava di opere religiose e assistenza ai poveri e ai bisognosi. Alla fine del ‘500 la Confraternita decise di aprire un ospedale. Era quella un’epoca di miseria, di malattie e anche di sofferenza legata agli assalti dei pirati che avevano in Forio una meta privilegiata.
Un ospedale per la cura dei malati, ma anche dei feriti in mare, appariva quanto mai necessario. Come ci racconta il prof. Di Lustro (p. 42), la confraternita non disponeva dei fondi necessari e così escogitò un sistema per reperirne. Si rivolse
“ al papa Sisto V perché concedesse ai pescatori la possibilità di pescare nei giorni festivi nel tratto di mare tra Sant’Angelo e San Montano nelle ore in cui non si celebravano le sacre funzioni, purché la quarta parte del ricavato venisse devoluta a beneficio della fabbrica della chiesa e dell’ erigendo ospedale per i poveri”.
Sisto V morì e il permesso fu concesso dal successore Gregorio XIV. Nel febbraio del 1596 l’ospedale poté avviare l’attività.
I fondi che provenivano dai pescatori di Forio, ma anche di Napoli, non erano tuttavia sufficienti al mantenimento delle spese e quindi i confratelli si rivolsero alle Autorità e ai privati, riuscendo ad ottenere – come ci documenta il prof. Di Lustro – un buon riscontro.
L’ospedale che per i primi anni era situato non di fianco alla Chiesa, ma in locali presi in fitto, ospitava non solo persone di Forio e di paesi limitrofi, ma anche di altre località. Forio infatti intratteneva importanti rapporti commerciali con città e paesi lontani e pertanto non di rado era la meta di marinai e di commercianti forestieri.
Nel corso dei secoli il piccolo ospedale ha conosciuto alti e bassi. Nel ‘700 fu ampliato, mentre nel periodo napoleonico registrò un momento di crisi. Alla fine dell’800 tuttavia la crisi sembrò superata tanto che fu perfino ampliato. Nel 1914 fu realizzata una sala operatoria, nel 1927 una sezione per il ricovero delle donne. E nel periodo delle due guerre mondiali l’ospedale ebbe un ruolo fondamentale nell’accoglienza dei militari feriti.
Appena dopo la guerra però cominciò una nuova crisi. L’ospedale sembrava abbandonato a se stesso, ma la confraternita non demordeva.
La ristrutturazione
L’inaugurazione nel 1954
Nel novembre 1954 la svolta: “Ricostruito a Forio l’ospedale di S. Maria di Loreto”, annuncia il Giornale d’Italia in un articolo conservato al Museo. Il priore della confraternita Santolo Luongo, aveva organizzato una gara di solidarietà per reperire fondi. E come scrive il giornale, la somma raccolta ammontò a circa 1.500.000 lire.
Aziende e privati parteciparono secondo le proprie possibilità. L’ospedale fu attrezzato con sala operatoria, 12 posti letto e strumentazioni moderne, tanto che nell’articolo si legge:
“L’ospedale S. Maria di Loreto non ha niente da invidiare ai migliori ospedali del mondo”.
Parole che sembrano esagerate, ma bisogna considerare i tempi.
All’interno dell’ospedale lavoravano alcuni medici foriani, come Vito Amalfitano e Leonardo Castaldi. La direzione fu affidata a Giacomo Corvini, gli infermieri erano Angelo Genovino e sua moglie Lucia Monti.
E a questo punto comincia un altro racconto che si concentrerà su alcuni personaggi.
A presto per il seguito
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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