Visitapoveri: storia e controversie
La Chiesa di Visitapoveri a Forio è di una bellezza inestimabile, ma non è conosciuta quanto meriterebbe. Forse sarà per la vicinanza con la più nota Chiesa del Soccorso o semplicemente perché non siamo abituati ad apprezzare i nostri tesori.
Ho avuto modo di apprezzarla a fondo proprio assistendo ai preparativi del Giovedì Santo per la Corsa dell’Angelo. In quella occasione ha anche appreso particolari che mi erano ignoti.
L’Arciconfraternita e la Chiesa
Visitapoveri e S.Maria delle Grazie
La Chiesa è stata costruita in diverse fasi a cura dell’Arciconfraternita a partire dal 1614 circa. Le opere all’interno sono tantissime: i quadri di Alfonso Di Spigna, l’altare in marmo di Antonio di Lucca, gli stucchi dei fratelli Starace, le Statue in sagrestia di cui vi ho già parlato.
La Priora, Maria Anna Verde, ha tenuto a precisare un particolare :
“Il pavimento della Chiesa risale al ‘700 ed è un’opera del noto “riggiolaro” Ignazio Chiaiese. È usurato, ma è oggetto di tutta la nostra attenzione. È allo studio un progetto di restauro da sottoporre alla Sovrintendenza. Intanto però una copertura temporanea, in vetro o in altro materiale, avrebbe conseguenze negative. Ma la nostra attenzione è sempre molto alta. A Natale, quando il numero dei visitatori è stato molto alto, abbiamo provveduto a coprirlo con un tappeto”.
La Chiesa è dedicata a S. Maria delle Grazie Perché? La risposta è contenuta nel bel libro del prof. Agostino Di Lustro, di cui mi ha fatto omaggio Maria Anna Verde.
Tra il ‘500 e il ‘600 si costituirono diverse Confraternite che si prefiggevano scopi devozionali e rivestivano anche un ruolo di assistenza ai poveri. Visitapoveri non veniva meno a questo compito. Il nome però potrebbe derivare dalla Visitazione della Madonna a Elisabetta, l’episodio raccontato nel Vangelo di Luca, secondo cui la Madonna portò la Grazia ad Elisabetta.
La contesa per le Statue
Il privilegio della famiglia Patalano
Nel corso della sua storia, l’Arciconfraternita è stata anche indirettamente coinvolta in episodi di tensione. Maria Anna Verde mi ha permesso di leggere una sentenza del Tribunale ecclesiastico che risale al 1946 e riassume una lunghissima controversia. L’oggetto della contesa è un privilegio che una famiglia foriana aveva acquisito sulle Statue protagoniste della Corsa dell’Angelo. Il privilegio, acquisito per consuetudine, veniva poi sancito per Decreto vescovile nel 1932.
La storia è intricata e molto interessante. Provo qui a riassumerla.
A differenza di quanto avviene oggi, il Venerdì Santo le Statue della Madonna e di S. Giovanni venivano trasferite in un locale situato in Corso Matteo Verde di proprietà della famiglia Patalano che pertanto acquisiva il privilegio di portare le Statue a spalla nella processione di Pasqua e di rimuovere il velo alla Madonna nel momento culminante dell’evento. Si legge nella sentenza che tale privilegio era grazioso “se si considera che la sola famiglia Patalano sia stata prescelta per il servizio religioso”, oneroso “se si considera che i Patalano debbono trasformare, per due giorni, una stanza in oratorio per la custodia dei Santi “. I due aspetti – precisa la sentenza – devono essere considerati indivisibili.
Successivamente però lo stabile nel quale esisteva il locale, sarà oggetto di divisione ereditaria e in particolare il locale che ospitava per due giorni i Santi, sarà venduto alla famiglia Buonocore che lo renderà un Cine-Teatro.
Le famiglie Cognordo e Truglio, eredi Patalano, ritenevano di rimanere titolari del privilegio concesso dal Vescovo, pur non essendo più proprietarie del locale. La controversia nasce perché, come si legge ancora nella sentenza “i Cognordi ne hanno dimostrato la passata padronanza, i Truglio insistono nella presunzione di coeredi dei Cognordi”.
Ma ecco il colpo di scena.
Il Tribunale ecclesiastico, chiamato a decidere se dare ragione ai Cognordo o ai Truglio, dichiara il privilegio decaduto perché il locale nel corso del tempo è stato trasformato in un Cine-Teatro, pertanto in un luogo profano. Inoltre ordina che le Statue siano portate a spalla dai Confratelli dell’Arciconfraternita Vsitapoveri e il velo sia rimosso dal Cappellano e inoltre che da quel momento le Statue di S. Giovanni e della Madonna il Venerdì Santo siano trasportate nell’oratorio delle Suore Betlemite in via Matteo Verde. Infine condanna i Truglio alle spese di lire duemilaottocentoventi in favore del Reverendissimo Tribunale.
Oggi le Statue della Madonna e S. Giovanni rimangono nella Chiesa e sono trasferite in Corso Matteo Verde solo la domenica mattina presto. E tutto avviene ad opera dei Confratelli.
Io credo che questa vicenda sia emblematica della nostra storia. Non credete anche voi?
Voglio ringraziare tutti i Confratelli di Visitapoveri per la loro accoglienza, in particolare la Priora, Maria Anna Verde, per avermi permesso di conoscere una storia davvero interessante.
Infine un grazie speciale a Luigi Castaldi per avermi messo in contatto con questa realtà davvero meravigliosa.
Per approfondire sulla storia dell’Arciconfraternita, suggerisco il prezioso libro
Agostino Di Lustro, L’Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri a Forio. Quattro secoli di storia, Forio 2014
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Che dire se non che gli angeli dovrebbero essere un privilegio per tutti?
Bella questa! Grazie e un abbraccio
Io sono appassionata di queste storie, così ricche di vicende da far fatica a starci dietro, e anche un po’ sorprendenti per la mentalità di oggi. Grazie per il suggerimento del libro. Anzi grazie per tutti i suggerimenti, che sto raccogliendo in previsione del viaggio a Ischia (quando? Ancora non abbiamo deciso …)
Vieni presto, quest’isola aspetta a te!