All’IPS Telese di Ischia l’ospitalità di Federico II
L’Università Statale di Napoli, fondata da Federico II, celebra i suoi 800 anni. All’IPS Telese di Ischia è stato presentato un nutrito programma di eventi. Inoltre un antico libro di ricette scritto dallo stesso Federico II racconta una storia davvero stupefacente. Vediamo com’è andata.
La cultura dell’ospitalità ai tempi di Federico II
Non solo cucina
Quando Maria Messina, docente all’IPS Telese di Ischia, invita a un evento, la garanzia di qualità è assicurata. E anche stavolta le attese non sono andate tradite.
Il titolo del convegno era già tutto un programma: La cultura dell’ospitalità dai tempi di Federico II al presente e al futuro.
Così giovedì 30 ottobre mi sono recata all’Alberghiero. Per evitare di ritrovarmi ingarbugliata nei lavori per un inopportuno megaparcheggio, che da mesi attanaglia la zona, ho optato per la navetta Zizi, Alle 11:00 ero alla fermata, alle 11:15 ero già alla meta.
La conferenza stava per iniziare. Ad accogliere gli ospiti la stessa prof. Maria Messina attorniata da giovani sorridenti e da un gran numero di vassoi pieni di leccornie, preparate dagli stessi studenti.
Dopo i saluti istituzionali del dirigente, prof. Mario Sironi, prende la parola la prof. ssa Valentina della Corte, coordinatrice del corso di laurea in Hospitality Management e delegata dal Rettore per le celebrazioni per gli 800 anni dell’Università Federico II.
Appare subito evidente un aspetto: l’Università di Napoli, fondata da Federico II nel 1224, sceglie la sua storia come trampolino di lancio per il futuro.
Lo si nota già dal logo prescelto per le celebrazioni: il numero 800 contiene il simbolo dell’infinito. Una proiezione netta verso il futuro, dunque. Il messaggio è chiaro: se l’Università è riuscita ad affermarsi nel tempo, in epoche anche molto difficili, oggi con i saperi accumulati e la capacità di recepire l’innovazione, potrà certo consolidarsi come realtà prestigiosa.
D’altra parte, l’ Università Federico II, per volere del suo fondatore, “nasce con una vocazione internazionale che vede Napoli al centro del Mediterraneo”, come recita un cartello.
Tante sono le iniziative per la celebrazione. Per esempio l’Università si apre al territorio con visite guidate nei prestigiosi cortili e organizza un Museo federiciano con digitalizzazione del materiale
La relazione della prof.ssa Della Volpe ha stuzzicato la mia curiosità; credo di andare presto a curiosare.
Tutte le info sulle le iniziative sono al sito dedicato 800 anni unina
Federico II e la cucina
Il Liber de coquina
Prende poi la parola il prof. Gianni Cicia, docente di cultura gastronomica, La relazione verte su un libro di ricette, scritto dallo stesso Federico II. Il libro era andato perduto, ma poi è stato ritrovato in due manoscritti oggi conservati alla Biblioteca nazionale di Francia.
Il Liber de coquina smonta la teoria – ancora oggi abbastanza diffusa – secondo cui la cucina italiana sarebbe il risultato della fusione tra le abitudini alimentari latine e quelle germaniche. I latini mangiavano soprattutto a base di olio, vino e cereali, i germani preferivano carne, birra e lardo.
In realtà, ci spiega il prof. Cicia, questa ipotesi ignora quanto avvenuto alla corte di Federico II. Nel libro infatti si evidenzia quanto sia tuttora presente la cultura araba sulla nostra tavola. Ad esempio, la lavorazione della pasta, ignota ai latini, è d’importazione araba. Così come sono di origine araba cavatelli, lasagne e ravioli.
Come si evince da uno studio curato dai docenti dell’Università di Napoli dal titolo Le origini della cucina italiana, da Federico II a oggi , la cucina di Federico II è un’aggregazione multiculturale, formata da latini, greci, normanni, svevi, longobardi, ebrei ed arabi. Quando ci sediamo a tavola, dunque, assaporiamo pietanze che vengono da lontano.
Una riflessione a questo punto è d’obbligo.
In ogni momento della nostra quotidianità dobbiamo essere consapevoli di essere eredi una una cultura che non prevede confini.
La multiculturalità si afferma in ogni aspetto del regno di Sicilia all’epoca di Federico II, dall’Arte, al Diritto e in generale alla Cultura. Federico II aveva intuito che l’aggregazione di più culture costituisce un punto di forza, un arricchimento della società.
Non è che dal Medioevo abbiamo fatto qualche passo indietro in questo senso?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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