Pasquetta a Ischia Ponte
È Pasquetta. Decido di fare una semplice passeggiata per il borgo. Scendo a piedi, per la Pozzolana. Sono le 10:30, a miez’Ischia tanta gente per strada, ma il traffico di auto è intenso. Alle 11:00 scatta la ZTL. Ma le auto autorizzate continuano a passare. E sono tante.
Incontro un’amica: “A Ischia Ponte è difficile camminare, non solo a Pasquetta. Sui marciapiedi ci sono tavolini dovunque. Per strada le auto passano e spassano. E dire che sul lungomare possono parcheggiare solo i residenti”.
Si vieta l’accesso alle auto, si vieta il parcheggio ai non residenti. Si vieta tutto, ma nessuno controlla. E nessuno pensa all’unica soluzione possibile: diminuire il traffico investendo sui mezzi pubblici.
Ma Ischia Ponte è bella lo stesso, piena di gente e di colori. Sotto al Castello un via vai di persone. Sono appena le 11:15, ma molti si siedono ai tavoli apparecchiati per strada e chiedono di mangiare. Oddio! Ma possibile che pensiamo solo a mangiare? Un caffè e quattro chiacchiere me li concedo volentieri, ma poi ho voglia di camminare, di muovermi, di vedere.
Più avanti incontro un amico che non vedo da tempo. Che fai di bello? Dove lavori ora? “Sono impiegato in una ditta – mi dice con tristezza – Ho dovuto chiudere il negozio. I margini di guadagno erano minimi. La gente compra su internet e paga la merce meno di quanto la pagassi io”. Vecchia storia.
Il mondo cambia, certo. Ma come viviamo il cambiamento? Ci sentiamo smarriti. Non sappiamo cosa fare. Però su internet compriamo di tutto, anche quello che non ci serve. A scatola chiusa. Poi buttiamo via, perché tanto è costato poco.
Faccio un salto in libreria. Finalmente un po’ di gente che compra libri.
Ritorno per Soronzano. Non c’è nessuno, mi godo il sentiero. Le auto qui non possono arrivare. Cammino spedita, qualche gatto mi fa compagnia. Sono gatti che amano la libertà, la vita all’aria aperta, come nella loro natura. Non riuscirebbero a starsene chiusi dentro, stesi su un divano. Pretendono rispetto. E resistono.
D’un tratto sento i rintocchi di Mezzogiorno. Il ritmo è inconsueto. È morto il Papa. Le campane suonano a lutto.
Sento il bisogno di fermarmi. Non ho un buon rapporto con la Chiesa. Però Papa Francesco … mi fermo a guardare il mare.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Con le tue parole hai creato le immagini, i rumori, le sensazioni … e riflessioni che condivido (possibile che le persone pensino solo a mangiare ;). Davanti al mare tutto è bello a prescindere, e mi sembra di capire che dal traffico ci si riesca a difendere, prendendo sentieri secondari. E Papa Francesco, anche per me era un certezza, un riferimento
Grazie Paola per i tuoi commenti sempre puntuali.
Pensiamo sempre a mangiare e mangiamo male, malissimo. Ma perché? Ci muoviamo poco e le auto ormai stanno invadendo tutto
Un abbraccio