Il caffè a Ischia Ponte con Antonella
Lettrici e lettori lo sanno. Antonella, una cara amica del nostro tavolo, vive a Saronno e torna nella sua Forio solo in estate e per le feste comandate.
Ci vediamo poco, ma in quei nostri rari incontri, abbiamo sempre tanto da raccontarci.
Per vincere la pigrizia da caldo, quest’anno ci siamo date un appuntamento speciale: un caffè a Ischia Ponte di mattina presto. Antonella ha potuto usufruire di un passaggio, io l’ho raggiunta al piazzale Aragonese alle 7:30 in punto.
Ischia Ponte si stava appena svegliando, placida nella sua bellezza, disturbata solo da qualche sacchetto di spazzatura fuori posto.
Lei era arrivata in anticipo, ma certo non si è persa di coraggio: “Per ingannare l’attesa, ho fatto una passeggiata sotto al Castello e per i vicoli. Ischia Ponte è splendida, soprattutto a quest’ora. Poche auto, tranquillità, profumo del mare. La condizione giusta per ammirare quei dettagli che spesso sfuggono”.
E così ci accomodiamo a un tavolo di un noto bar per consumare i nostri caffè.
Arrivano le colazioni che in Antonella aveva già ordinato e cominciamo la nostra chiacchierata.
Ma ecco la sorpresa. Un signore di una certa età seduto al tavolo accanto, comincia a parlare con altri avventori a voce altissima, rendendo impossibili le nostre chiacchiere. E non finisce qui. Il signore arriva al punto da interrompere la sua interessantissima conversazione per dare un occhio al nostro tavolo: “Avete proprio fame, eh!”. Dettaglio del tutto insignificante: sul nostro tavolo un caffè e un cornetto ciascuna. Ma ci sono uomini che hanno sempre bisogno di parlare a sproposito. Infastidite dalla battuta infelice, ma soprattutto dal volume troppo alto della voce dello sconosciuto, decidiamo di cambiare tavolo. A quell’ora i posti non mancano.
E finalmente possiamo parlare. Antonella mi racconta la sua vita da insegnante: “È sempre più difficile comunicare con i ragazzi. I problemi sono tanti e poi ci si mettono i genitori”. Niente di nuovo, da nord a sud sempre la stessa musica.
Ma lei aggiunge una considerazione che mi lascia senza parole: “Di fronte a un episodio di maleducazione, ho dovuto reagire facendo valere le mie ragioni. Sono un’insegnante, non potevo e non volevo sottrarmi. Non si può e non si deve sempre giustificare” . No, certo. Bisogna pur far capire a giovani e anziani che esistono le regole. “Ma da quel momento – continua lei con amarezza – sono diventata il bersaglio di cori razzisti. Ogni volta che uscivo da scuola, sentivo quel coro da stadio … “lavali col fuoco”. Di solito il bersaglio è Napoli. Lì si augurava tutto il male possibile a Ischia”.
Oddio! Queste cose mi disgustano. Non voglio farci l’abitudine.
Intanto arriva anche Teresa, che riabbraccia Antonella e fa in tempo a prendere un caffè con noi.
Comincia a far caldo. Antonella vuole fare un salto in libreria. “Devo comprare due copie del tuo libro, uno per me, uno per un’amica. E me li devi autografare”. Ma perché questa cosa dell’autografo? Antonella non vuole sentire ragioni. E io eseguo, ridendo di gusto.
Prendiamo i libri e salutiamo Teresa. A questo punto, io che non amo guidare, mi rivolgo in maniera perentoria ad Antonella. “Dai, ti riaccompagno io a Forio. Ho la macchina qui nei dintorni. Fa troppo caldo ora, non è il caso che aspetti l’autobus sotto questo sole”. Eh, già, aspettare l’autobus a Ischia non è piacevole. Spesso mancano le pensiline e gli orari non sempre sono rispettati.
Saliamo in auto, il tragitto non è troppo lungo, ma il traffico già alle 10:00 del mattino è terribile.
Quando arriviamo a Forio, saluto Antonella con la promessa di rivederci presto, caldo permettendo.
Arrivo a casa, accendo il computer ….mi compare davanti una foto: un incidente sulla strada tra Ischia e Casamicciola. È successo poco dopo il mio transito. Ormai gli incidenti sono quasi quotidiani. Le cose tristi di Ischia
Sul libro acquistato da Antonella, ti può interessare La presentazione: Ischia e il suo dottore











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