Gli incontri in libreria
È stato presentato alla libreria Imagaenaria di Ischia Ponte il libro La rivoluzione russa in Ucraina, 1917-1918, di Nestor Makhno. A parlarcene Giuseppe Aiello, un appassionato studioso di movimenti rivoluzionari
Si sottolinea spesso, e a giusta ragione, che Ischia Ponte tra gennaio e febbraio è chiusa al pubblico. La maggior parte di bar e ristoranti espone il cartello chiuso per ferie, in alcuni giorni è difficile perfino prendere il tradizionale caffè del mattino.
E tuttavia a volte dimentichiamo che alcune attività sono aperte e costituiscono un bel punto d’incontro. È il caso ad esempio della libreria Imagaenaria. Io mi ci reco spesso e non solo per acquistare libri.
Sabato pomeriggio ci sono andata per la presentazione di un libro che già dal titolo ha suscitato la mia curiosità. La rivoluzione russa in Ucraina. Tra l’altro avevo già avuto modo di ascoltare in passato il relatore, Giuseppe Aiello, e sapevo quanto fosse appassionato di storia e in particolare dei movimenti rivoluzionari in Europa tra ‘800 e ‘900.
Tra il pubblico, tante persone amiche. L’atmosfera è calda e cordiale, come sempre del resto in libreria.
Conosco poco l’argomento e questo acuisce il mio interesse. Spero proprio che la relazione mi aiuti a chiarirmi le idee su un momento storico di vitale importanza anche per comprendere la situazione attuale. Le tensioni tra Russia e Ucraina, si sa, hanno radici lontane.
Il libro – ci spiega subito Giuseppe Aiello – raccoglie le memorie che Makhno scrisse tra 1917 e il 1918. Ma chi era Nestor Makhno? Oggi, ci spiega Aiello, è considerato un eroe nazionalista ucraino, ma la realtà è molto diversa.
Makhno era un contadino ucraino che insieme ad altri si ribellò giovanissimo ai latifondisti russi . Per questo, nel 1908 fu arrestato dalla polizia zarista e condannato a morte. Data la sua giovane età, gli fu risparmiata la vita e condannato ai lavori forzati. In carcere conobbe diversi rivoluzionari, soprattutto anarchici, che lo aiutarono a migliorare le sue conoscenze e ad allargare gli orizzonti.
In seguito alla rivoluzione del febbraio 1917, uscì dal carcere e cominciò la sua opera di organizzazione e propaganda. La sua lotta non era contro i Russi. Anzi, il suo desiderio era quello di fondare una federazione di contadini russo-ucraini.
Per farci avvertire l’atmosfera di quegli anni in Ucraina, Giuseppe Aiello ci ha letto diversi brani tratti da La guardia bianca di Michail Bulgakov, un autore noto al pubblico soprattutto per quello che è considerato il suo capolavoro, Il Maestro e Margherita.
Anche La guardia bianca, dunque, dovrà entrare nel calendario del buon lettore.
Gli spunti di riflessione sono stati tantissimi. Nel corso del breve e intenso dibattito, si è parlato delle cause della guerra, delle scelte politiche dei governi occidentali, della necessità di conoscere la storia per non incorrere in gravi errori di valutazione. Un aspetto tuttavia vorrei sottolineare. Rispetto ai movimenti rivoluzionari e alla vivacità culturale di un tempo, oggi spicca un concetto terribile: rassegnazione. È una parola che purtroppo circola soprattutto tra i giovani.
Mentre esco sulla strada semideserta, dopo aver salutato le amiche e gli amici, mi viene in mente un’idea: e se la libreria Imagaenaria organizzasse sempre più spesso incontri del genere?
Tra l’altro anche il nostro gruppo lettura, che io non do ancora per disperso, qualche volta si è incontrato lì. Si potrebbe ricominciare. Non credete?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Nemmeno io sapevo niente di questa storia e ho preso nota del libro suggerito (Il maestro e Margherita è tra i libri più belli che ho letto). Quanto alla rassegnazione, ho anch’io questa avvilente sensazione. Va bene che è difficile, ma almeno provarci …
La rassegnazione purtroppo è uno dei mali dell’epoca e poi sfocia nella depressione.