Rigenerare Casamicciola
ll Comune di Casamicciola ha acquisito il Pio Monte della Misericordia. Rimane aperta la questione della destinazione d’uso. Ma sopratutto la domanda è: come si rigenera Casamicciola? Una chiacchierata al bar con Giuseppe Mazzella e Franco Borgogna
Domenica mattina. Peppino Mazzella ha invitato amiche e amici per un caffè a Casamicciola, questa volta in un noto bar in piazza.

Corso di Casamicciola
Si respira aria di primavera, anche se il cielo è ancora un po’ grigio. Arrivo all’Ancora e trovo facilmente parcheggio. Con una piacevole passeggiata raggiungo la piazza. Poca gente in strada. Qualche bambino gioca nei pressi del vuoto lasciato dal Capricho. Una coppia passeggia, molti bar e negozi sono chiusi, la Chiesa è aperta ma non c’è nessuno. “Non si celebra più neanche la Messa delle 11:00”, mi spiegherà poi Peppino. Casamicciola sembra in attesa.
Arrivo al bar. Peppino è seduto a un tavolo nsieme a un vecchio amico, Franco Borgogna. Siamo solo in tre, ma tanto basta per fare due chiacchiere.
Peppino e io ci eravamo lasciati solo qualche giorno prima con la grande incognita del Pio Monte della Misericordia. Poi d’un tratto è arrivata la buona novella. Il Consiglio Comunale di Casamicciola ha annunciato con delibera apposita la piena acquisizione del complesso, mettendo così fine a una contesa durata oltre 50 anni.
Peppino è raggiante. Sull’argomento ha scritto e urlato per anni. E ora?
Proprio in questo inizio settimana si susseguono le notizie. Da domenica fino al momento in cui vi scrivo, ci sono tenuti incontri tra le autorità competenti che stanno studiando le possibili destinazioni d’uso della struttura, senza naturalmente trascurare la ricostruzione e la rigenerazione di Casamicciola tutta intera. È chiaro tuttavia che il Pio Monte può costituire un punto importante per la ripartenza.
Franco Borgogna in proposito esprime il suo pensiero: “Da quanto ho sentito, il Pio Monte sarà destinato innanzitutto alle scuole del territorio, ma troverà spazio anche un centro ricerche con un auditorium. Tutto questo è importante. Tuttavia io credo che in questo modo Casamicciola perda l’occasione per sfruttare questa enorme struttura per il rilancio delle attività produttive”.
In che senso?
“È nella posizione adatta per attività di sostegno al porto: negozi, bar, ristoranti, spazi espositivi e per meeting”.
Una sorta di stazione marittima, insomma. Le scuole però sono fondamentali.
“Certo. Ma ho letto che una struttura scolastica, la Ibsen se non sbaglio, sarà destinata a luogo d’incontro per le autorità comunali e regionali. Ma se la struttura è agibile, perché non restituirla alle attività didattiche? Un luogo per gli incontri strategici, si può recuperare altrove”.
D’altra parte Casamicciola di luoghi pubblici ne ha, eccome. Mi torna in mente la Villa Mennella, proprietà della Regione e abbandonata a se stessa.
Intanto pare che sia tramontata l’idea di realizzare all’interno del Pio Monte una Facoltà Universitaria. Era nel programma elettorale della formazione che guida la cittadina termale, ma pare che l’idea – almeno in questi termini – sia stata abbandonata. Sono sempre stata contraria all’Università a Ischia e nei piccoli centri, e sul punto spero di tornare presto.
Sul rilancio di Casamicciola, Peppino ha le idee chiare: “Io credo che sia necessario costituire una ocietà di trasformazione urbana ai sensi dell’art. 120 del testo unico enti locali. In questo senso ho proposto una bozza di delibera da approvare in consiglio comunale per il recupero di tutte le attività produttive anche per la gestione unitaria a capitale misto del porto turistico e del lido comunale da Punta Perrone a Monte Vico”
Un’idea che Peppino ha espresso dettagliatamente in un lungo articolo apparso su diverse testate come il Dispari. Alla fine troverete il link dell’articolo su Nuvola TV.
Ora però pare che le direttive per l’attuazione del piano di ricostruzione e rigenerazione urbana siano state affidate all’Agenzia per il Demanio. Staremo a vedere.
Ma, chiedo a Franco e a Peppino, la gente di Casamicciola attende soprattutto risposte per la casa. In tutti questi progetti, si dà la giusta importanza al problema-casa?
Rispondono in coro: “Sicuramente il commissario Legnini sta prendendo le giuste misure per questo, studiando attentamente la situazione”.
Il discorso ci porta lontano: una politica per la casa in Italia manca dagli anni ’50, quando fu istituito l’INA casa. Era il piano di intervento statale per la costruzione di alloggi per persone a basso reddito.
Già, ma oggi?
Delocalizzare è stata e rimane la parola d’ordine per la nuova Casamicciola. Ricostruire in zone meno pericolose da un punto di vista sismico e idrogeologico., è un obbligo. Purtroppo l’idea del prof. Luongo di insediare al Majo un parco scientifico e ricostruire le abitazioni un po’ più in basso è svanita. Ma in qualche modo bisogna convincere le persone a non insediarsi più nei luoghi pericolosi. Come si può fare?
L’idea di Peppino è chiara: la ricostruzione per essere davvero rigenerante, deve partire dagli spazi pubblici, quelli che consentono la relazione umana. Per rigenerare Casamicciola, bisogna ricostruire le case intorno ai punti di riferimento di una comunità, come la strada, la chiesa, la scuola, un piccolo supermercato, un bar, un luogo di aggregazione. La casa è un diritto inconfutabile. La relazione umana è indispensabile per vivere.
Per approfondire
Sulla proposta di Giuseppe Mazzella ⇒ Casamicciola è Ischia
Sulla ricostruzione ⇒ L’agenzia del demanio progetterà la nuova Casamicciola
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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