Milanesi a Ischia: i Malcovati
Ultimamente a Ischia, a Napoli e in tutto il Meridione si è diffuso un certo malumore nei confronti dei Milanesi. Le sceneggiate in TV a proposito dei farmaci anti coronavirus, hanno contribuito a diffondere quell’immagine che vuole i Milanesi gente boriosa, che ha sempre voglia di essere al centro dell’universo e disprezza il Sud. Può essere che talvolta questa immagine risponda al vero. Ma non è sempre così. A Ischia abbiamo avuto modo di conoscere Milanesi che rispecchiano un’altra Milano, quella laboriosa e generosa, quella della Milan cont el coeur in man, la Milano con il cuore in mano. È il caso dei Malcovati. Scopriamo la loro storia
I Malcovati e l’amore per Ischia
Come vi ho raccontato in Lo Scuopolo, Piero Malcovati, milanese, era un luminare della medicina, un ginecologo di fama mondiale. Arrivò a Ischia quasi per caso, durante la guerra, come ufficiale medico. Riscoprì le nostre acque termali grazie ad alcuni scritti che aveva scovato in una biblioteca. Cominciò a studiarle e, dopo la guerra, decise di investire insieme ad altri medici in un progetto che si rivelò troppo esoso. Ma non si fermò. Chiese aiuto all’imprenditore milanese Angelo Rizzoli, dando vita a un progetto che per Ischia ha significato tantissimo e ha lasciato tracce indelebili. Le Terme della Regina Isabella di Lacco Ameno sono lì a testimoniare la passione e l’amore di Piero Malcovati per l’isola.
E tuttavia i Malcovati, Piero e sua moglie Vera, non sono stati solo protagonisti del rilancio turistico dell’isola. Si erano innamorati di Ischia, delle sue meraviglie naturali, della sua storia e delle sue tradizioni. Amavano la gente dell’isola, la sua semplicità, la sua capacità di accoglienza in un’epoca in cui dominavano la miseria, la fame e la mancanza assoluta di assistenza medica.
Un convegno a 50 anni dalla scomparsa
Nel 2013 il Centro Studi isola d’Ischia, allora presieduto da Antonino Italiano, dedicò un Convegno a Piero Malcovati a 50 anni dalla scomparsa. Io ero presente e vi assicuro che le testimonianze che ho ascoltato, mi hanno messo i brividi.
Quando il “professore” arrivava da Milano, la gente in fila sotto casa sua per essere visitata, non solo era sempre accolta e curata gratuitamente, ma riceveva anche le medicine che il professore stesso faceva comprare a sue spese nella vicina farmacia di Ischia Ponte.
Sua moglie Vera, scomparsa in anni più recenti, era solita ospitare a nella sua casa di Milano le popolane di Ischia che avevano bisogno di cure. E grazie a queste sue amiche popolane, si appassionò alla cucina ischitana. Imparò a preparare il nostro piatto tradizionale, il coniglio alla cacciatore ed era solita dire: “oggi mangiamo il coniglio con i signori bucatini”.
I Malcovati amavano la nostra storia e le nostre tradizioni. Riscoprirono la ‘ndrezzata, il nostro ballo folkloristico, favorendo e sovvenzionando la sua valorizzazione.
Quando acquistarono casa a Ischia Ponte, lo Scuopolo, si resero necessari lavori per il rifacimento del terrazzo Un filmato dell’epoca (1957) proiettato nel corso del Convegno, ci ha mostrato la festa che si tenne alla fine dei lavori al ritmo della ‘ndrezzata. L’emozione in sala è stata palpabile.
Piero Malcovati avrebbe voluto che Ischia diventasse un centro scientifico internazionale per le acque termali. Non siamo riusciti a portare avanti il suo intento e forse in tutti questi anni, con il benessere, abbiamo perso anche tanto della nostra genuina semplicità.
Quella dei Malcovati è la Milan cont el coeur in man, una Milano con il cuore in mano che certo esiste ancora. E con il cuore in mano oggi esprimiamo vicinanza ai Milanesi, ai Lombardi e alle persone che in tutta Italia in questo momento soffrono.


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web.



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