L’attualità di Pietro Greco
Il 6 dicembre scorso alla Biblioteca Antoniana di Ischia il Circolo Georges Sadoul ha ricordato Pietro Greco a 5 anni dalla scomparsa. Per l’occasione è stato presentato un scritto edito postumo, dedicato a un tema di straordinaria attualità: l’Atomica.
In sala, con Lucia Annicelli, il prof. Agostino Mazzella, già docente di matematica e fisica al Liceo Buchner, e Luca Carra, giornalista, direttore della rivista on line, Scienza in rete.
Qui di seguito il racconto
La sala della Biblioteca Antoniana è gremita, nonostante l’argomento di cui si parlerà, sia angosciante. La corsa agli armamenti, il pericolo di una guerra nucleare che incombe in questi mesi, creano in ognuno di noi preoccupazioni quotidiane. Ma quando e come è cominciato il rischio nucleare? La risposta è in un libro di piccolo formato, L’Atomica, edito da L’Asino d’oro.
L’Autore, Pietro Greco, era un giornalista e divulgatore scientifico di qualità sopraffina. Con il suo modo di scrivere riusciva a rendere accessibili i concetti scientifici più complessi anche a chi di scienze capisce ben poco. Una qualità non da tutti, che io stessa ho avuto modo di apprezzare leggendo il libro. Si tratta di un testo scritto nel 2014, che faceva parte di un’opera più ampia purtroppo rimasta incompiuta.
In queste pagine Pietro Greco ricostruisce la storia che ha portato alla realizzazione della bomba atomica, riportando il vivace dibattito che ha animato la comunità scientifica dell’epoca, a partire dagli anni ’30 del secolo scorso, quando le scoperte scientifiche sulla fissione nucleare sembravano destinate al solo scopo civile.
Mano a mano che si procede nella lettura, ci si sente coinvolti nella storia al punto da chiedersi: ma come va a finire? Eppure i fatti sono noti: la bomba sarà realizzata ed esploderà per ben due volte nell’agosto del 1945 con tutte le conseguenze del caso.
Attorno a concetti scientifici molto complessi, Pietro Greco riesce a imbastire una storia avvincente che sembra nata dalla penna di uno scrittore di ottima qualità.
Le responsabilità della scienza risultano alla fine evidenti. Certo, la scienza deve andare avanti. Certo, la preoccupazione che la Germania nazista potesse arrivare a realizzare la bomba prima dell’ Occidente libero, era notevole. Eppure molti degli scienziati coinvolti non nascosero la loro vanità. Quando si cominciò a temere che la fissione nucleare e la reazione a catena potessero essere adoperate a fini militari, alcuni proposero di non rendere noti i risultati delle ricerche. L’appello tuttavia cadde nel vuoto: diversi fisici pubblicarono i risultati dei loro studi su riviste di prestigio per tutelare la primogenitura delle scoperte. E non finisce qui. Quando alla fine fu chiaro che la bomba non aveva valore di deterrenza, ma piuttosto rispondeva a una volontà di dominio e di distruzione, solo in pochi si tirarono indietro.
Né vale la difesa accampata da alcuni, secondo cui le bombe esplose su Hiroshima e Nagasaki hanno sì causato moltissime vittime, ma ne hanno risparmiato tantissime altre. Come lo stesso presidente americano, Truman, ammise tempo dopo: le bombe erano state scagliate contro il nemico emergente, l’Unione Sovietica.
Ed è a quel punto che si è scatenata tra le Superpotenze mondiali quella competizione per le armi atomiche, che negli anni successivi scatenò una forma di guerra definita equilibrio del terrore.
Oggi in tanti sostengono che la corsa agli armamenti sia solo una difesa e che comunque costituisca un modo per rilanciare l’economia. Sarà pure vero. Ma le bombe alla fine esplodono. E distruggono tutto.
Nella corso della presentazione, il professor Agostino Mazzella ha spiegato in dettaglio i fenomeni scientifici con l’ausilio di diapositive, evidenziando e varie tappe degli esperimenti che hanno poi portato alla realizzazione delle bomba. Il giornalista Luca Carra si è invece soffermato sulla capacità comunicativa di Pietro Greco.
Il libro è in vendita presso le principali librerie
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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