Da Napoli a Ischia: i gioielli di Lunaria raccontano
Vi ho parlato nel post precedente della storia di Michela, che per tutti a Ischia Ponte è Lunaria. La storia del piccolo negozio che due anni fa ha compiuto 30 anni, ha colpito molto i lettori.
Ma c’è un seguito. Michela, da donna attiva e buona commerciante, sa che non ci si può crogiolare sugli allori e che ogni traguardo costituisce solo un nuovo inizio. E così, pure in questo momento di crisi spaventosa, Michela non rinuncia alla sua creatività. È di circa un mese fa la presentazione di un nuovo gioiello che ha una storia tutta particolare da raccontare
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Il gioiello che si ispira a Napoli
Le creazioni raccontano sempre qualcosa dell’autore o dell’autrice. Il caso di Michela poi è addirittura eclatante da questo punto di vista. A lei piace lavorare con le mani e quelle sue mani affondano nella storia della sua vita, nei ricordi, nelle emozioni. Due anni fa avevo trovato nel suo negozio gioielli che ci parlavano di Ischia, un omaggio all’isola nella quale a lei piace vivere. Oggi Michela ha tirato fuori un nuovo gioiello: Vesuvio. Due anni di fatica le è costato. A lei piace fare le cose per bene, con puntiglio e tenacia.
L’aveva presentato a fine settembre, quando io ero impegnata altrove. “Vengo da te non appena possibile”, le avevo detto. “Vieni quando vuoi – mi aveva risposto – il negozio è chiuso solo di domenica. Per il resto, ci sono sia di mattina che di pomeriggio. Se c’è qualche cliente magari aspetti un po’”. Certo, eventualmente aspetto. Tanto a Ischia Ponte non ci si annoia mai.
E così la mattina di un sabato uggioso, sono andata da Lunaria. Michela mi accoglie con il solito sorriso. Il negozio, situato proprio di fronte alla Cattedrale, è piccolo ma ben attrezzato anche per affrontare l’emergenza. Michela presta molta attenzione a ogni dettaglio. Nonostante le barriere, l’ospite si sente sicuro e a proprio agio.
Allora, le dico subito, mi mostri la tua ultima creatura? “Eccola qui. È il Vesuvio”. Con il pennacchio.
Faccio fatica a riprendermi dallo stupore. Perché stavolta ti sei ispirata a Napoli? E qui comincia il racconto, forte e delicato allo stesso tempo.
“Fino all’età di 11 anni ho vissuto a Napoli, abitavo nei dintorni di Corso Vittorio Emanuele. Tutti i giorni mia mamma mi portava a fare lunghe passeggiate in zona. Quando alzavo lo sguardo, gli occhi incrociavano il Vesuvio. Questo – e indica il gioiello – è il panorama che vedevo dal Corso”. La suggestione dei ricordi d’infanzia, dunque. Ma il pennacchio?, le chiedo curiosa. “Ho pensato di completare il gioiello con un altro dei simboli di Napoli: il corno. In effetti ricorda il pennacchio”. Geniale. Sono davvero molto colpita. D’altra parte il corno sembra proprio di buon auspicio in questo periodo: “Sciò, sciò… ciucciuettule”.
Anche io sono molto legata a Napoli per averci trascorso i miei splendidi anni universitari. Eppure sento di non essere riuscita a conoscere davvero a fondo la città. I primi anni Ottanta sono stati difficili a Napoli. E allora le chiedo di raccontarmi. La voce di Michela trema per l’emozione: “Passeggiavo con mia madre lungo il corso Vittorio Emanuele, poi mi addentravo nei vicoli, salivo e scendevo lungo le scale”. Già… quante scale ci sono a Napoli? La città ha grandi strade e palazzi maestosi che agli occhi del forestiero nascondono i quartieri più antichi. Addentrarsi in quel dedalo, incontrare la gente, sentire le voci, avvertire la partecipazione è una vera poesia. Quando mi è capitato di camminare spaesata per quei vicoli, spesso mi sentivo dire: “Signuri’… jate cercann’ quaccosa?”.
E Michela conclude: “Ancora oggi, da adulta, mi piace tornarci e portare con me persone che vengono a farmi visita a Ischia”.
A questo punto le strappo una promessa. Non appena questo periodaccio sarà passato, andiamo insieme a Napoli. “Volentieri”, mi risponde lei, mentre gli occhi le brillano. Non c’è niente da fare: Napoli è una città che ti rimane dentro.
Saluto Michela e mi tuffo nella pioggia di quel sabato mattina a Ischia Ponte. Le strade sono allagate. È la classica bomba d’acqua di questi fine settimana di ottobre.
In attesa di poter andare insieme a Napoli, mi sento di farvi una raccomandazione. Se passate per Ischia Ponte, fate una visita a Lunaria. Oppure mettetevi in contatto con Michela. Con una telefonata o un messaggio w-app, avrete tutte le info che vi occorrono sui gioielli o anche su gli altri articoli del negozio. Ce n’è per tutti i gusti.
Lunaria, Ischia Ponte, di fronte alla Cattedrale.
Orari attuali: 10:00-13:00/ 16:30 – 20:00
domenica chiuso
Per info: +39 340 104 7449-
Anche w-app.


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano contenuti per il web. Vuoi saperne di più? Basta un click








Una storia davvero molto bella!
Purtroppo io non sono mai stata a Napoli e nemmeno a Ischia, ma spero di poter rimediare presto!
Grazie per l’apprezzamento. Speriamo che passi questo periodaccio, così potrai venire a Ischia, prendere un caffè con noi e visitare anche Napoli. Ti aspettiamo
Laura e sempre un piacere leggere i tuoi scritti li trovo così accattivanti.
Complimenti sempre.
Grazie mia cara.