I tesori dimenticati di Ischia Ponte: La Corteglia
Strade, piazze, archi, pietre sono elementi che raccontano le storie di un luogo. Ma noi siamo capaci di ascoltarle? È la domanda che mi sono posta visitando La Corteglia a Ischia Ponte. A farmi da guida è la mia amica Angela che proprio in quel Palazzo storico vive da circa vent’anni. Una visita ricca di sensazioni ed emozioni che spero di riuscire a trasmettervi, almeno in parte.
Visita guidata al Palazzo Storico
con la mia amica Angela
Qualche mese fa vi riproposi un vecchio post sul Palazzo de La Corteglia a Ischia Ponte. Pochi giorni dopo la mia amica Angela, che vive proprio lì, mi contattò “Non appena possibile vieni. Ti faccio scoprire i piccoli tesori del Palazzo”.
Da allora è passato un po’ di tempo. In epoca di restrizioni non è facile far visita alle persone. È vero che quest’estate siamo stati un po’ più liberi, ma d’estate qui a Ischia siamo tutti impegnati.
D’altra parte a Ischia Ponte non ci si perde mai di vista. Così una bella mattina, mentre faccio la spesa, incontro Angela e le chiedo: “Posso venire ora?”. E lei di rimando: “Certo. Ti precedo, così preparo il caffè”. Molte donne di Ischia sono così. Non hanno paura ad aprire casa a un ospite, neanche nel pieno della mattinata, quando si apprestano a cucinare e a sfaccendare. Non eravamo ancora in zona rossa, era ancora possibile far visita alle persone. Con tutte le cautele del caso, naturalmente.
Ed eccomi qui. L’accesso dell’appartamento di Angela è situato sulla strada, prima del portale d’ingresso del Palazzo. Dopo le scalette esterne bisogna affrontare una rampa di scale. Varcato l’ingresso, mi accoglie il profumo del buon caffè. La macchinetta è pronta a sbuffare.
L’appartamento è molto grazioso. “L’ho ristrutturato da poco, nel massimo rispetto della storia, naturalmente”. Si nota che la proprietaria tiene molto alla storia del luogo. Mi affaccio al balconcino. Sulla persiana un bel piennolo di pomodori fa bella mostra di sé. Indugio un attimo. Osservare dall’alto via Seminario è inconsueto e suggestivo. Di fianco a noi il Palazzo della Curia e del Seminario, di fronte bar e pizzerie, mentre il mare fa capolino tra i palazzi dirimpettai.
“Qui il vero problema è il traffico veicolare – mi racconta la padrona di casa – non tanto ora, in epoca di restrizioni. In generale Ischia Ponte soffre molto per le auto. Il rumore infastidisce. Bisognerebbe studiare un piano per impedire alle macchine di entrare nel borgo, senza per questo recare problemi ai residenti e alle attività commerciali”. Quante volte ne abbiamo parlato qui al nostro tavolo? Mezzi di trasporto, navette … insomma, un sistema che renda conveniente lasciare l’auto privata a casa e usufruire delle gambe o dei mezzi pubblici. Un sistema che rispetti soprattutto i residenti, perché senza di loro il borgo morirebbe. Parole al vento.
Dopo il buon caffè, cominciamo la visita. Ed ecco la prima sorpresa. L’appartamento ha un’uscita sul famoso cortile interno che dà il nome al Palazzo. “Non sappiamo molto della storia di questo luogo – mi dice Angela – sembra però che il cortile fosse di pertinenza delle suore che forse alloggiavano nell’altra ala del palazzo e venivano qui per le loro preghiere”. Conoscevo il cortile con il pozzo al centro. Rispetto alla mia prima visita la bellezza è offuscata da un casotto in metallo che occupa l’area laterale e che è stato lasciato qui da una ditta incaricata dei lavori di ristrutturazione. Pare che un contenzioso legale ne impedisca la rimozione. Speriamo che il problema sia risolto quanto prima. E che i lavori riprendano.
Mi volto verso l’ampio scalone di accesso. È maestoso, ma meriterebbe cure. E qui sorge spontanea la domanda: la manutenzione dei Palazzi storici spetta solo ai proprietari? Non è previsto aiuto da parte delle istituzioni?
Mentre siamo proprio al centro del cortile, con lo scalone alle spalle, Angela continua il suo racconto. “Secondo alcuni anticamente questa doveva essere una caserma. Se guardi bene in alto, vedi che gli appartamenti sono tutti incastonati l’uno nell’altro in una maniera da far pensare proprio a una caserma.”.
Ma c’è un aspetto che mi attrae e allo stesso tempo mi preoccupa. Le scale sono ovunque e le mie ginocchia protestano. Angela mi incita: vieni, ti faccio vedere”. Dietro un angolo, nascosta da un muro, compare una scala che dà accesso a un piccolo appartamento. ”Avresti mai sospettato che qui ci fosse una scala?” mi chiede scherzando. La guardo stupita. Lei se la ride.
In alto, di fronte al pozzo, altre scale indicano la strada per gli appartamenti al piano superiore. Di qui la vista sul mare, sul Castello e sul Golfo sarà straordinaria. Certo, però, chi vive qui, godrà di un panorama davvero speciale e… di una forma fisica perfetta.
Ancora una cosa attira la mia attenzione: un antico portone situato alla mia destra. È molto suggestivo anche se la facciata esterna meriterebbe cure. “Vieni, ti faccio vedere”, mi incalza Angela. Varco la soglia con un po’ di soggezione. La scala che mi si para davanti, è impegnativa. Salgo i gradoni vincendo la pigrizia. Le emozioni sono tante: mi sento immersa nella storia. L’interno, per quanto curato, è stato salvaguardato dalla modernità e mantiene intatta una solenne bellezza antica. In cima alle scale un appartamento. Anche qui, gli ingressi sono antichi. A questo punto, Angela finalmente si lascia fotografare.
Non possiamo vedere altro, ma vi confesso che sarei felice di poter entrare in uno degli appartamenti in alto , non solo per il panorama. Mi piacerebbe poter completare la mia visita. Chissà che i proprietari non abbiano lo stesso senso di ospitalità di Angela.
Quando torniamo nell’appartamento della mia amica, è quasi ora di pranzo. Mentre lei apparecchia la tavola, ci concediamo ancora qualche chiacchiera. Dove posso trovare informazioni storiche? Angela mi risponde dispiaciuta: “Abbiamo tentato di reperirne, ma sappiamo poco. Le notizie sono frammentarie. Quello che posso dirti è che agli inizi degli anni ’90 furono effettuati lavori di restauro del portale d’ingresso”. Da allora sono trascorsi circa 30 anni.
Ringrazio e saluto Angela per questa bella visita. Scendo le scale dall’ingresso principale e mi viene in mente un domanda: se 30 anni fa qui sono stati effettuati lavori, è possibile che qualche documento storico sia stato trovato. Qualcuno può aiutarmi a saperne di più? Vi ringrazio in anticipo


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web








Che bello!
Avere accesso ai cortili interni è un po’ come scoprire dei tesori.
Certo. Purtroppo non sempre sono accessibili
Io anche mi intrufolo volentieri nei palazzi , c’è sempre qualcosa di affascinante!!
Ischia Ponte ha un fascino particolare e spero che non lo perda mai è uno dei pochi borghi isolani rimasti originali.
Sicuramente ha bisogno di un restyling ma hai ragione non può essere tutto a carico dei privati, ora sono uscite tante possibilità con i PNR bisognerebbe fare dei buoni progetti e avere la volontà di investire questi soldi e non ” consumarli” per altro.
Grazie sempre per l’interessante lettura 💋
Grazie sempre a te per il costante interesse, Anna
Ischia Ponte è un borgo bellissimo, ma corre il rischio di “perdersi” come tante altre cose belle di Ischia.
Sarebbe necessario un progetto per il recupero, anche utilizzando fondi appositi, come tu suggerisci.
Ma non vedo al momento volontà istituzionali per questo. Tutto si affida alla volontà dei singoli. E non basta