Serrara Fontana: il premio Giovanni Trofa
La sicurezza sul lavoro è il tema che la Pro Serrara Fontana ha proposto ai ragazzi delle Scuole Medie di Ischia, Barano e Forio. Ai migliori componimenti artistici e letterari sarà consegnato il premio Giovanni Trofa, dal nome di uno dei fondatori della ProLoco vittima anni fa di un incidente sul lavoro.
Il 24 marzo nella sede della Biblioteca Comunale di Fontana si è tenuta una conferenza introduttiva per fornire ai ragazzi spunti utili per i loro componimenti. Il premio sarà consegnato in maggio. Vediamo come è andata
La conferenza
I temi della sicurezza sul lavoro
Entro in sala con qualche minuto di ritardo sull’inizio dei lavori. Arianna Orlando dell’Associazione Pro Serrara Fontana ha appena introdotto l’argomento presentando una canzone. Il filmato in bianco e nero, proiettato sullo schermo, suscita in me emozioni profonde.
Era il 1972. Anna Identici, vestita con semplicità, come era consueto ai tempi, sale sul palco di Sanremo per cantare una canzone dal contenuto forte: Era bello il mio ragazzo . É la storia di una mamma che piange il giovane figlio morto sul lavoro nel più classico degli incidenti: era caduto dalla scala mentre lavorava in un cantiere. Non c’erano soldi per allestire l’impalcatura. Erano altri tempi, altre melodie, altre situazioni. Lo Statuto dei lavoratori era entrato in vigore appena due anni prima, nel 1970.
Oggi piangiamo ancora persone morte in questo modo. I giovanissimi ragazzi in sala dapprima sembrano distratti, poi mano a mano la loro attenzione cresce, grazie anche alle parole degli oratori che hanno saputo interessarli.
D’altra parte, le morti bianche interessano anche i giovanissimi, perfino quelli che studiano e accedono all’alternanza scuola-lavoro, come ci raccontano le cronache.
Noi di solito puntiamo il dito contro le condizioni di lavoro, il mancato rispetto delle norme di sicurezza, i ritmi di lavoro talvolta massacranti.
Tuttavia gli oratori, rappresentanti di ogni categoria, sottolineano come l’incidente possa avvenire anche per cattive abitudini consolidate o per superficialità.
Un momento ludico come un’escursione in montagna, ad esempio, nasconde diversi pericoli. La natura richiede rispetto. Non è giusto sfidarla. È sempre opportuno muoversi in gruppo, magari con guide esperte e muniti di attrezzature adeguate, dalle scarpe al vestiario. In ogni caso: mai addentrarsi in zone che non si conosce.
Inoltre è sempre raccomandabile sapere come comportarsi in caso di incidente.
Per chi lavora sulla strada alla guida di mezzi pubblici o privati le raccomandazioni sono perfino scontate: mai usare cellulare e rispettare i segnali.
Gli alberghi, i luoghi di lavoro più comuni a Ischia, non sembrano essere particolarmente pericolosi per i lavoratori. Eppure i rischi sono sempre dietro l’angolo. Al datore di lavoro spetta il compito di creare le condizioni idonee: pavimenti antiscivolo, tutela del lavoratore al computer, attenzione alla contaminazione. Ad esempio la legionellosi, una pericolosa infezione polmonare causata da un batterio che si sviluppa nell’acqua, deve essere prevenuta attraverso un’attenta manutenzione delle tubature.
E in mare? I rischi per chi naviga sono tantissimi. E anche qui l’attenzione deve essere tanta. Rispettare il pericolo significa rispettare la propria vita.
Questi sono stati gli spunti forniti dagli oratori. Come reagiranno i ragazzi?
Vedremo dai loro componimenti. L’appuntamento è in maggio.
Grazie agli organizzatori per questa bella iniziativa
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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