Il Museo di S. Maria di Loreto a Forio
A Forio durante le feste di Natale non solo luminarie e grandi eventi, anche piccole cose che scaldano il cuore.
Il Museo della Basilica di S. Maria di Loreto è stato riaperto, anche se solo per pochi giorni, grazie a studenti e studentesse dell’IIS Cristofaro Mennella che hanno prestato la loro opera per visite guidate.
I gioielli di Forio
Visita guidata in un Museo straordinario
Avevo sentito parlare dell’apertura straordinaria di questo piccolo gioiello nel cuore di Forio, di cui in pochi conoscono l’esistenza. È il Museo della Basilica di S. Maria di Loreto, sul corso principale. Sapevo che questa piccola costruzione, annessa alla Chiesa, conserva tesori importanti e che tuttavia, come succede spesso dalle nostre parti, è quasi sempre chiusa.
Avevo letto che il 23, il 29 dicembre e il 4 gennaio, il Museo sarebbe stato aperto per due ore al mattino.
Così il 29 dicembre salgo in auto e sfidando il traffico natalizio arrivo nel Comune del Torrione. Nonostante i tanti parcheggi, ho qualche difficoltà a trovare posto, la zona soffoca letteralmente nelle auto. Riesco tuttavia nell’impresa e mi avvio verso il Corso, lì dove è situata la Basilica con il piccolo Museo.
In cima alle scale un gruppetto di giovani in divisa si occupa dell’accoglienza. Sono studenti dell’IIS Cristofaro Mennella, un Istituto che tra i vari indirizzi propone anche il Tecnico economico per il Turismo.
“Ma non si paga il biglietto?” Chiedo stupita. No, mi rispondono, è tutto gratuito.
E perché mai? Il prof. Paolo Mandl che guida i ragazzi, mi spiega: “L’accoglienza dei ragazzi rientra nell’alternanza scuola-lavoro”. Capisco, ma le cose gratuite non sempre sono apprezzate.
Ragazze e ragazzi si mettono subito a disposizione dei visitatori. Sono contenti ed emozionati di poter fare da guida e innanzitutto si preoccupano di fornire qualche informazione storica.
La Basilica di S. Maria di Loreto e l’ospedale
Una storia affascinante
Secondo la tradizione – mi spiegano – a portare a Forio il culto di S. Maria di Loreto fu la gente di Ancona che con la cittadina del Torrione intratteneva solidi rapporti commerciali. Il primo nucleo della Chiesa risale alla fine del ‘200 e andò poi distrutto probabilmente in seguito alle invasioni dei pirati. La Chiesa fu poi ricostruita e ampliata a partire dalla fine del ‘500. I lavori, che durarono circa un secolo, compresero anche la creazione di un oratorio e di un piccolo ospedale che oggi è sede di questo splendido Museo. L’ospedale fu fondato nel 1595. Tutto il complesso è gestito dalla Confraternita di S. Maria di Loreto.
Da ospedale a Museo
Un pezzo di storia di Forio
Il Museo, per quanto piccolo, è molto articolato e diviso in diverse sale.
Ad accogliere il visitatore è una pinacoteca con dipinti di autori ignoti e altri di Alfonso Di Spigna, un artista del ‘700, originario di Lacco Ameno, che visse a lungo fuori dall’isola e fu allievo di Francesco Solimena. Rientrato sull’isola divenne Priore dell’ Arciconfraternita di Visitapoveri che oggi accoglie molte delle sue opere. Dei suoi tre dipinti qui esposti, sono rimasta a lungo ad ammirare l’incontro tra Elisabetta e Maria.
Nel corridoio sono esposte alcune statue di Santi. Una in particolare mi sembra significativa. Ritrae S.Aspreno, protovescovo di Napoli, protettore della testa. “A lui- mi spiega il prof. Mandl – si deve il nome Aspirina, il famoso farmaco per il mal di testa”.
Dopo le scale, sulla sinistra, una piccola sala raccoglie documenti importanti sulla storia dell’ospedale. “Questa era la sala operatoria”, mi spiegano i ragazzi e il prof. Mandl aggiunge: “L’ospedale è stato attivo per secoli svolgendo un ruolo sociale molto importante. Qui veniva curata la povera gente della zona, ma anche pescatori e marinai che sbarcavano a Forio. Nei secoli ha avuto diverse vicissitudini, nel 1954 divenne il Pronto Soccorso dell’ isola d’Ischia e come tale è rimasto stato attivo fino all’inaugurazione dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno”.
Gli espositori racchiudono testimonianze importanti della vita dell’ospedale, mentre sulle pareti sono affisse foto di personaggi che hanno lavorato qui. A ben guardare, foto e documenti raccontano un pezzo di storia di Forio.
Di fronte, un’altra sala, un po’ più grande. “Questa era la corsia”, mi spiega una ragazza. E qui si possono ammirare paramenti sacerdotali finemente lavorati.
Un’altra sala ci permette di ammirare arredi sacri antichi e di grande pregio.
Saliamo ancora e in una saletta troviamo documentazioni d’archivio molto interessanti, come gli spartiti dei canti sacri, ma anche gli appunti dei medici e altre testimonianze d’epoca.
Non manca la sorpresa finale. Da un terrazzino è possibile ammirare l’antica torre campanaria con il meccanismo che un tempo metteva in moto le campane.
Saluto e ringrazio ragazze e ragazzi dell’IIS Cristofaro Mennella per la loro opera e mi trattengo ancora un po’ con il prof. Mandl, al quale chiedo: “Non è pensabile un’apertura stabile del Museo?”
“Per ora – mi risponde – sappiamo che il Museo riaprirà in primavera, sempre grazie all’alternanza scuola-lavoro. A ragazzi e ragazze della scuola questo tipo di attività giova molto per il futuro. Studiano arte e territorio, molti di loro sperano di lavorare nel settore del turismo culturale. Questa può essere una valida palestra per il loro futuro”.
Ringrazio il prof. Mandl anche per l’entusiasmo che certo trasmette ai giovani che con il loro impegno hanno permesso la riapertura di questo scrigno di tesori.
A me qualche perplessità sull’alternanza scuola-lavoro rimane. Ma soprattutto mi chiedo: perché non far pagare il biglietto? Altrove i Musei programmano le gratuità e studiano piani tariffari per gruppi e famiglie. Possiamo sperare che tutto questo avvenga anche a Ischia? E soprattutto possiamo sperare che sull’isola d’Ischia si cominci a dare il giusto valore alla cultura?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
Per info ⇒ Contatti
















Un altro prezioso dettaglio su Ischia, grazie Laura! Allora in primavera bisognerà proprio venire … Mi ha molto colpito la presenza degli spazi una volta adibiti a ospedale: capacità di unire la cura delle anime con quella del corpo 😉 Ovviamente ho sorriso davanti all’origine dell’Aspirina, chi l’avrebbe mai detto.
Cara Paola, in effetti l’ospedale non è casuale. Chiesa e ospedale erano gestite da una confraternita. Le confraternite rivestivano all’epoca un ruolo sociale importante, il loro scopo era quello di soccorrere i più deboli.
Non vedo l’ora di accoglierti a Ischia. A presto
Davvero molto bello, mi sono resa conto che anche gli ospedali di un tempo sono luoghi che custodiscono storia e cultura.
Un plauso ai ragazzi e al loro professore, con l’augurio che questa apertura temporanea possa essere la base di partenza per il futuro. La primavera arriverà presto e speriamo che porti “aperture” un po’ in tutti i sensi.
Lo spero anche io e credo che questa sia la speranza di tutti. Che la “primavera ci porti aperture”, che belle parole. Grazie