Spezzare il silenzio. La replica di Cristina Rontino
Nell’articolo Spezzare il silenzio. Anche quello dei giovani mi sono chiesta tra l’altro perché a un evento così importante i giovani presenti non avessero avuto la parola. Alla fine dell’articolo ho anche auspicato una replica da parte di organizzatori e organizzatrici. Ed ecco puntuale la risposta di Cristina Rontino sulla pagina FB de Al tavolo di Amalia:
Buonasera e grazie sempre Laura Mattera Iacono per la condivisione . Ci tengo a chiarire , da diretta interessata e da chi lavora sul campo da oltre dieci anni e per rispondere ad alcuni commenti e più che giuste osservazioni , che il nostro impegno con i giovani non si limita agli eventi di sensibilizzazione organizzati insieme a scuole, associazioni o istituzioni. Parallelamente portiamo avanti incontri mirati e seminari di formazione dedicati esclusivamente all’ascolto della voce dei ragazzi, lasciando che siano loro a parlare , perché sono loro stessi a chiedere aiuto( ai nostri sportelli ne giungono tanti per incontri individuali dopo confronti in circle time ) soprattutto quando si trovano in relazioni tossiche o non riescono a comprendere alcune dinamiche affettive o violente . Proprio per garantire loro uno spazio sicuro e non esposto al giudizio, questi incontri avvengono in sedi non pubbliche, presso le nostre strutture, oppure direttamente nelle scuole quando possibile. È un lavoro costante, discreto e continuo, che portiamo avanti da anni e che continueremo ad ampliare per dare ai giovani un luogo dove potersi esprimere, comprendere e trovare supporto reale.
Ringrazio Cristina Rontino per la replica che tra l’altro sottolinea l’importanza delle sue attività con i giovani. Sul suo profilo social sono presenti anche riscontri molto interessanti in questo senso.
Però…
Mi si perdoni la sfrontatezza, ma io rimango convinta che la presenza dei giovani in eventi di tale portata non possa essere relegata in un angolo. Ai giovani bisogna insegnare anche a battersi, a farsi largo, a intervenire in un contesto di adulti, senza che gli adulti mettano mano ai loro interventi. Qualche volta mi è capitato di sentire in eventi pubblici parole mandate giù a memoria da ragazzi ingessati.
Io credo sia invece importante che i giovani in situazioni simili intervengano spontaneamente, prendendo posizione, senza fare riferimento a problemi o storie personali che hanno spazio in altri contesti. Piuttosto, imparino gli adulti, come me, a limitare le parole e a ridurre al minimo gli interventi. Sarebbe un ottimo esempio per i giovani.
Il dibattito è molto interessante. Il tavolo è sempre a disposizione
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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