I piennoli di pomodori
Il piennolo di pomodori era il sistema migliore per portare in tavola in pieno inverno un pochino di sapore estivo. Quei pomodorini si usavano poi per il pane e pomodoro, ma anche per un bel sughetto. È una tradizione che a Ischia resiste ancora oggi, in epoca di comodità industriale
Come si preparano i piennoli di pomodori?
Impariamo nell’orto del dottore
Stavolta il dottore mi ha fregato, per ben due volte.
Si è svegliato di mattina presto e senza dirmi niente è andato nell’orto.
“Ora nell’orto è solo fatica – mi aveva detto la sera prima – non si raccoglie niente. Bisogna scippare l’erba”. Così mi aveva lasciato dormire, sapendo di non poter coinvolgermi in una fatica che richiede forza e abitudine. Bisogna stare con le ginocchia sul terreno a estirpare erbaccia. “È un lavoro che va fatto prima di usare la zappa”, mi aveva spiegato.
Però quando è rientrato per il caffè, mi ha detto trionfante: “Ho fatto il piennolo!”.
Ma come!?!
“Ti mostro la foto”, mi risponde in tono consolatorio, sperando di porre rimedio alla mia delusione. Ma la foto certo non basta, io volevo vedere come si fa e quali pomodori si usano.
Di piennoli ne ho usati tanti in inverno e mi ha sempre incuriosito quella forma strana, quell’intreccio magico che tiene insieme una serie di pomodorini.
Così per accontentarmi, un pomeriggio mi invita a seguirlo: “Dai, vieni, ti faccio vedere come si fa”.
Nel locale ricovero attrezzi sono in bella mostra diversi piennoli. “È importante che il luogo di conservazione sia fresco e areato”, mi spiega mentre rimango incantata ad ammirare quello spettacolo. Sembra un quadro appeso alla parete.
Il dottore si guarda intorno, afferra un filo bello spesso e lo annoda all’estremità. I pomodori nell’orto sono quasi finiti, ma sono ancora sufficienti per la lezione.
“I pomodori si prendono a schiocche”, legati insieme come fossero ciliegie. Ne prende a gruppi di due, tre o quattro e li appende al filo. Ancora qualche schiocca, poi fa un altro nodo al filo, in modo da creare nuovo spazio per altre schiocche di pomodori.
l procedimento che usa il dottore almeno in apparenza è abbastanza semplice. Ma occorre pazienza: è un lavoro che necessita precisione e delicatezza.
Ma quali pomodori si usano?
“I pomodori migliori sono i cosiddetti fiaschetella, quelli piccoli a punta, che per la forma ricordano un minuscolo fiasco. Quelli sono ottimi per il pane e pomodoro, ma anche per il sugo di coniglio. È un tipo di sugo che si colora appena di rosso. Al momento non ne ho. Uso pomodori abbastanza piccoli e succosi”.
L’anno prossimo voglio provarci anche io. So che i sistemi per fare i piennoli sono diversi, a volte anche molto complicati.
Tu ne hai mai fatti? E quale sistema hai usato?
Fammi sapere nei commenti
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Io non sapevo nemmeno che esistesse la possibilità di conservare l’estate oltre l’estate! Il pomodoro è, per me, il simbolo della stagione calda in cucina (si trovano tutto l’anno, ma sanno di così poco) e questo sistema è affascinante e geniale insieme. Devo capirne di più, soprattutto vorrei capire perchè non si fa in Liguria, almeno che io sappia, una regione che, sebbene al nord, ha le temperature miti del sud. Buon pane e pomodoro tutto l’anno!
Mia cara Paola,
Quando verrai a Ischia – spero presto – ti mostrerò da vicino il piennolo. Ti assicuro è affascinante.
È in uso in tutto il Sud Italia, con tecniche diverse. Non so perché in Liguria non si adoperi. Sarà peer il tipo di pomodori?