𝐂𝐚𝐫𝐚 𝐈𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚, 𝐜𝐚𝐫𝐢 𝐈𝐬𝐜𝐡𝐢𝐭𝐚𝐧𝐢, 𝐬𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐞𝐯𝐢!
Sono sconcertato dal fatto che, ancora oggi, ad Ischia si discuta dell’installazione di una targhetta dedicata a Lenin, e che giovani e meno giovani, rappresentanti di destra e di sinistra, sprechino tempo ed energie in un dibattito puramente ideologico che non porterà a nulla, se non al più assoluto nulla cosmico.
Sono deluso. E voglio riproporre una domanda che avevo già posto tempo fa: 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐝 𝐈𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚? 𝐄 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚?
NESSUNA delle due parti affronta il vero elefante nella stanza, quello che tutti vedono ma nessuno vuole nominare ovvero la 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚.
Sei comuni, signore e signori. Sei comuni sono la zavorra di Ischia!
Mi aspettavo che questa nuova ondata giovanile, sia di destra che di sinistra, avesse il coraggio di puntare su questo tema. Invece si è fatta assorbire, inghiottire dai dinosauri della politica isolana.
Si parla di mal turismo. Si parla dell’emigrazione dei giovani. Si parla di decadenza. Problemi complessi, strutturali, sistemici. Ma non si risolvono se non si ha il coraggio di guardare oltre la punta del proprio naso.
𝐓𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐝𝐞𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞: 𝐥𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚.
Con sei comuni non si riuscirà mai a costruire una visione unitaria e di lungo termine. Non si potrà mai pianificare in modo strategico. Non si potranno ottimizzare servizi, investimenti, risorse.
Perché non si parla seriamente di unificazione dei servizi? Perché non si discute di investimenti congiunti a beneficio dell’intera comunità isolana? Perché non si ha il coraggio di parlare di Comune Unico nei luoghi che contano?
Un tempo esisteva un comitato attivo. Oggi se ne sono perse le tracce. Il tema riemerge solo in qualche intervista sporadica, giusto per sondare l’umore di cittadini che, va detto, hanno anche loro una responsabilità con la loro 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚.
La decadenza di Ischia non è iniziata ieri. È iniziata paradossalmente durante la fase di arricchimento degli anni ’80, quando non si comprese che non bisognava rincorrere il modello di Capri. E oggi non bisogna rincorrere quello di Ibiza.
Ischia deve essere Ischia e deve svere una strategia unica ed integrata di sviluppo non sei!
Ma se alziamo lo sguardo dal presente e proviamo, per un attimo, a guardare al futuro, la situazione diventa ancora più deprimente.
Il mondo corre, si trasforma. Si parla di 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, di 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚, di sfide epocali. E noi? Noi siamo qui a giocare con sei uffici tecnici diversi che spesso non riescono nemmeno a parlarsi tra loro. Come possiamo pensare di affrontare le grandi sfide del domani cosí some siamo?
L’Isola Verde…. Oggi questo appellativo è solo un ricordo nostalgico stampato su vecchie cartoline sbiadite. 𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 “𝐯𝐞𝐫𝐝𝐢” 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐡𝐢. 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞. 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮 𝐬𝐜𝐚𝐥𝐚 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚𝐧𝐚, 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐫𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐨.
Pensate che sei piccoli comuni possano negoziare queste tecnologie con i colossi dell’energia? Un Comune Unico di 60.000 abitanti, invece, avrebbe il peso politico per farlo.
La sfida della Digitalizzazione poi.. Mentre altrove il cittadino risolve tutto con un click dal divano, qui un imprenditore o un semplice residente deve destreggiarsi tra sei portali web diversi, sei regolamenti differenti, sei burocrazie che non comunicano. Digitalizzare significa semplificare la vita alla gente, non complicarla con sei database che non si interfacciano.
Il Comune Unico non è la bacchetta magica che risolve tutto domani mattina. 𝐌𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐢 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐞𝐝 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞.
Oggi, divisi, siamo irrilevanti.
Oltre a parlare ai ragazzi nelle scuole, oltre a scrivere post, una persona comune può fare poco. 𝐌𝐚 𝐮𝐧 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨, 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞… 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢̀, 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞..
Svegliatevi isolani. Svegliamoci.
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