Stefano Bartolini a Ischia: l’ecologia della felicità
Su iniziativa della Proloco Lacco Ameno, si è tenuta sabato 28 ottobre all’Istituto tecnico Mattei di Casamicciola, la conferenza Ecologia della felicità. Il relatore, Stefano Bartolini, è docente di economia politica ed economia sociale all’Università di Siena. Le sue argomentazioni, molto forti e ben sviluppate, hanno attirato l’attenzione degli allievi.
L’eccesso della crescita
La corsa al guadagno e alla competizione crea solitudine e tristezza
Oggi viviamo in solitudine. Ci concentriamo sul guadagno e sulla competizione, tralasciando quello che è davvero necessario per vivere: la relazione umana. Emarginazione e solitudine coinvolgono bambini, giovani, anziani e producono criminalità e malattie. Così impieghiamo i soldi tanto faticosamente guadagnati per sanare le ferite.
Cosa si può fare per cambiare?
Per vivere felici bisogna abbattere i muri, uscire dalle case o dalle stanze nelle quali ci siamo rinchiusi. E per questo è necessario riorganizzare l’ambiente nel quale viviamo, restituire vivibilità alle nostre città che da luoghi di incontro, si sono trasformate in spazi di caos e di aria malsana. E poi ristrutturare la scuola, la sanità, i trasporti.
A parlare così non è un filosofo visionario, ma un economista, uno di quelli abituati a ragionare con i conti alla mano.
Quando sono arrivata con un pizzico di ritardo alla conferenza che il prof. Bartolini stava tenendo al cospetto degli studenti nell’aula magna dell’Istituto Mattei di Casamicciola, mi aspettavo di trovare un pubblico distratto, magari alle prese con il cellulare.
Invece no. I ragazzi erano attenti e interessati. Usavano il cellulare solo per fotografare le diapositive che scorrevano davanti ai loro occhi e che accompagnavano le parole del professore.
Un progetto di cambiamento
Ridisegnare le città, cambiare la scuola
L’argomento è attuale, il discorso coinvolgente.
Ogni giorno sui giornali leggiamo dati e commenti preoccupati sulla crisi economica che si prospetta sempre più nera. L’economia non cresce, l’inflazione aumenta, tutto sembra portarci al baratro, il pessimismo imperversa.
Ma Stefano Bartolini sostiene tesi diametralmente opposte: siamo cresciuti troppo, in ogni senso. Il pianeta Terra non ne può più. Eppure non esiste una tendenza umana all’espansione illimitata.
E comincia a mostrarci slide impressionanti.
L’esplosione demografica, che si è verificata a partire dalla fine dell’800 con la rivoluzione industriale, ha comportato danni non indifferenti. Il pianeta si è affollato eccessivamente, gli spazi si sono ristretti, le risorse non sono più sufficienti. Nei paesi sviluppati viviamo tra il traffico e la corsa frenetica verso chissà cosa. E nelle città il brutto talvolta prevale sul bello e ci rende tristi. Mi ha colpito una frase che il professore ha pronunziato indicando l’ampia finestra della sala, dalla quale su può ancora ammirare un panorama fantastico: “Provate a immaginare se da quella finestra si vedesse invece che il mare, un enorme palazzo di cemento”.
Oggi l’incremento demografico si è fermato e – si badi -, non solo nei paesi ricchi, ma anche in quelli in via di sviluppo. Si ferma perché il modello economico basato sulla crescita, non funziona più.
Un esempio esplicativo
Negli anni ’70 crescere un figlio costava pochissimo. Un bambino era molto più autonomo, terminata la scuola scendeva in strada a giocare e aveva bisogno solo di un pallone. Oggi si chiude in casa, assistito da baby sitter e circondato da giochi, o ha bisogno di essere accompagnato alle attività ricreative. In entrambi i casi la spesa per le famiglie è importante.
Altro dato significativo
Nel 1970 il 41% dei bambini andava a scuola a piedi, consumando energie, intessendo relazioni. Oggi solo il 13% dei bambini si muove da casa a piedi.
Certo negli anni dagli anni ’60 e ’70 si è verificata anche una grande accelerazione del reddito pro capite. Ma quali sono state le conseguenze?
Martellati dalla pubblicità e da modelli proposti dai media, abbiamo messo al centro della nostra vita i guadagni e non il valore stesso della vita.
Ci siamo ripiegati sull’obbligo di guadagnare, sul modo di vestire costoso, sull’apparire, tralasciando qualcosa di fondamentale nella nostra vita: la relazione umana.
Certo, non si può negare che i soldi siano importanti, soprattutto per chi non arriva a fine mese. Ma una volta soddisfatte le necessità primarie, dovremmo dare spazio ad altro.
Abbiamo riempito le nostre case di costosi mezzi di intrattenimento, come tv, computer e altro. E ci siamo chiusi dentro, vivendo in solitudine. E di solitudine – sottolinea più volte il professore – ci si ammala e perfino si muore.
Questo modello economico basato sulla crescita oggi è entrato in crisi. I cambiamenti climatici, che sono causati dal maltrattamento del pianeta e che arrecano danni non indifferenti, hanno posto l’accento su un sistema sbagliato.
Il pessimismo di molti commentatori non è giustificabile, insiste Bartolini. La decelerazione alla quale stiamo assistendo, fornisce a noi tutti una grande chance. Possiamo vivere meglio seguendo uno schema di sviluppo diverso.
L’ecologismo che pure ha un’influenza culturale crescente, non è riuscito finora a dare risposte concrete. Gli ecologisti in genere parlano di rinunce: rinuncia alle auto, rinuncia alle comodità domestiche.
E invece bisogna parlare in maniera opposta: non rinuncia, ma conquista. O meglio: la riconquista della relazione umana.
Innanzitutto bisogna ridisegnare le città.
Il prof. Bartolini cita come esempio Copenhagen, una città nella quale non esiste più la dipendenza dalle auto. I piccoli quartieri che scandiscono gli spazi cittadini, sono disegnati a misura umana. Dispongono di aree verdi nelle quali è possibile fermarsi e relazionarsi, e sono provvisti di tutti gli uffici principali. In questo modo i residenti non sono costretti a spostarsi per ogni commissione, adoperando l’auto e affollando altre zone.
Altro punto fondamentale è la scuola:
La nostra scuola, sostiene il prof. Bartolini, è concepita secondo un criterio contro natura. I bambini a 6 anni sono costretti a star seduti per almeno 5 ore al giorno, a fare lezione in silenzio, a competere per il voto alto. Il sistema della competizione, che genera ansia da prestazione, accompagnerà i giovani per tutto il percorso scolastico fino alla Laurea. E da professore universitario, Stefano Bartolini, sottolinea che quelli che si laureano con il massimo dei voti non sempre hanno poi successo professionale.
Quale può essere la soluzione?
Secondo Bartolini è il metodo Montessori, che è già adoperato in molte realtà, soprattutto in Nord Europa. Il metodo prevede classi miste di ragazzi più grandi e più piccoli, per facilitare la relazione, e una maggiore libertà di scelta del percorso educativo.
Considerazioni finali
Mi permetto alla fine qualche mia considerazione.
Non ho alcuna competenza didattica pertanto non oso pronunziarmi sulla validità del metodo Montessori. Tuttavia sono convinta anche io che la scuola debba combattere l’ansia da prestazione che rovina i ragazzi. E qui il discorso sarebbe lungo.
Ho qualche perplessità invece sui quartieri dotati di tutti i servizi, che inducono i cittadini a non muoversi mai. Avere tutto sotto casa, non sempre è la soluzione, anche perché induce a quella comodità che in fondo è una nemica da combattere. Muoversi significa confrontarsi con altre realtà, anche piccole, anche vicine. Altrimenti ci si riduce a incontrare sempre le stesse persone e vedere gli stessi luoghi. Forse la chiave giusta è quella di disporre di mezzi di trasporto sostenibili e ben organizzati in modo da rendere piacevole uscire di casa senza auto.
Per approfondire gli argomenti trattati in conferenza, che qui ho provato a riassumere, suggerisco l’ultimo libro prof. Bartolini, L’ecologia della felicità, Aboca edizioni, disponibile sia in cartaceo che in versione ebook.
Un grazie di cuore alla Proloco Lacco Ameno per questa ulteriore, bella iniziativa
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Una lettura davvero interessante che tocca argomenti molto importanti che vanno diffusi, quindi GRAZIE Laura!
In particolare mi si stringe il cuore al pensiero della agonia delle relazioni umane, specialmente riguardo ai bambini e ai ragazzi.
Nemmeno io ho la competenza necessaria per consigliare metodi di insegnamento ma sicuramente qualcosa va fatto, visto che finora non stiamo facendo altro che danni.
Grazie, Claudia!
Quello della relazioni umane è un tema scottante. E hai ragione, dobbiamo darci tutti da fare.