Turismo delle radici: che cos’è?
Se ne sente parlare, anche sul blog ne trovate traccia. Ma che cos’è esattamente il turismo delle radici? A chiarirci le idee è un’interessante conferenza stampa tenuta il 13 giugno a Roma, in una sala di palazzo Madama, in collaborazione con il Comune di Procida. La conferenza, presieduta dalla sen. Mariolina Castellone e moderata dal giornalista Pasquale Raicaldo, ha fornito tanti spunti di riflessione. Io l’ho seguita in streaming. Qui il mio racconto.
Si stima che i discendenti degli emigrati italiani all’estero siano tra i 60 e gli 80 milioni. La cifra arriva a circa 260 milioni se si aggiungono anche gli affini, ovvero i parenti acquisiti. Sono dati che inducono a riflettere.
Da anni ormai molte di queste persone tendono a venire in Italia per riscoprire le loro radici. Si chiedono come vivevano i loro antenati e perché sono andati all’estero. Si impegnano in ricerche genealogiche talvolta complicate. E soprattutto hanno voglia di scoprire luoghi e tradizioni che sono stati dei loro avi.
Il fenomeno ha suscitato l’interesse degli esperti di turismo. E così si scopre che il discendente dei migranti è un turista-viaggiatore. Si muove lentamente per guardarsi intorno, per riconoscere luoghi di cui forse ha sentito nei racconti dei suoi nonni, per percepire sapori e profumi che sono stati tipici dei suoi avi. È un turista che non ama né il caldo né la confusione, quindi favorisce quella destagionalizzazione di cui tanto si parla.
Di qui nasce un progetto del Ministero degli Esteri. il 2024 è definito l’anno delle radici. E così si dà il via a una serie di iniziative alle quali aderiscono diversi Comuni italiani e varie associazioni. I fondi provengono dal PNRR e servono proprio a finanziare la ripresa del comparto turistico.
Il progetto è accompagnato dal sito web Italea che costituisce una vera e propria guida per questo tipo di viaggiatore. Il nome Italea può suonare strano, ma è appropriato. Si definisce Talea una pianta che estirpata dalle proprie radici, si rivitalizza altrove.
La conferenza stampa
Il 13 giugno a Palazzo Madama
Il Comune di Procida è in prima fila da questo punto di vista. Come ha spiegato nel corso della conferenza l’assessore al turismo, Leonardo Costagliola, Procida, dopo aver aperto la porta al turismo con l’anno da capitale della cultura nel 2022, intende proseguire su questa strada.
D’altra parte Procida, che tradizionalmente vive di pesca e marineria, fornisce terreno fertile alle radici.
Nella seconda metà dell’800 molti pescatori si diressero verso l’Algeria che presentava condizioni migliori per la pesca del corallo, l’oro rosso di un tempo. Al pari di tanti altri – italiani, spagnoli, maltesi – in molti si sono poi insediati in Algeria, dove hanno cominciato una nuova vita.
Raffaella Salvemini, docente di Storia all’ISEM, inquadra la situazione da un punto di vista storico.
L’Algeria nel 1830 diviene colonia francese e la Francia dal 1862 favorisce l’ingresso degli Europei, come i pescatori di corallo, che costituiscono manodopera specializzata. Del 1889 è la legge che rende obbligatoria la naturalizzazione francese per tutti coloro che non reclamavano le proprie origini. Tutto questo avrà poi conseguenze tragiche quando nel 1962, con la dichiarazione d’indipendenza dell’Algeria, questi immigrati saranno espulsi e dovranno andare in Francia, un paese che non è la loro terra.
Comincia qui una richiesta forte di riscoperta delle origini.
Sul tema può interessare la bella conferenza di Pascal Scotto di Vettimo
Ed è a questo target francofono che – come spiega ancora l’assessore Costagliola – si rivolge Procida, proponendo un prodotto turistico ad hoc che è frutto di ricerca, programmazione e azione. L’isola si è avvalsa anche delle meravigliose iniziative dell’Associazione La Grande Famille de Procida et Ischia, che opera già dal 2003 e che nel 2022 ha inaugurato il muro dei migranti
Sulla Grande Famille de Procida et Ischia può interessarti leggere L’assemblea generale.
Inoltre è stato creato un gemellaggio tra le scuole procidane e quelle di Saint- Mandrier ed è stato messo in moto una collaborazione con gli Istituti di cultura italiana di Algeri e di Marsiglia. Insomma, un progetto che sembra davvero ben congegnato.
Roberto Micera, docente presso l’Università degli Studi della Basilicata, si sofferma sugli aspetti più squisitamente turistici, sui servizi che è opportuno far trovare a questi viaggiatori.
Alessandro Bovino, di Italea Campania, è un genealogista, che interpreta proprio l’esigenza del discendente di conoscere l’albero genealogico della sua famiglia. La ricerca è spesso complicata, anche se molti dati oggi sono digitalizzati. Ma non è l’unico servizio offerto. Sul sito sono diverse le proposte anche per un viaggio a tema o esperenziale.
Katia Cerullo, che ho avuto modo di conoscere a Procida, si sofferma sull’attività della sua associazione: La Fenice si rivolge ai giovani, alla loro voglia di conoscere il passato attraverso il racconto e alla responsabilità che abbiamo noi di raccontare.
A me che ho seguito con attenzione, la domanda sorge spontanea.
L’isola d’Ischia che ha fornito emigranti a tutto il mondo, è assente. Da quanto mi consta, erano stati effettuati progetti da parte di associazioni presenti sul territorio. Ma il mondo della politica e dell’imprenditoria forse è un po’ distratto. Forse ci sarà tempo per rimediare perché il progetto del Ministero non si ferma al 2024. Aspettiamo con fiducia. Che ne pensate?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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