Valerio e Mikela: dall’alto delle Torri
Ogni foto, anche la più misera, è un punto di vista. Ma certo le foto di Valerio D’Ambra e Mikela Monti ci propongono prospettive e suggestioni quasi impensabili. La mostra fotografica Torri, Fortezze e Dimore di Ischia espone i loro scatti dal drone e rimarrà aperta al pubblico alla Torre del Molino fino al 15 luglio. All’inaugurazione è stato presentato anche l’estratto di un libro ancora in fase di elaborazione.
Qui di seguito il mio racconto

Mikela Monti Valerio D’Ambra
Sono giovanissimi e sorridenti. Alla Torre del Molino Valerio D’Ambra e Mikela Monti accolgono il pubblico con quell’entusiasmo che sa tanto di speranza. Devono aver lavorato sodo, ma molte volte il lavoro paga.
Le foto esposte e il filmato che scorre sul monitor nella saletta dell’antico Molino, sembrano rivelare luoghi di un’Ischia sconosciuta, anche per chi è abituato a camminare, guardandosi intorno e volgendo lo sguardo verso l’alto.
Valerio e Mikela scattano foto servendosi del drone, scovano panorami che ormai dal basso non sono più visibili, soffocati come sono da tanto altro.
Avevano cominciato con un progetto universitario – entrambi studiano architettura – focalizzando la loro attenzione sulle Torri di Forio, le più note dell’isola. Hanno intervistato i vecchi del posto, ascoltando le storie legate a quei luoghi. Perché ogni luogo ha tante storie da raccontare.
A questo punto si sono appassionati, sono andati oltre il compito fotografico assegnato dall’Università. Si sono spinti in tutta l’isola, scovando non solo torri, ma fortezze e dimore. La curiosità è diventata forte: volevano saperne di più.
Così sono andati alla ricerca di libri e documenti, sono stati accolti alla Biblioteca Antoniana, come ci testimonia la direttrice Lucia Annicelli, che li ha seguiti nel loro lavoro di ricerca.
E allora nasce l’idea che va oltre le foto: un libro che racconti anche con le parole un patrimonio inestimabile che sta scomparendo, almeno al nostro sguardo.
In attesa del libro, un breve estratto con foto e didascalie è un gustoso antipasto.

Scuopolo Ischia Ponte scatto dal drone
Torri, dimore, fortezze testimoniano una storia da riscoprire, un’identità architettonica e culturale da recuperare.
Ma perché questa identità si sveli, è necessario “salire su una sedia”, come sottolinea il prof. Rispoli nel suo magistrale intervento. Le Torri un tempo servivano ad osservare dall’alto, emergevano, erano facilmente identificabili. Oggi siamo noi a dover salire con lo sguardo, per poterle avvistare.
Gli spazi si sono ristretti e sopratutto sono mercificati. Il bello e la storia rimangono soffocati e offuscati.
È importante – come sottolinea il prof. Rispoli – che siano i giovani a interessarsi alla storia dell’isola per capirla e apprezzarla.
A questo proposito mi sento di testimoniare che si sta diffondendo tra giovani e giovanissimi una sana voglia di riscoprire il nostro passato, così come la cultura e l’identità che stiamo perdendo. Identità e cultura – sia ben chiaro – che mai possono contrapporsi a quelle degli altri, ma che anzi aiutano a comprendere e ad accogliere l’ospite, il forestiero, lo straniero.
E tuttavia un aspetto vorrei sottolineare: l’indagine storica è complessa. Richiede preparazione, competenza, esperienza, oltre che passione. Sono sicura che Valerio e Mikela sapranno conservare il loro entusiasmo anche di fronte alle difficoltà e che manterranno l’umiltà in questo loro viaggio scoperta.
D’altra parte, come ha ricordato il prof. Rispoli, se per le foto oggi bisogna volare in alto, l’architettura “si fa con i piedi”. E Mikela e Valerio sembrano avere i piedi ben piantati a terra.
A Mikela e Valerio i miei complimenti. E anche un invito al tavolo per un buon caffè: sarebbe bello approfondire con loro alcuni temi.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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