Il caffè a Ischia Ponte: il Bar Ideal
Il Bar Ideal è un caffè storico di Ischia Ponte. Dopo qualche anno buio per cambi di gestione, di nome e per scelte imprenditoriali non proprio indovinate, ora è tornato sulla piazza del borgo, quella che ospita la Fontana, riprendendo l’antico nome e rinnovando tutte le buone tradizioni. E ora?
Lo storico bar in piazza
Lì dove sorge la Fontana a due passi dalle Chiese di Ischia Ponte
Vado a Ischia Ponte in una tarda mattina di novembre. Il tempo è grigio e umido, come spesso capita di questi tempi. Arrivo al borgo passando per la Pozzolana e mi trovo “’miez’Ischia”, proprio di fronte alla Farmacia. Proseguo alla mia destra verso le Chiese e il Castello. Non so dove, ma mi fermerò da qualche parte. Ho proprio voglia di un buon caffè.
Per strada poca gente, solo le auto sfrecciano via o si fermano un attimo in sosta, magari vietata. Il conducente scende per una rapida commissione e poi scappa via, di corsa. Abbiamo sempre fretta. Che peccato. Proprio di questi tempi, quando a causa delle restrizioni le strade sono poco frequentate, avremmo modo di apprezzare qualche dettaglio che di solito ci sfugge.
Camminando mi ritrovo nella piazza nei pressi delle Chiese. Proprio qui sorge la Fontana, nota come il Piscinale. Un tempo era una struttura che serviva a far defluire l’acqua piovana. Poi alla fine degli anni Cinquanta, quando a Ischia Ponte arrivò l’acqua potabile, fu completamente rinnovata grazie all’opera di alcuni artisti locali di prestigio come Aniellantonio Mascolo e Mario Mazzella. La Fontana è molto bella e testimonia i tempi in cui a Ischia Ponte la gente si incontrava, si fermava a parlare. E c’era anche tempo per entrare in un bar, fare quattro chiacchiere, gustare un caffè e una pastarella. La vita sociale del borgo si svolgeva proprio qui in questa piazza, tra le Chiese, le botteghe, la Fontana. Ora tutto è cambiato.
Incontro un’amica che non vedevo da tempo: “prendiamo un caffè?”. Ma certo. Ci sono sedie e tavolini proprio lì sul marciapiede. Sono del Bar Ideal. Sì, fermiamoci qui. Non c’è il sole, purtroppo. Nelle mattine assolate si gode un bel tepore. Ma anche ora si sta benissimo.
Si avvicina Luigi, il titolare, e ci chiede sorridendo cosa prendiamo.
Due caffè naturalmente. Per la verità il Bar Ideal offre una scelta molto varia: non solo bevande, ma anche qualcosa da mangiare. Paste, pasticcini, cornetti. E d’estate anche piatti per un pasto veloce, dalla classica zingara a qualcosa di più elaborato. Quando Luigi torna con i nostri caffè non posso fare a meno di chiedergli: Come vanno le cose? Luigi ha l’aria triste. Le cose stavano andando bene prima del momentaccio. Ischia Ponte aveva ritrovato uno dei suoi punti di ristoro più tradizionali. E tra l’altro il caffè è ottimo.
“Signora mia – mi risponde – come vuole che vada. Quest’estate siamo riusciti a lavorare un pochino. Non è stato il massimo, però ce la siamo cavata. In agosto un po’ di gente c’era. Ma ora …”
Infatti ho notato che al banco mancano le leccornie da mangiare. Solo dolci e bevande. “Purtroppo – continua Luigi – abbiamo dovuto sospendere questo genere di servizio. Vede, noi lavoriamo soprattutto con il turista che passeggiando per Ischia Ponte si ferma per un caffè o per qualcosa da bere o da mangiare. L’ischitano in genere arriva in auto e tira diritto verso il Castello, dove può godersi oltre al caffè o alla sfizioseria anche il mare, il panorama. Qui non si può neanche parcheggiare l’auto”.
Non posso fare a meno di sbottare: dannatissima auto. Possibile che non riusciamo a liberarcene neanche per un caffè?
Di solito per prendere il nostro caffè a Ischia Ponte, percorro a piedi un chilometro ad andare e uno a tornare. Mi rendo conto che la mia è una filosofia di vita poco diffusa. In auto ci si illude di far prima, tranne poi a perder tempo e a dirne di tutti i colori perché non si trova parcheggio. Il tema è molto sentito: “Il parcheggio – continua Luigi – qui è necessario per chi viene da più lontano. Molte persone arrivano, non trovano posto auto e vanno via”. Già, ma se noi che abitiamo nelle vicinanze facessimo a meno dell’auto, ci sarebbe posto in più. E poi, perché mai a Ischia non abbiamo investito nei mezzi pubblici? Avevamo un buon servizio e invece di migliorarlo, lo abbiamo distrutto. Misteri ischitani.
Ma questi sono problemi generali. È chiaro che la situazione che maggiormente angoscia Luigi è quella legata al Covid. Affitto da pagare, poca liquidità, niente turismo.
Però lasciatemi dire una cosa. Sui social è stato lanciato uno slogan: spendiamo nelle piccole aziende nostrane. Non facciamole morire. Io però invertirei il discorso. Se queste piccole attività scompaiono, saremo noi a morire, perdendo piccoli pezzi di storia. E allora il mio invito è: fermiamoci un attimo. Non andiamo troppo di corsa. Non appena possiamo, godiamoci le nostre piccole cose: la piazza, la fontana, la Chiesa. La nostra storia, la nostra cultura, la nostra vita.


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web. Vuoi saperne di più? Basta un click








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