Borghi di Ischia: S. Alessandro
S. Alessandro è un borgo molto particolare, ricco di bellezza, di storia e di gente straordinaria. È situato al confine tra i Comuni di Ischia e Casamicciola e si snoda in una serie di viottoli, percorribili solo a piedi, tra il verde delle colline e la spiaggia degli Inglesi. È uno dei tanti gioielli poco conosciuti dell’isola. Se ne sente parlare in occasione della festa del 26 agosto, quando al culmine di una serie di eventi, un corteo storico, che ha origine nel borgo, anima tutto il Comune di Ischia. Festa e corteo sono una gran bella realtà di cui in seguito ci occuperemo. Oggi però vorrei raccontarvi una passeggiata alla scoperta del borgo, della chiesetta, della gente. Era la primavera del 2017.
Il sentiero antico
Dal porto di Ischia alla Chiesetta di S. Alessandro
Sono stata diverse volte a S. Alessandro, ma sempre di corsa. Al porto d’Ischia, in piazza Trieste e Trento, prendevo l’autobus in direzione Casamicciola. Scendevo dopo un paio di fermate, mi infilavo in una stradina e correvo giù alla spiaggia degli Inglesi. A un certo punto però mi è venuta la curiosità di conoscere meglio quel borgo che la festa del 26 agosto ha reso famoso. Così quattro anni fa chiesi a Isabella Marino di guidarmi a S. Alessandro attraverso un antico sentiero che non conoscevo, e di mettermi in contatto con un personaggio molto noto in zona: il dr. Franco Napoleone. È il promotore della festa, è appassionato della storia di Ischia e conosce ogni singola pietra del borgo.
Così Isabella, Teresa e io ci incontriamo al porto d’Ischia a due passi dagli imbarchi dei traghetti, alle spalle dell’antico palazzo D’Ambra. È da lì che parte il sentiero. È una sagliutella doce doce contornata dal verde. Un passamano sistemato di recente rende più sicura la discesa. Tutto è molto pulito e curato. “Questa è la villa di Buchner”, ci spiega Isabella quando siamo a metà della salita. Paul Buchner era uno zoologo tedesco di fama mondiale. Venne in Italia per i suoi studi, poi si innamorò di Ischia e verso la fine degli anni ’20 comprò un terreno qui a S. Alessandro dove costruì una casa per le vacanze. Sul finire degli ’30, dopo qualche screzio con il regime nazista, quella divenne la sua dimora stabile. E in quella casa abitò anche il figlio, Giorgio, un famoso archeologo che è stato un protagonista della storia ischitana.

Proprio in cima alla salita, nei pressi della Chiesetta, ci attende il dr. Napoleone. E c’è anche un’altra Isabella, nota amica del Tavolo.
È una bella mattina di primavera. Nella giornata di sole a S. Alessandro spiccano i colori della natura. Al verde degli alberi fa da contraltare il giallo delle rose o il rosso dei fiori di stagione. Un arco incornicia il castello, di fronte a noi le colline sembrano voler stringerci in un abbraccio.
Il dr. Napoleone ci accoglie sorridendo: “Avete scelto la strada più faticosa!”. Lo abbiamo fatto di proposito. Valeva davvero la pena.
La Chiesa
Il fulcro del borgo

Il dr. Napoleone ci conduce nel fulcro del borgo, aprendoci le porte della Chiesa. “E’ una cappella gentilizia del 1100 circa – ci spiega – apparteneva alla famiglia dei Di Manso, un Casato di Nobili di Benevento”. La Chiesa è dedicata alla Croce, perché 4 sono i Santi della Croce: S. Alessandro, S. Giovan Giuseppe, Padre Bonaventura e Mariangela della Croce.
La Chiesa, per quanto piccola, è uno scrigno pieno di tesori. Il dr. Napoleone ci mostra un’antica mappa, una foto d’altri tempi, e, ai piedi dell’altare, un tappeto cucito di recente sulla base di un modello antico.
Ma è la storia del luogo ad affascinare: “Per diversi secoli S. Alessandro è stato un borgo molto ricco. Questa infatti era l’unica via che collegava Ischia e Casamicciola. Perciò i Nobili si facevano pagare una gabella per il passaggio. Poi, con la costruzione di via Quercia ad opera dei Borbone, il borgo è caduto in disgrazia. La gente non era abituata a lavorare e allora… ”
“Ma con tutto questo terreno, non esistevano attività produttive?”, domando. “Certo – risponde lui – pensa che lo storico Onofrio Buonocore scrive che questo luogo è di vino , perché quando la Chiesa è stata costruita l’acqua scarseggiava e per miscelare i materiali di fabbrica è stato usato il vino”. Onofrio Buonocore era solito aggiungere un tocco di fantasia alla storia. Tuttavia questo particolare è plausibile.
Mentre usciamo dalla Chiesa, propongo una domanda impertinente: “Ma non esiste un luogo d’incontro, un bar o qualcosa del genere?“. È Isabella a rispondermi: “Il luogo di ritrovo è il piazzale antistante alla Chiesa. Qui in primavera e in estate si ritrovano tutti, residenti e villeggianti“. E il dr. Napoleone aggiunge un particolare interessante: “Nella vita del borgo i villeggianti hanno un ruolo davvero importante. Sono persone che vengono qui da anni per le vacanze e hanno a cuore questo posto proprio come i residenti. Partecipano attivamente alla vita e agli eventi con grande entusiasmo”.
Sisina e il corteo storico
Mani di fata
A un certo punto il dr. Napoleone ci conduce su per una scala e io rimango a bocca aperta.
Arriviamo su un terrazzo e il panorama che si presenta davanti ai nostri occhi, è indescrivibile. Non avevo mai visto il porto di Ischia da questa posizione. Il mare è mosso da un alito di vento, un aliscafo sta per entrare, i traghetti fermi all’ancora sono pronti a salpare, un pino, ritto sull’attenti, vuol dare il benvenuto. E sullo sfondo il Castello. Sembra di poter toccare tutto con una mano.
Rimaniamo fermi lì a scattare qualche foto.
Intanto è quasi ora di pranzo: “Che dite, riusciamo a fare una corsa in spiaggia?” propone Teresa. “Sì, dai, andiamo, è da tanto che non vado alla spiaggia degli Inglesi“, rispondo. È la spiaggetta del borgo, dista solo dieci minuti a piedi dalla Chiesetta. È un altro dei luoghi caratteristici di S. Alessandro. “Dai, andiamo”, rispondono tutti.

Stiamo per inoltrarci nel viottolo, quando succede qualcosa.
“Ma guarda chi si vede!”, esclama Isabella. È Sisina, una persona speciale, una sarta speciale. Sisina è la sarta che ha creato gli abiti per il corteo storico di S. Alessandro. Se il dr. Napoleone è il promotore e l’organizzatore dell’ormai celebre festa, Sisina è la mano di fata. Inevitabile a questo punto fermarci a fare quattro chiacchiere sulle immancabili difficoltà che ogni anno accompagnano l’organizzazione fino alla data del 26 agosto. La festa è bella, ma come si dice qui da noi ‘senza soldi, non si cantano messe’. E Sisina conclude: “Per me la Festa è come se fosse una mia creatura“.
Si è fatto tardi per andare alla Spiaggia degli Inglesi, dobbiamo tornare a casa per il pranzo. Non mancherà occasione. Torneremo presto a S. Alessandro. E prestissimo parleremo anche della festa e del corteo storico.
Come arrivare a S. Alessandro
In autobus:
Da Ischia Porto, piazza Trieste e Trento:
Qualsiasi autobus in direzione Casamicciola. Sono solo 2 fermate
Da Forio:
Qualsiasi autobus per Ischia Porto. Due fermate prima dello stazionamento di piazza Trieste e Trento
A piedi da Ischia Porto:
Da Piazza Trieste e Trento, seguire la strada principale: circa 15 minuti di cammino.
Oppure: sentiero interno nei pressi di Palazzo D’Ambra: circa 10 minuti di cammino
Strade in leggera pendenza
In auto:
Sulla strada principale, via Baldassare Cossa, proprio di fronte all’ingresso del borgo, esiste un piccolo parcheggio.
Se potete, fate a meno dell’auto


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web






altavolodiamalia.com
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Sisina mani di fata <3
un abbraccio fortissimo e tanti tanti TANTI complimenti!!
Un abbraccio a te!