Ischia e le calamità: la parola ai giovani
Venerdì 24 novembre alle Antiche terme comunali è stata inaugurata la mostra fotografica Ischia, calamità naturali tra passato e presente a cura degli allievi dell’indirizzo grafico dell’IPS “ V. Telese” . Dopo l’iniziativa Ischia timeline un altro bel progetto, un momento importante di riflessione a un anno dalla tragedia di Casamicciola.
Ci sono date che vorremmo dimenticare, ma che sono destinate a rimanere nella nostra storia e nella memoria collettiva. Il 26 novembre 2022 l’isola si svegliò sotto una caterva d’acqua. Chi come me, vive nella zona di Ischia Ponte non si era reso ben conto di quale tragedia fosse avvenuta. Ben presto le notizie cominciarono ad arrivare con chiarezza e sempre più tragiche.
Neanche il tempo di piangere e cominciarono le polemiche che tuttora perdurano. I giovani furono i primi a darsi da fare. Accorsero a Casamicciola, pale alla mano. Il resto è storia.
Ma cosa ci è rimasto oggi di quei tragici momenti?
A riportarci indietro sono le foto che gli allievi dell’indirizzo grafico dell‘IPS V. Telese di Ischia, guidati dai loro insegnanti, hanno scattato sul luogo del disastro per poi allestire una mostra alle Antiche Terme Comunali, inaugurata venerdì 24 novembre e aperta al pubblico fino al 10 dicembre.
Quando entro nella sala, l’occhio è catturato non solo dalla tragicità delle immagini, ma dalla data: ottobre 2023.
Un anno dopo, carcasse di auto, muri sgarrupati, tubi innocenti, camere da letto ancora sottosopra, persone con lo sguardo incredulo, fanno bella mostra di sé. Ecco, in questi casi davvero si può dire con durezza che nel luogo della tragedia il tempo si è fermato.
Nell’ampio salone, saluto alcuni insegnanti che conosco, tuttavia preferisco avvicinarmi a un gruppo di allievi, in prevalenza ragazze. Siete stati voi gli autori?
Sì, mi rispondono. Sembrano intimiditi dalla domanda, ma io li incalzo: Sarete voi a presentare il lavoro?
“No. Ci penseranno gli insegnanti, loro si esprimono meglio“.
Rimango perplessa. I ragazzi dovrebbero imparare a parlare anche in pubblico, esprimendo le loro emozioni, tirando fuori quello che hanno provato.
Intanto loro vincono il momento di timidezza e cominciano a parlare.
Quelli che incontro sono allievi di una classe del III grafico commerciale, tutti giovanissimi dunque.
Siete stati voi a scattare le foto?
“Nella maggior parte dei casi, sì. Quando poi la situazione era pericolosa, ci pensava l’insegnante di fotografia”.
Tra di loro ce n’è uno che abitava proprio nella zona di Casamicciola maggiormente colpita. Ha vissuto la tragedia in prima persona.
“Oggi vivo altrove, lì non si può tornare. Per fortuna la mia famiglia dispone di un appartamento in altra zona di Ischia e ci siamo trasferiti”.
È un giovane sconfortato che non ama parlare molto: “È stata una calamità naturale, c’è poco da fare … “ e scappa via. Il suo dolore merita rispetto, preferisco non insistere.
Parlo con il resto del gruppo. Vi siete occupati solo delle foto?
“No, anche dei pannelli“. E mi indicano i pannelli che accompagnano le foto e che riassumono la situazione dei luoghi, la loro fragilità idrogeologica e sismica.
“Abbiamo raccolto notizie e informazioni storiche”.
Sono ragazzi del terzo anno, ma hanno già lo sguardo verso il futuro.
Alla fine del vostro percorso di studi, diverrete grafici pubblicitari. Pensate che a Ischia possano esserci prospettive per voi? In un luogo turistico come il nostro, potrebbe esserci bisogno di figure professionali come la vostra.
Rispondono in coro: “No. Il nostro desiderio è andare fuori, frequentare scuole di specializzazione di alto livello. Ce ne sono in diverse città, come ad esempio a Milano. Ma qui a Ischia le prospettive sono poche”.
È ovvio che i giovanissimi vogliano andare via, confrontarsi con realtà più grandi per crescere e migliorare. È tuttavia sconfortante sentire che a Ischia non vedano niente all’orizzonte.
Intanto gli adulti in sala chiedono attenzione. Si affollano al centro della sala e cominciano a parlare. Io sono contenta di aver ascoltato gli allievi, i veri protagonisti.
Mentre gli adulti parlano, mi ricordo di avere un appuntamento. Ringrazio il gruppo di giovani e vado via.
Alla prossima, ragazzi. Spero di avere presto vostre notizie.
E perdonatemi se nella foto, data la vostra età, ho ritenuto opportuno offuscare i vostri volti. Ma sono sicura che per voi l’importante è esserci, non apparire.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 10 dicembre.
Qui a sinistra la locandina con gli orari. Vi assicuro che vale la pena visitarla.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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