Padula: il Museo del Cognome
Emigrazione e turismo delle radici sono stati spesso al centro delle chiacchierate al nostro tavolo. Oggi voglio farvi conoscere una realtà al di là del mare, eppure tanto vicina a noi.
Padula è un piccolo centro nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno a due passi dalla Basilicata. È noto al grande pubblico per la Certosa di S.Lorenzo, definita patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Questo piccolo Comune, che conta circa 5.000 anime, vanta anche un’altra realtà, unica al mondo: il Museo del cognome.
Ne avevo sentito parlare per la prima volta in maggio, quando a Procida ho partecipato un evento sul turismo delle radici. E così ho scoperto che questo Museo fin dalla sua fondazione nel 2012 è diventato un punto di riferimento per i tantissimi eredi dei migranti italiani all’estero che ormai da tempo si muovono alla ricerca della propria storia.
Non è un Museo tradizionale. Non vi sono esposte opere di prestigio. Piuttosto è una sorta di laboratorio, un luogo nel quale si impara il difficile percorso per ricostruire la storia di famiglia. È dunque una preziosa palestra per chiunque voglia addentrarsi nella complessa disciplina della genealogia.
Incuriosita, raggiungo al telefono Michele Cartusciello, il fondatore, che si dimostra subito disponibile a rispondere a qualche domanda.
Michele, come ti è venuta un’idea simile? Tra l’altro nel 2012 non si parlava ancora di turismo delle radici e tu avevi un’attività di ristorazione che hai abbandonato.
“È cominciato tutto con molta gradualità, non è stato dall’oggi al domani”.
A questo punto scopro una storia davvero toccante.
Michele da giovanissimo rimane orfano di padre. Come sempre accade in questi casi, al dolore si aggiunge un senso di smarrimento. Michele però avverte anche qualcosa di diverso, un senso di vuoto all’inizio indefinibile, poi sempre più chiaro. Non aveva potuto ascoltare dal padre quei racconti che ancora oggi suscitano le curiosità infantili. Come viveva e cosa faceva il padre da bambino e da giovane? Come era il suo rapporto con i genitori? Chi erano i suoi nonni? Erano tutte domande che rimanevano senza risposta. Neanche la madre poteva essergli utile. La lontananza aveva caratterizzato gran parte degli anni di fidanzamento: il padre era emigrato in Venezuela e oltre Oceano rimase lunghi anni.
“La mia curiosità era tanta – spiega oggi Michele – e così cominciai le mie ricerche. La prima volta che entrai in un ufficio anagrafe avevo appena 15 anni”.
E da lì piano piano Michele non solo ricostruisce la storia della sua famiglia, ma diventa anche un appassionato genealogista.
“La genealogia è come la matematica – dice sorridendo – Se sbagli un passaggio ti ritrovi con parenti sbagliati. Richiede molta pazienza, i registri da consultare sono tanti, da quelli anagrafici a quelli notarili, a quelli ecclesiastici. Tieni conto che l’Italia è divisa anche nell’organizzazione territoriale e anagrafica. Insomma, per farla breve, la genealogia è una branca che devi sentire dentro. Altrimenti ti stanchi subito”.
E Michele ha dentro quella scintilla che l’ha portato a proseguire nelle sue ricerche, diventando un punto di riferimento. Non a caso sui suoi studi ha tenuto conferenze anche all’estero. Notevole quella svoltasi in Brasile.
Ma a chi si rivolge il Museo? Chi sono i suoi visitatori?
“All’inizio mi rivolgevo soprattutto ai tanti Padulesi sparsi nel mondo. Ce ne sono tanti sopratutto nelle Americhe. Poi mano mano sono stato contattato anche da persone che hanno radici in altre zone d’Italia, sopratutto nel Centro Sud. E allora ho cominciato ad ampliare il mio raggio di azione. Oggi conto su una rete di collaboratori che mi consente di fornire non solo un supporto nella ricerca genealogica, ma anche tour alla scoperta della terra degli avi”.
Scorrendo la pagina web ⇒ Museo del Cognome, infatti, si può notare che Michele offre anche servizi di guide in lingua straniera perché, come lui stesso mi spiega: “in genere si comincia a cercare le proprie radici dalla terza generazione. Si tratta quindi di persone che non hanno mai imparato l’italiano. In casa hanno sentito i nonni parlare il loro dialetto. Inoltre, molti dei migranti partivano da piccoli paesi che oggi è difficile visitare davvero senza una guida”.
C’è ancora un particolare da sottolineare:
“Quello del turismo delle radici è un settore vasto e senza fine. Oggi interessa soprattutto i migranti italiani nelle Americhe o in Australia. A breve sarà la volta degli eredi dei migranti in Germania e in Svizzera e magari un domani saranno gli eredi di quelli che oggi arrivano in Italia con i barconi a chiedere di conoscere le proprie radici”.
E sarà ancora l’Italia meridionale ad essere al centro dell’interesse.
Ma i paesi del Sud Italia, come ad esempio Padula, si sono attrezzati per l’accoglienza? In fondo il turismo, non solo delle radici, potrebbe garantire sviluppo.
Al telefono sento un mugugno di Michele. “La nostra zona è attrezzata con posti letto. Alberghi e B&B sono in aumento. Tuttavia i collegamenti non sono adeguati”.
E infatti verificando sul web, si scopre che mentre il trasporto su rotaia è stato pressoché abbandonato, il trasporto su gomma è concepito con modalità e orari adatti ai residenti nel Vallo più che al il turista/viaggiatore. E poi in loco senza l’auto privata hai difficoltà a spostarti. Un vero peccato.
Lascio Michele con la promessa di andare a fargli visita quanto prima. Tra l’altro sono anche curiosa di scoprire le sue idee originali, come la storia di famiglia a fumetti e tanto altro ancora.
Io sono stata a Padula due volte anni fa e ne sono rimasta affascinata. La Certosa di S.Lorenzo che all’epoca era in restauro, è un vero gioiello. Il Vallo di Diano è formato da paesini tutti da scoprire. Però, se non hai l’auto ….
Mi rimane solo una domanda: perché il Sud Italia nasconde le sue bellezze e le sue genialità?
Foto pubblicate per gentile concessione di Michele Cartusciello
Per info e contatti ⇒ Museo del Cognome
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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