Gli Alberi. E noi?
Ritorna a Ischia Un mese per gli alberi, una manifestazione che ci permette di conoscere al meglio il mondo degli alberi. Il primo incontro si è tenuto alla Torre del Mulino il 30 ottobre. Ed è stato un omaggio al compianto Pietro Greco.
Bellissimo e struggente. Non ho altre parole per definire l’incontro che si è svolto alla Torre del Mulino, la sede che per ora supplisce alla momentanea indisponibilità della Biblioteca Antoniana.
Un Mese per gli Alberi si inaugura con un omaggio a Pietro Greco, giornalista, scrittore, soprattutto divulgatore scientifico, scomparso d’improvviso nel dicembre 2020.
Lilly Cacace, instancabile organizzatrice e anima del movimento ambientalista, ha scelto per la serata inaugurale dell’evento, alcune letture dal libro l’Albero, che Pietro Greco scrisse in collaborazione con il fotografo Roberto Besana. A dare la voce ai testi è Lucia Annicelli, direttrice della Biblioteca Antoniana.
Roberto Besana, fotografo artistico, noto a Ischia anche per una mostra ancora in corso ( fino al 2 novembre) a Villa Arbusto di Lacco Ameno, ci spiega come e perché è nato il libro.
I due autori si sono conosciuti per caso anni fa in occasione di un convengo sulla SLA, una malattia devastante che rende immobili le persone colpite che tuttavia rimangono ricche di vita. Proprio come gli alberi.
Poco dopo nacque l’idea di raccogliere alcune idee in un libro, allo scopo di divulgare l’idea dell’albero come fonte di vita. Roberto Besana ha scattato foto di alberi. Strepitose. Pietro Greco ha commentato ciascuna foto con le parole. Bellissime. Ogni albero raffigurato diventa un racconto. È il classico caso in cui immagini e parole si incontrano e si combinano alla perfezione. Proprio come spesso succede tra arte e scienza.
Arte e scienza non sono mondi contrapposti, come ci ricorda lo stesso Besana. È stato proprio Pietro Greco a sottolineare come l’immagine artistica – foto o pittura che sia – talvolta riesca a rilevare aspetti e dettagli tecnici e scientifici che all’occhio nudo potrebbero sfuggire.
Un libro che sicuramente ha un impatto molto forte su chi lo legge.
E noi?
Dopo una serata di suggestioni tanto forti, sulla strada del ritorno verso casa, mi sorgono tante domande.
Viviamo in un’epoca difficile. Gli eventi tragici da bombe d’acqua, alluvioni, smottamenti, temperature insopportabili d’estate, dovrebbero mettere in primo piano alcuni temi. La cura del territorio e la messa in sicurezza delle zone più fragili dovrebbero occupare i primi posti tra i nostri pensieri.
Eppure, temi del genere non sembrano fare breccia tra la popolazione. O meglio, la richiesta di messa in sicurezza è forte, ma di solito si riduce a mera lamentazione o anche a grida di allarme rivolte ad altri (“pulite i tombini!”).
Non si riesce a far passare l’idea che ognuno di noi può fare qualcosa verso l’ambiente e la natura. (“La raccolta differenziata? Perché devo farla? Non serve a niente, tanto poi mischiano tutto”)
Per rimanere agli alberi, molti sostengono che siano un pericolo, che sporchino, che tolgano aria e panorama o altre assurdità del genere.
Perché tutto questo?
Eppure l’educazione ambientale nelle scuole – che io sappia – oggi è molto avanzata. Mi giungono notizie di progetti, di laboratori, di giovanissimi sempre molto entusiasti di scoprire la natura e di apprendere come rispettarla e difenderla.
Ma quando i giovanissimi tornano a casa, si scontrano poi con il mondo degli adulti che li smonta (“Ma che ti sei messo in testa, ma lascia stare, non ci pensare”).
Qualcosa dunque non funziona. Ma cosa? Io un’idea ce l’ho e ve ne parlerò presto. Ma voi, cosa ne pensate?
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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