Tra Ischia e Procida: sguardi sul mondo
Domenica I giugno, nel pieno di un fine settimana infernale, Isabella e io siamo state turiste per un giorno a Procida. La voglia di salutare Elisabeth e Michael, una coppia di amici stranieri in partenza, ci ha permesso di gustarci una giornata a ritmo lento. Con uno sguardo sul mondo
Qui il racconto ⇓
Prima di leggere, ti può interessare sapere ⇒ Chi è Elisabeth
Forse avrei dovuto intitolare questo articolo l’elogio della lentezza. Perché grazie alla lentezza ho scoperto cose interessanti che forse sfuggono ai tanti che vanno di fretta.
Il I giugno dovevo essere a Procida per l’inaugurazione di una mostra che tuttavia è slittata a data da destinarsi. Ma le simpatiche insistenze di Elisabeth ancora per pochi giorni in vacanza sull’isola, mi hanno indotto a non rinunciare a una giornata in allegra compagnia.
Invito Isabella, che come me potrà conversare in tedesco, e insieme decidiamo di partire con calma. Avevo scovato un aliscafo per Procida alle 11:00. Mi presento in netto anticipo alla biglietteria della compagnia in questione. Ed ecco la sorpresa. La biglietteria è da un’altra parte. Vado. Seconda sorpresa: tariffa unica Ischia-Procida Euro 11,50. Wow. Di solito su quella tratta il prezzo dell’aliscafo per noi residenti è Euro 2,60. Rinuncio. Alle 11:30 parte il traghetto per Procida Pozzuoli. Intanto arriva Isabella e con calma ci portiamo all’imbarco traghetti.
Camminiamo a fatica, tra gente in partenza e in arrivo, trolley che scricchiolano, autisti e capogruppo che chiamano i clienti. La quantità di persone è immane. Tutti hanno fretta di arrivare alle loro mete. Noi no.
Fatto il biglietto, scopriamo che la corsa è in netto ritardo. “È normale in queste giornate – commenta Isabella – approfittiamo per fare due passi”. Ed ecco che la mia amica mi permette di scoprire una zona del porto d’Ischia che conosco poco: l’antica foce e il palazzo storico L’Altana. “Qui dovrebbe esserci la collezione dei libri del dottor Mennella. È una biblioteca privata. Ma dovrebbe essere accessibile”. Dobbiamo informarci. Pare che la biblioteca sia molto ricca. Visitandola si avrebbe la possibilità di accedere a un palazzo che dall’esterno sembra davvero molto bello.
Il traghetto parte con circa 45 minuti di ritardo, ma all’arrivo a Procida ci premia il sorriso contento di Elisabeth che ci accoglie con il marito, Michael. Avevamo avvertito del ritardo. “Keine Sorge!”, nessun problema. Hanno aspettato in uno dei tanti bar del porto godendosi il fresco e il via vai di gente.
Elisabeth e Michael vorrebbero portarci a pranzo alla Chiaiolella, la zona più prossima a Vivara, nota per lo splendido panorama e per i tanti localini. Elisabeth ha già pronti i biglietti dell’autobus. Ma la folla, che prende d’assalto i mezzi, ci scoraggia. Anche Procida trabocca di turisti che scalpitano. “Rimaniamo in zona”, suggerisce Elisabeth. Ma certo, l’importante è stare insieme.
A farci da guida è Isabella che conosce bene l’isola. Ci guardiamo intorno. A Procida negli ultimi tempi sono nati tanti B&B, come un po’ dovunque. Speriamo solo che l’ondata turistica non intacchi l’identità del luogo, come invece è successo altrove.
E così tra bar e sfizioserie, raggiungiamo un ristorante proprio sulla spiaggia, a pochi passi dal porto. Il menu stuzzica l’appetito. Ordiniamo a base di pesce, in particolare a me colpisce uno spaghetto con alici, menta e limone.
Il servizio è lento e questo ci permette di fare quattro chiacchiere in tranquillità. Elisabeth e il marito Michael torneranno a breve a Francoforte, dove abitano. Ci parlano della Germania, delle difficoltà di oggi, di un paese che vive un momento di crisi profonda, come tutta l’Europa del resto. Ma lì i problemi forse si sentono anche più che altrove. In pochi anni è cambiato davvero tutto. Io manco dalla Germania da un po’, la mia puntata a Berlino risale ormai a qualche anno fa. Ma sentir parlare di Francoforte, mi fa venire il magone. Negli anni giovanili ho frequentato quelle zone, Mainz in particolare.
Finalmente arrivano i nostri piatti. Lo spaghetto alici-limone-menta è davvero squisito. È leggero e gustoso, come piace a me. È valsa la pena aspettare un po’.
Per il caffè ci spostiamo in un noto locale che produce la lingua originale, il tipico dolce procidano a base di limone. Ne voglio prendere qualcuna da portare a casa, come ormai consuetudine nelle mie puntate procidane. Attraversiamo la zona del porto tra bandiere e vessilli che festeggiano la vittoria del Napoli. Proprio davanti al locale, la figura di S. Gennaro che inneggia allo scudetto n. 4 , è tutto un programma.
Anche qui il servizio è lento. A Procida evidentemente l’impatto turistico non ha scalfito quel modo di essere tipico delle nostre parti. E a ben pensarci proprio la lentezza ha permesso a noi turiste per un giorno di apprezzare tanto. Per esempio abbiamo gustato fino in fondo questo sguardo sul mondo che amicizie preziose come quella con Elisabeth e Michael ci consentono.
Naturalmente anche l’aliscafo del ritorno è partito in ritardo. Ma pazienza.
Siamo tornate a casa contente dopo aver salutato i nostri amici. Che naturalmente contiamo di rivedere presto.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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