Sapori antichi e virtù moderne
Sabato 31 gennaio al Mudis di Ischia Ponte, con il patrocinio del Centro Studi Isola d’ Ischia, è stato presentato Il Ricettario di Nonna Titta, un libro di ricette dell’antica tradizione, curato da Valerio D’Ambra e pubblicato da Grauss Edizioni.
L’occasione giusta per qualche riflessione
Le ricette tradizionali raccontano la storia delle persone e la cultura di un luogo. Il libro, nel quale Valerio D’Ambra ha raccolto le ricette di sua nonna Titta, è un viaggio nella tradizione alla scoperta di usi e costumi, prima ancora che di sapori.
Sabato sera, nel corso della presentazione, mi sono soffermata a sfogliare quelle pagine. E come per magia, mi è tornato alla mente il cappone di mia nonna.
Donna Luisella non sapeva cucinare. O forse, più semplicemente, non amava farlo. Aveva accanto un marito brontolone, Don Paolo, sempre pronto al rimbrotto. Quando la moglie cucinava, si lamentava sempre di qualcosa: poco sale o troppo sale, poco cotto, forse bruciato. Soprattutto dettava un ordine preciso. Bisognava cucinare senza aglio, perché sosteneva di esserne allergico. E lei annuiva, con pazienza. Date le circostanze è probabile che la mite donna Luisella preferisse preparare ll pasto per i suoi amici animali che certo apprezzavano molto la sua abilità nel miscelare sapori.
E tuttavia donna Luisella il giorno dell’Epifania sfoderava un’abilità davvero stupefacente.
Cucinava un cappone imbottito che al solo ricordarmelo mi viene l’acquolina in bocca.
Si alzava di buon mattino donna Luisella, preparava il cappone rind’ u’ tiano e lo metteva a cuocere a fuoco lento sul prezioso focolare che ancora resisteva nella sua cucina. Alle 9:00 il profumo già si avvertiva al piano di sopra. Alle 10:00 noi nipoti eravamo già in fila nella sua cucina con il pane che aspettavamo di poter condire con quel meraviglioso sugo di pomodoro per fare colazione. Ma le sue urla erano decise: “Jatevenne. È ambressa ancora!”.
Bisognava avere pazienza per assaporare quel piatto prelibato. E quanta pazienza deve aver avuto la buona donna Luisella nella sua vita. Pazienza, forza e tenacia sono stati i principi che hanno condito la vita sua e di tante donne della sua generazione. Erano donne dotate di una forza straordinaria che tuttavia era misconosciuta o non adeguatamente apprezzata.
Eppure dalla vita di quelle donne i giovani possono trarre un messaggio chiaro. Forza e tenacia sono virtù da tutelare. La pazienza invece – oggi possiamo dirlo forte e chiaro, soprattutto quando parliamo di donne – è un ingrediente da utilizzare in cucina, ma che nella vita va dosato nella giusta maniera.
Favorire il contatto tra giovani e anziani, anche grazie alle ricette dell’antica tradizione, è fondamentale soprattutto oggi, in un paese che sembra aver perso la memoria e che proprio per questo rischia di non avere speranze per il futuro. I giovani che si adoperano per scoprire le nostre radici, vanno elogiati e incoraggiati. Quello che noi adulti dobbiamo evitare, sono gli eccessi di parole e di elogi. La naturale baldanza giovanile va controllata e guidata. Perché come dicono i nostri vecchi “‘e figli se vasano rind’ ‘u suonno”.
Nella foto di copertina: Nonna Titta
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Il profumo del cappone è arrivato fin qui! Che bella storia, quanto amore e quanto rispetto verso i tuoi nonni. E perfette le parole dedicate ai giovani. Quanto alla pazienza, davvero ne abbiamo avuta tanta, ne hanno avuta tanta. Quando vengo a Ischia cercherò il libro!
Grazie Paola.
Don Paolo e donna Luisella sono un capitolo importante della mia vita. Ti aspetto