Maria a Casamicciola
Ricordate la signora Maria? Tutti gli anni o quasi in giugno o settembre, lascia la sua Reggio Calabria per venire a Ischia a passare le acque. Le nostre Terme hanno rappresentato per lei non solo il benessere, ma anche un momento di allegria, di incontri, di amicizie strette in vacanza e consolidatesi nel tempo. Ogni anno a Casamicciola incontrava il suo gruppo di amiche e amici.
Poi le cose sono cambiate, ora Maria viene con la figlia. E con il suo sorriso, mi ha raccontato una bella storia.
Incontrarsi a Casamicciola
Terme, benessere e allegria
Era da un paio d’anni che non vedevo Maria. La pandemia l’ha tenuta lontana dalla sua isola preferita. Questo settembre è tornata con la figlia Caterina e ha preso alloggio, come ormai è sua consuetudine, in un bell’albergo nel centro di Lacco Ameno.
Un pomeriggio vado a farle visita. Un caffè di benvenuto è d’obbligo qui al nostro tavolo. Mi infilo in macchina e percorro la litoranea spazzata dal vento. Il mare è mosso. Le spiagge di Casamicciola e Lacco Ameno esibiscono la bandiera rossa: è pericoloso fare il bagno. Ma la gente in spiaggia è numerosa e si gode il bel sole di settembre.
Arrivo al centro di Lacco Ameno in perfetto orario. Maria e Caterina sono lì ad attendermi. Dove andiamo per un caffè?
Dirigo l’auto verso Casamicciola, intenzionata a portare le ospiti a Ischia. Ma all’altezza del Piazzale dell’Ancora, Maria ha come un sussulto. “Questa strada una volta la facevo a piedi” e mi indica con la mano quella strada che conduce verso l’alto e che in novembre ha sputato fango: via Monte della Misericordia.
Capisco che Maria ha voglia di raccontare, metto la freccia e dirigo l’auto verso quello che un tempo non troppo lontano è stato il Regno delle Terme di Casamicciola e di Ischia. Veniva ogni anni qui tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del ‘2000
“Ecco – racconta Maria – io una volta alloggiavo in un piccolo albergo da queste parti .. eccolo, è quello …” e il volto si illumina in un sorriso. Intanto proseguo. Maria continua a raccontare:
“La sera andavamo a fare una passeggiata al centro di Casamicciola e poi tornavamo a piedi. Qui c’era un supermercato…ma non c’è più?”
In novembre quel supermercato ha subito troppi danni, ma tutti speriamo che possa riaprire presto.
Maria rivive quei momenti, rivede la semplice bellezza di questi luoghi che oggi mostrano tanta sofferenza.
A Piazza Bagni Maria ha ancora un sussulto: “Ecco, venivamo qui a fare le cure”. Siamo all’altezza di uno degli stabilimenti più antichi di Casamicciola, quello noto per le fonti del Gurgitello.
Ai tempi in cui Maria frequentava assiduamente questa zona, i piccoli alberghi a conduzione familiare supportavano i grandi stabilimenti termali ed erano una linfa vitale per il territorio.
Mentre l’auto prosegue e supera piazza Bagni, Maria continua a sorridere: “A volte la sera ce ne andavano giù per quella strada a destra, ci fermavamo in quella piazzola in fondo. C’erano panchine, il panorama è stupendo. Ci sedevamo e … quante risate”.
Procedo per la strada che Maria mi ha indicato, viale Paradisiello. A sinistra e a destra, alcune impalcature ci riportano ancora ai brividi del terremoto del 2017. Il tempo qui sembra essersi fermato a quella maledetta sera. Arriviamo al piazzale. Maria sorride: “Sì, era proprio qui”. Il panorama sul verde e sul mare è sempre bellissimo. Maria si siede, sembra quasi emozionata.
Poi riconosce le scale che conducono al centro di Casamicciola. “È una bella passeggiata, ma una volta ce la facevo”, ride di gusto.
La bellezza del panorama sul mare non riesce tuttavia a coprire quel monumento all’assurdo che abbiamo alle nostre spalle. La scuola Manzoni, che la mia macchina fotografica si vergogna di fotografare, è lì a ricordarci il nostro immobilismo.
Quella scuola era stata ristrutturata pochi mesi prima del terremoto del 2017. La scossa l’ha resa inagibile, all’interno sono caduti calcinacci. Se in quel momento ci fossero state attività didattiche, cosa sarebbe successo?
Con le spalle al mare indico la ferita sul costone dell’Epomeo. “Eccola la frana!”. La ferita è ancora bene visibile. Maria e Caterina rimangono lì ferme a guardare.
Ritorniamo in centro per il viale alberato, poi per le Tre Croci, infine arriviamo a piazza Marina.
Ci infiliamo in un bar per il nostro caffè.
Proprio davanti a un caffè Maria e Caterina mi chiedono di me. Io parlo dei miei progetti, ma anche dei miei sogni svaniti.
“Non lasciarti imbrigliare dal passato. Guarda al futuro”, mi dicono.
Certo, guardare avanti con fiducia, è necessario. Ma non si possono costruire progetti validi e solidi, se non si conosce il passato, se non si analizzano a fondo gli errori e i motivi che li hanno indotti. E da questa analisi dovranno pur emergere le cose belle che abbiamo fatto e messo in un angolo. È un principio che vale per le persone e per i luoghi.
Maria mi ha permesso di rivedere Casamicciola per come è stata nella sua semplice bellezza, amata e frequentata da persone affezionate.
Tutta l’isola d’Ischia, non solo Casamicciola, potrebbe ripartire proprio da qui, riconquistando la semplice bellezza dei luoghi, ritrovando le persone come Maria, turisti che tornano, che si fanno ambasciatori dell’isola.
Per troppo tempo, a partire dagli anni ’60, abbiamo voluto strafare, abbiamo pensato alle “grandi cose”, ci siamo dati alla cementificazione, girando le spalle alla nostra bellezza naturale, dimenticando di prenderci cura di quelle “piccole cose” che per noi sono vitali.
Una grazie di cuore a Maria per questo bel racconto che mi ha fatto emozionare.
Arrivederci all’anno prossimo.
E Caterina? Ci siamo conosciute a Milano, ma anche lei ormai è un’amica di Ischia. Per chi vuole conoscerla meglio, ecco il suo sito
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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