Una nuova amica al tavolo
Ci ritroviamo al nostro tavolo a Ischia Ponte, Teresa, Anna e io. Purtroppo manca Amalia, la fondatrice del gruppo. Ma è da un po’ che non si fa vedere. Problemi di vita quotidiana la tengono lontana.
In compenso abbiamo una nuova entrata, Tina, un’amica che ho recuperato dal passato e che era curiosa di conoscerci.
Ed è proprio lei ad avviare la chiacchierata: “Vi seguo da tanto sui social. E leggo volentieri anche gli articoli di approfondimento”.
Ne siamo tutte contente. Però devo aggiungere: ora sarà sempre più difficile leggere gli articoli dai social. La nuova regola di fb per le pagine come Al tavolo di Amalia limita la pubblicazione di post con link a soli due al mese. In parole povere: non sarà più possibile vedere su FB l’anteprima degli articoli. Finora era tutto semplice. Se ti interessava l’articolo, con un click accedevi al blog e potevi leggere. Ora invece, posso pubblicare un post con un riassunto. Se l’articolo ti interessa, devi andare a cercare il link. E figurati … già sono in pochi ormai a leggere più di un paio di frasi. Cosa succederà ora? Certo se paghi, puoi arrivare a 8 link al mese. Ma a me non conviene. Poi fanno eccezione le testate giornalistiche e i gruppi editoriali. Per loro non ci sono limitazioni.
Tina aggiunge amaramente: “In effetti già da un po’ accedere agli articoli, anche a quelli dei giornali, è problematico. Fai click e ti trovi di fronte prima alla mascherina privacy e poi a un mare di pubblicità”.
Giusta annotazione. Non è il mio caso perché io non ho pubblicità, ma il problema in generale esiste ed ha una sua motivazione. Una volta si andava in edicola per acquistare il quotidiano o la rivista, oggi invece su internet si pretende di trovare tutto gratis. E le redazioni hanno pur bisogno di incassare un po’ di soldi. È chiaro però che tutto questo non incoraggia il potenziale lettore. Chi ha voglia di leggere, deve combattere una vera e propria battaglia.
Ma sono Anna e Teresa a prendere la parola, perché al di là dei fatti tecnici, Tina ha voglia di sapere come è cominciato il nostro tavolo. E le amiche spiegano: “Noi conoscevamo da tempo Amalia e venivamo spesso a prendere il caffè dopo aver accompagnato i figli a scuola”. Un bel po’ di tempo fa. “Ci facevamo un sacco di risate “, commentano Teresa e Anna all’unisono. “Poi è arrivata Laura che già conosceva Amalia”… e di lì è cominciata l’avventura con le parole scritte.
Anna sottolinea: “Laura e io ci siamo conosciute alla scuola delle nostre figlie. Eravamo entrambe rappresentanti dei genitori … “
A me scappa da ridere. Ne abbiamo fatte di battaglie a quei tempi. Io sono stata impegnata negli organi collegiali fino alle scuole medie di mia figlia, poi ho chiuso quell’esperienza. Ero entrata convinta di poter fare battaglie per lo scuola-bus o il piedibus. Poi la scuola mi ha travolto. Alla fine sono tornata all’idea di quando ero giovanissima: i genitori a scuola sottraggono spazio ai ragazzi, invadendo un campo che non è il loro. Il discorso è complesso, magari lo riprenderemo.
All’epoca però il caffè di mattina al bar era un momento di confronto e di risate, insomma di chiacchiere e caffè. Certo, potevamo concederci giusto una mezz’ora insieme. Il lavoro o la vita quotidiana pressavano un po’ di più. Oggi, almeno per alcune di noi, il tempo ha una cadenza più lenta. I figli sono grandi, lo stress da lavoro non è più quello di una volta. Per la verità c’è chi tra noi ha nipoti e genitori anziani. Le cose da fare non mancano. Ma non si corre più come una volta.
E così, tra chiacchiere e caffè, ci godiamo il primo sole tiepido d’autunno. Ischia Ponte in giornate come questa è davvero uno spettacolo. Si è fatta ora di andare. Ci lasciamo con la promessa di vederci presto. E voi ci sarete?
Per approfondire > Come eravamo










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