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personaggi, Vivere a Ischia

Vincenzo Telese e il nostro tempo

Vincenzo Teleso documenti archivio

Chi era Vincenzo Telese? Quanti giovani conoscono un personaggio che, nel bene e nel male, è stato tra i protagonisti della svolta di Ischia? Il recente convengo tenutosi all’IPS Ischia a lui dedicato, ci chiarisce le idee e ci propone una serie di domande. Le parole introduttive del Dirigente prof. Mario Sironi, il saluto del Sindaco di Ischia, dr. Enzo Ferrandino e la testimonianza diretta di Peppino De Siano, hanno fatto da corollario agli interventi dell’avv. Luigi Telese e del dr. Lello Montuori. È auspicabile che gli organizzatori ne pubblichino gli atti. 

In una bella mattina di novembre mi ritrovo all’IPS Telese di Ischia, quello che un tempo era conosciuto come l’Istituto Alberghiero e che oggi abbraccia diversi indirizzi legati al turismo. La sala è piena di giovani allievi. 

Argomento dell’incontro è Vincenzo Telese, il personaggio che, non a caso, ha dato il nome all’Istituto. A parlarne è innanzitutto l’avvocato Luigi Telese, suo nipote,  che nella sua vita politico amministrativa, ha spesso riproposto le tematiche care allo zio.

Sarà poi la volta di Lello Montuori, studioso del Diritto, che ci farà rivivere pagine importanti della storia amministrativa del Comune di Ischia.

Bella anche la testimonianza di Peppino De Siano, che ha vissuto in prima linea quei tempi. 

Mentre i lavori cominciano, mi guardo intorno chiedendomi: quanti giovani sanno davvero chi è stato Vincenzo Telese? 

Non a caso Luigi Telese esordisce rivolgendo agli allievi una frase significativa: “Vincenzo Telese non può essere una semplice targhetta che indossate sulle vostre divise”. No, certo. Vincenzo Telese è stato uno dei protagonisti della svolta che l’isola ha conosciuto tra gli anni ’50 e 60.

E così Luigi Telese ripercorre le tappe fondamentali della vita dello zio.

Vincenzo Telese era nato a Ischia nel 1907 e fin da giovane coltivò due passioni: il giornalismo e il turismo. Strano davvero. La sua giovinezza cadde proprio nel periodo fascista, un’epoca non idonea per coltivare passioni simili. Se il giornalismo per ovvie ragioni, era soffocato dal regime,  il turismo, concepito all’epoca come conoscenza, cultura, incontro e confronto tra i popoli, non era compatibile con le chiusure fasciste.  

Ma Telese era considerato un pazzo e nella sua vita confermerà sempre le doti da temerario. Negli anni ’30 fallì nel suo intento di fondare un giornale, che poi vide la luce con l’arrivo degli Alleati a Napoli nel 1943. In quegli anni ’30 però riuscì a creare il primo ufficio turistico dell’isola: l’Ufficio del Forestiero. 

Storicamente Ischia, che non disponeva di grandi strutture e di molti servizi, godeva di una buona considerazione turistica grazie alle terme. Su questa scia Telese  cominciò a operare tenendo sempre ben presente l’isola nel suo insieme.  

Erano anni difficili. Prima il fascismo, poi la guerra avevano ridotto gli Ischitani in uno stato di miseria. La pesca e l’agricoltura, che un tempo avevano quanto meno sfamato la popolazione, ora non bastavano più. Una svolta si rendeva necessaria. 

Telese da Sindaco del Comune d’Ischia e poi da Presidente dell’Ente Valorizzazione Isola d’Ischia si impegnò febbrilmente affinché l’isola ottenesse prima la corrente elettrica, poi l’acqua corrente e il potenziamento dei collegamenti marittimi. In questo modo si gettarono le basi per fare del turismo una vera e propria attività. 

Nella sua frenetica attività di giornalista, politico e pubblicitario, Vincenzo Telese riuscì a intessere una fitta reta di rapporti. Non a caso, quando negli anni ’50 il conte Marzotto venne in vacanza a Ischia, non si lasciò sfuggire l’occasione. Indusse l’imprenditore a investire sull’isola: nacque così l’Hotel Jolly 

Mentre Rizzoli cambiava il volto di Lacco Ameno, Marzotto metteva a Ischia una prima pietra per un cambiamento radicale. 

Lello Montuori ci mostra preziosi documenti d’archivio facendoci rivivere la prima seduta del Consiglio Comunale di Ischia nel 1946, dopo le prime elezioni democratiche, e la nomina di Telese a Sindaco. Molto toccante una lettera che Montuori legge. L’autrice è la maestra Franca Barile, la prima donna che in Italia sedette in un Consiglio Comunale. Era il 1960.
I tempi di Telese sono stati caratterizzati non solo da cambiamenti economici, ma anche da vere e proprie rivoluzioni culturali. Franca Barile scrisse la lettera in occasione del 47° anniversario della morte di Telese avvenuta d’improvviso nel 1970.

Considerazioni

Si poteva seguire anche un’altra strada?

La tenace opera di Vincenzo Telese ebbe un riscontro evidente su tutto il territorio isolano. Con il boom turistico a Ischia cominciò a fiorire il benessere, con conseguenze non sempre positive. In tutta l’isola spuntarono alberghi e case private. Alcuni imprenditori misero gli occhi sul Bosco della Maddalena, che era destinato diventare il sito di un grande albergo. In tutta Italia l’edilizia divenne un vero e proprio pilastro dell’economia, senza che vi fossero regole opportune per questo. 

Era davvero quella la strada da seguire? Luigi Telese sottolinea un aspetto inconfutabile. Sulla scorta di foto e immagini d’epoca siamo abituati a considerare l’ isola del periodo precedente al boom turistico come un paradiso. Invece le condizioni di miseria e di sofferenza erano tali che noi oggi neanche riusciamo a immaginarle.

Il cambiamento era certamente necessario. Tuttavia forse oggi possiamo dire che la strada della cementificazione a tutti costi, perseguita prima dagli imprenditori, poi dai privati, non è stata quella più consona. 

Vorrei qui ricordare che Cristofaro Mennella fin dal 1963 aveva lanciato l’allarme sui pericoli del turismo come unico sbocco. Le sue sollecitazioni tese a salvaguardare le possibilità della floricultura e della marineria sono rimaste lettera morta. Come mai una voce tanto prestigiosa non è stata ascoltata?

Ma soprattutto si poteva evitare la cementificazione?  Probabilmente sì. Dai documenti emerge che nel 1967 i sei sindaci dei Comuni dell’isola incaricarono un urbanista di prestigio, Corrado Beguinot, di formulare un piano regolatore. E tuttavia il progetto naufragò perché gli stessi sindaci che avevano incaricato l’urbanista, pretendevano tali e tante modifiche da rendere il piano praticamente inapplicabile. Poco prima di morire, Corrado Beguinot rilasciò al quotidiano il Dispari un’intervista che credo sia molto interessante. 

Il tema è ancora oggi al centro di innumerevoli discussioni e varrebbe la pena approfondirlo. Perché per capire Ischia – e forse l’Italia – di oggi è fondamentale conoscere quegli anni.

Io auspico che gli atti di questo convegno vengano presto pubblicati. Su Vincenzo Telese esistono poche pubblicazioni. Io stessa per alcune ricerche personali ho avuto difficoltà a reperire documentazione. A questo proposito voglio pubblicamente ringraziare Luigi Telese e Lello Montuori per avermi messo a disposizione il loro materiale

Laura Mattera Iacono

Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli

Per info ⇒ Contatti

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4 Dicembre 2023/0 Commenti/da Laura Mattera Iacono
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