Ischia e la storia della lastra scolpita
Una lastra scolpita con immagini sacre, murata sopra una porta del Vescovado di Ischia, è stata di recente riscoperta. Dato il suo valore, oggi è esposta al Museo Diocesano di Ischia Ponte. Sembra un’immagine chiara che racconta in maniera lineare il viaggio di Gesù dalla Galilea alla Giudea. Eppure Ilia Delizia ci propone altro.
L’epoca delle immagini
Viviamo nell’epoca delle immagini, siamo soliti dire.
Abbiamo messo da parte le parole, perché riteniamo che le immagini siano immediate, che comunichino tutto e subito, senza malintesi. L’esperienza che mi è capitata di recente sembra confutare tante convinzioni oggi molto diffuse.
È bene innanzitutto sottolineare un aspetto. In tempi antichi, a differenza di oggi, comunicare per immagini era indispensabile. Lettura, scrittura e tutto quello che si suole definire cultura erano appannaggio di pochi. Per divulgare un messaggio dunque bisognava creare un’immagine. Nell’antichità le immagini erano frutto di ingegno, di competenza e di profonda cultura. Per poter esprimersi attraverso le immagini create con lo scalpello o il pennello, bisognava essere ottimi artisti, ma anche conoscere l’argomento da divulgare in ogni sua sfaccettatura.
Non a caso le immagini sono state adoperate per diffondere il messaggio dei Vangeli e più in generale delle Sacre Scritture. Il presupposto però è che l’autore ne fosse un profondo conoscitore o che si affidasse a un esperto capace di leggere e trasmettere in un’immagine i simboli sacri.
Tutto questo mi riporta alla situazione davvero incredibile di cui voglio parlarvi e che ha stuzzicato la mia curiosità.
Mi è capitato di assistere in Biblioteca Antoniana alla presentazione di un volumetto che Ilia Delizia, storica dell’architettura, ha dedicato a un’immagine scolpita che racconta episodi tratti dai Vangeli. È lo studio approfondito del significato di un’immagine che in apparenza è semplice da comprendere, ma che a uno sguardo più attento lascia spazio a interpretazioni diverse. Il titolo è Il misterioso Viaggio di una lastra scolpita.
L’immagine racconta il viaggio che Gesù compie dalla Galilea alla Giudea. Il percorso è costellato di miracoli. Il più eccezionale è sembrato agli studiosi quello alla piscina di Bethesda (in ebraico casa della misericordia) a ridosso della Porta che immetteva nel recinto di Gerusalemme. Qui si accalcavano molti infermi in attesa di guarire grazie all’acqua della piscina che, secondo una credenza dell’epoca, in determinate circostanze diventava miracolosa.
Le scene dei miracoli di Gesù, come si potrà vedere ammirando la lastra, sono molto articolate. Qui ho dovuto semplificarle.
Secondo gli studiosi di Archeologia sacra altre due lastre raffigurano la stessa scena, anche se con piccole variazioni. Una è conservata al Museo Pio Cristiano in Vaticano, l’altra è murata sulla facciata della Cattedrale di Tarragona in Spagna. L’ipotesi storica è che le tre lastre in questione risalgano ai primi secoli del Cristianesimo, in particolare alla seconda metà del IV secolo dC, epoca in cui nelle botteghe artistiche romane fervevano attività volte a divulgare il messaggio evangelico. Secondo questa ipotesi, ciascuna delle tre lastre costituirebbe la fronte di un sarcofago destinato a qualche esponente di famiglia importante. Alcuni studiosi ritengono che a fungere da modello sia stata la lastra conservata al Museo Vaticano.
L’interpretazione di Ilia Delizia
Questi sono grosso modo i fatti, raccontati in estrema sintesi. Su questi fatti interviene Ilia Delizia che fornisce un’interpretazione più complessadell’immagine . E come lei stessa mi dice: “ Innanzitutto ho dato grande importanza a una scena che nessuno degli studiosi prima di ora ha osato interpretare. Si tratta della terza scena del pannello, quella che apparentemente non contiene miracoli. In essa si vedono due apostoli dalla espressione sconcertata e smarrita che osservano Gesù mentre si allontana da loro e si incammina da solo in direzione opposta”.
In questa scena Ilia Delizia riconosce la chiave per interpretare tutta la figurazione artistica e dare senso al viaggio. Si tratterebbe del momento in cui Gesù, per testimoniare l’amore del Padre, sta per varcare la porta che lo condurrà a Gerusalemme dove, secondo la cristianità, si compirà il più grande dei miracoli della storia dell’umanità: il dono della sua vita per la salvezza di tutti.
A presentare il volumetto di Ilia Delizia sono intervenuti il vescovo d’Ischia S.E. Pascarella, la direttrice della Biblioteca Antoniana, dott.ssa Annicelli e il prof. Giuseppe Luongo, noto vulcanologo. Proprio il prof. Luongo, un non addetto ai lavori, ha sottolineato un aspetto importante: come nella termodinamica, le interpretazioni diverse sono un arricchimento. Insomma, neanche la scienza fatta di numeri e statistiche, riesce ad essere esatta. Sicché è normale che anche la storia che raccontiamo sia un sistema aperto.
Per giungere alla sua conclusione, Ilia Delizia si è soffermata su un simbolo presente nella lastra: la porta (=passaggio) dentro cui è collocata la figura di Gesù.
Lo stimolo le è arrivato da Rossella Novella, una sua nipote acquisita e appassionata di cultura dell’immagine, che dispone di un occhio ben abituato all’indagine.
“Rossella – continua Ilia Delizia – mi ha insistentemente interrogata sul significato della scena descritta, visto che nessuno degli studiosi delle lastre di Bethesda vi faceva cenno. Anzi, alcuni non la consideravano nemmeno nella numerazione delle scene rappresentate. E di questo non si stancava di portare le prove documentarie corredate da letture sull’argomento. Dopo diverse resistenze, ho cominciato ad osservare l’immagine con l’occhio della storica dell’architettura e, attraverso la lettura dello spazio, arrivo al cuore della narrazione evangelica”.
Per Ilia Delizia un aspetto è di particolare rilievo. La lastra conservata al Museo Vaticano ha subìto nel tempo interventi e integrazioni notevoli che hanno cancellato tracce importanti della sua originarietà. Pertanto risulta difficile definirla come modello per le altre due. “Se non si può indicare un modello si può dire senza nessun dubbio che la lastra di Ischia ha il marchio dell’autenticità perché è arrivata a noi ben conservata“, spiega ancora la studiosa.
La colonna centrale, dunque, è il punto focale. Ilia Delizia arriva alla conclusione che la colonna con l’arco “non è uno sfondo per accogliere una scena, ma una profondità di campo”, cioè una porta che Gesù sta attraversando.
È opportuno sottolineare che all’epoca non si sapeva rappresentare la profondità, le immagini erano bidimensionali. Eppure, sostiene Ilia Delizia, abbiamo qualche traccia che ci induce a comprendere questo concetto. La rotazione del corpo di Gesù, la posizione dei piedi, il mutamento dello sguardo sono indizi che rivelano un cambio di direzione.
“Gesù – leggiamo nel volumetto – dopo i miracoli dei ciechi e dell’emorroissa, si stacca dai discepoli e rimane solo”, per poi attraversare la porta e lasciare la sua umanità, proseguendo il suo cammino verso un’altra meta. Manca dunque il riferimento alla morte, quindi è possibile che la lastra non sia la fronte di un sarcofago, ma sia nata come lastra e utilizzata per altri scopi.
Alla luce di tutto questo, la lastra ischitana può essere considerata unica nel suo genere e quindi ancora più preziosa.
L’ispiratore
Come accennato all’inizio, la realizzazione di opere come questa necessitavano di ottimi artisti e anche di persone colte e capaci di leggere e trasmettere con una immagine il messaggio evangelico. Chi è stato dunque l’ispiratore o meglio il regista della scena?
Un’ipotesi molto probabile è che si tratti di Girolamo, personaggio di spicco nella cultura del tra il IV e V secolo dC, che proprio nell’ultimo quarto del 300 era a Roma per studiare i classici latini e per tradurre i testi sacri dal greco e dall’aramaico. Non a caso oggi è considerato il Santo protettore dei traduttori.
Rimane un ultimo interrogativo: come è arrivata la lastra a Ischia e da chi è stata custodita?
Le ipotesi sono innumerevoli e per questo vi rimando alla lettura del volumetto. Il viaggio è molto avvincente. Così come è interessante scoprire quante e quali interpretazioni sia possibile dare a una “semplice” immagine.
Bibliografia

Ilia Delizia, Il Misterioso Viaggio di una lastra scolpita, pubblicazione del Circolo Georges Sadoul

Tempo Divino, Libreria Editrice Vaticana
Per gli orari di visita al Museo, visita la pagina > Mudis
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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