Forio è Forio
Per motivi personali non mi è stato possibile assistere agli eventi di ForioInChiostro, un variegato festival culturale ancora in corso a Forio. Per mitigare il dispiacere e sentirmi comunque dentro Forio, sono andata a rileggere una passeggiata di 3 anni fa. In quella giornata di pioggia, il Comune del Torrione ci apparve in tutto il suo splendore, Segno evidente che Forio non è solo tramonti da favola. Naturalmente la speranza è che ForioInChiostro mi dia una seconda possibilità il prossimo anno. Un caloroso applauso agli organizzatori.
Dal vecchio blog: 21 settembre 2018
Ieri mattina: cielo plumbeo, acqua a catinelle. “Che facciamo?” ci chiediamo Isabella e io mentre andiamo in macchina verso Lacco Ameno dove abbiamo appuntamento con Caterina la nostra amica milanese in vacanza a Ischia. Anna e Teresa sono rimaste a casa, ma al caffè con noi del Tavolo non si può rinunciare.
Andiamo a Forio, al Soccorso. Certo, la Chiesa del Soccorso è la più famosa di Forio, è quella dell’incontro tra cielo e mare, è quella dei tramonti da sogno, da favola. Ma la pioggia ci impedisce di fermarci sul promontorio. E allora? Entriamo in Chiesa. Ci sono entrata poche volte, lo confesso. Sono sempre stata distratta dal paesaggio circostante.
Appena pochi passi dopo l’ingresso mi fermo e mi giro sulla sinistra come attratta da una calamita. La cappella con il crocefisso catalano del XVI secolo mi mette quasi in soggezione. Provo a scattare, non so se mi riesce bene. Torno verso l’uscita: l’Epomeo con il cappello è uno spettacolo. Mi soffermo sui dettagli: quelle maioliche del’700 che adornano il sagrato non le avevo quasi mai notate.
Mentre Isabella continua a spiegare a Caterina la storia della Chiesa, io precedo le mie amiche all’uscita. Ho bisogno di un caffè. Il bar ristorante, lì di fianco alla Chiesa, è aperto e sembra aspettarci. Ci sediamo nella saletta interna, il caffè è ottimo e il mare proprio sotto di noi è uno spettacolo.
Smette di piovere. “Andiamo a Visitapoveri?” propone Isabella. È proprio a due passi, in piazza Municipio. È la Chiesa della Confraternita che ospita le opere di Alfonso Di Spigna, un artista locale di un certo rilievo che con le sue immagini spiegava le scene del Vangelo. La Chiesa è anche nota per la Statua dell’Angelo che la domenica di Pasqua viene portata in processione. Di corsa. Sì, perché l’Angelo corre dalla Madonna a riferire la Lieta Novella. Un evento, anzi una tradizione, cui la gente di Forio è molto legata.
Entriamo. Anche qui rimango intontita. Forse è per quella apparente semplicità che induce al raccoglimento. O forse per quel pavimento del ‘700, o per le opere di Di Spigna o per la Statua dell’Angelo che si intravede in Sagrestia. Da ultimo attraggono il mio sguardo le due finestrelle, proprio ai lati dell’Altare, che si affacciano su spicchi mare, su spicchi di mondo. Isabella racconta, io scatto foto. Usciamo. In piazza la Chiesa di S. Francesco d’Assisi è chiusa, così come l’attiguo Convento che pare sia in restauro.
Torniamo verso la Chiesa del Soccorso. Il sole pare voglia rompere il muro di nuvole. Ma Forio è Forio. Anche sotto la pioggia.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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