Ischia e le sue terme/5
L’approccio scientifico, come giustamente notava un lettore in un commento, è il fondamento dell’articolo di mio padre sulle Terme di Ischia. Qui di seguito la quinta parte
Molti di noi neanche sanno cosa siano esattamente le acque termali. E – ahimè – talvolta dimostrano di saperne poco perfino gli imprenditori che operano nel settore termale.
Negli anni in cui mi sono occupata prevalentemente di traduzioni, notavo in diverse brochure destinate ai turisti, strafalcioni di non poco conto. Questo contributo può aiutare a chiarirci le idee.
Ti può interessare
Le prime 4 parti dell’articolo.
Nella foto di copertina lo studio del dott. Consigli su La Radioattività termale, pubblicato dal Centro Studi Ischiaterme nel 1958
Cosa sono le acque termali?
Cenni tecnici
di Agostino Mattera Iacono
da Ischia e le sue Terme
Il Golfo 25 aprile 2010
È indispensabile a questo punto una breve introduzione tecnica. Che cosa sono le acque termali? E a che cosa servono?
Si dicono acque termali quelle acque calde (dal greco termos = calore) che in generale presentano un certo grado di radioattività. Come dimostrò già all’inizio del Novecento lo studioso Imbò, l’alta temperatura proviene da una frattura geologica che provoca l’emersione di gas ad altissima temperatura, i quali termalizzano le acque e i gas delle zone sovrastanti.
La radioattività termale è legata alla radioemanazione alfa (o radon) presente in quantità più o meno elevata in tutte le acque termali. Gli studi effettuati da specialisti radiologi in ogni parte del mondo, hanno escluso la presenza nelle acque termali di radioemanazioni dannose per l’uomo. Per contro, il radon ha proprietà terapeutiche, perché esercita azione di riequilibrio del sistema nervoso e ha il potere di ionizzare i sali presenti nelle acque minerali, rendendoli elettricamente attivi.
Molte delle nostre acque sono salso-solfato-alcaline ed hanno efficacia terapeutica in casi di reumatismi cronici degenerativi (artrosi) e dismetabolici, esiti di fratture e distorsioni, anchilosi, nevriti e tendiniti croniche, obesità etc..
In alcuni casi le nostre acque presentano anche grandi quantità di ioni di magnesio e sono pertanto indicate per eretismo nervoso, distonia neuro-vegetativa, cardiopalmo, turbe endocrine ed in modo particolare disfunzioni dell’apparato sessuale sia maschile che femminile.
I fanghi sono costituiti da sostanze inorganiche messe a maturare per un tempo sufficiente in acqua termale. L’argilla, componente fondamentale del fango, è costituita da particelle microscopiche che, a contatto con l’acqua termale, hanno il potere di adsorbire sul proprio corpo gli ioni “cloro, sodio, potassio, magnesio etc.” delle acque termali con le quali rimangono a contatto.
Il legame che unisce il granulo elementare di argilla con le sostanze attive dell’acqua minerale è molto labile, per cui tali sostanze sono disponibili per l’assorbimento attraverso la cute che, a sua volta, ha un potere selettivo specifico, nel senso che l’assorbimento avviene per le particolari sostanze elementari di cui l’organismo ha bisogno.
Un’altra via di assorbimento, specialmente di microelementi come Rame, Manganese, Magnesio, etc., spesso carenti nelle diete moderne, è quella respiratoria mediante inalazione spontanea di tali elementi di cui è ricco l’ambiente della cabina termale, o durante i trattamenti inalanti.
Altro fondamentale meccanismo attraverso cui si esplica l’azione termale, è quello di una stimolazione di tutto l’apparato neuro-endocrino, sia mediante stimolo termico (fanghi), sia meccanico (docce), sia elettrico, tramite la stimolazione da parte degli ioni, con carica elettrica libera, presenti nell’acqua termale e nei fanghi, sulle terminazioni nervose del derma.
Tale azione di stimolo, a cui corrisponde una reazione dell’asse ipofisi/surrene/gonadi, è alla base della Reazione Termale clinica che il paziente termale spesso accusa dopo alcuni giorni di trattamento, con sensazione di astenia, accentuazione della sintomatologia dolorosa, lieve insonnia.
A tale reazione corrisponde una Reazione Termale Biologica che si evidenzia con un aumento degli indici di flogosi. A distanza di 10/20 giorni,, gli indici di flogosi si normalizzano e tali persistono per diversi mesi, ed il quadro clinico del paziente termale evidenzia un netto miglioramento.
I trattamenti termali sono controindicati durante la fase acuta degli stati morbosi, durante le malattie febbrili, nelle cardiopatie non perfettamente compensate.
E’ necessario attenersi strettamente alle indicazioni del medico termale, perché una cura praticata in eccesso può risultare dannosa, quella in difetto può essere inutile. Durante la crisi termale, frequente fra quarto e sesto giorno di cura, è utile sospendere il trattamento per uno o due giorni.
(continua)
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
Per info ⇒ Contatti












Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!