Milano da scoprire
Milano è la città del fare e dell’apparire, con l’antico e il moderno che sembrano fare a botte, con le persone che ti accolgono, come mai t’aspetti. Milano è una città da scoprire con tutte le sue contraddizioni.
Milano in autunno
Il ritorno in città dopo tanto tempo
Una fiera di moto che mi interessa poco è la ghiotta occasione per tornare a Milano, una città che amo molto. Arrivo con il mio compagno di viaggio in un giovedì pomeriggio grigio e piovoso. Uscendo dalla stazione il Pirellone e l’Hotel Gallia mi appaiono tristi, più che maestosi. A ben pensarci, è la prima volta che vengo in pieno autunno. Come ormai da anni, Il mio alloggio è a Porta Nuova, poco distante dalla Stazione Centrale.
Anni fa avevo scelto quell’albergo su consiglio di un’amica. Era un 3 stelle, ottimo per rapporto qualità-prezzo, posizione e cortesia. Ora ha cambiato gestione per diventare un 4 stelle. Sarà perfino migliorato, ho pensato.
Ma quando entro in albergo, sobbalzo. Luci soffuse, musica a volume abbastanza alto, personale giovane e non proprio cortese. “Il wifi? Deve registrarsi, non è automatico”. La colazione, non inclusa, è spartana e servita a tavoli con sedie scomode. In camera la pulizia non è impeccabile, neanche l’ombra di un armadio e di una sedia, solo una staffa e una stampella, in bagno qualche pezzo igienico non è perfetto. E per avere il telecomando TV dobbiamo reclamare più di una volta.
Credo che sia diventato un albergo per giovani. Loro vivono di notte, magari non fanno tanto caso ai servizi e della colazione non gliene importa niente. Ma gli standard di qualità? Ho sempre sentito dire che a Milano sono super controllati. Mah.
Il mattino dopo ci conforta una pasticceria lì nei pressi. In vetrina cornetti, torte, perfino la Sacher. Il caffè è discreto anche se servito in tazzina fredda. Pare che i Milanesi abbiano fretta, non hanno il tempo per gustare il caffè. Eppure al tavolo accanto al nostro, due signore chiacchierano tranquillamente facendo a metà con il cornetto, come tempo fa capitava al nostro tavolo.
A pochi passi da lì il quartiere nuovo, quello creato per Expo 2015 Era una zona verde da rigenerare, ora è diventata una zona di cemento.
Il bosco verticale, orgoglio meneghino, non è altro che un energumeno di cemento con alberi sui balconi. Le aree verdi sono state eliminate, gli alberi spostati sui balconi e sui tetti. Un controsenso. A poca distanza una Chiesa di fine Ottocento, dedicata a San Gioachimo, sembra schiacciata, ma resiste.
È proprio lì, ai piedi di quei palazzi enormi, che al solo guardarli ti gira la testa, ci aspetta Caterina, l’amica che viene sempre in vacanza a Ischia. E così prendiamo il nostro secondo caffè, tra quattro chiacchiere e un po’ di risate.
Parliamo di lavoro, come è normale che sia. Con il nuovo che avanza il mondo della traduzione è in crisi. L’ingresso prorompente dell’intelligenza artificiale ha creato illusioni. Si traducono in fretta grandi quantità di parole, senza far troppo caso all’anima del testo. In effetti, in ogni settore, la qualità costa e in pochi sono disposti a spendere.
Diamo appuntamento a Caterina a Ischia e ci tuffiamo nella Milano classica. A piedi, il Duomo dista circa 20 minuti di cammino.
E così ci inoltriamo in un quartiere storico, tocchiamo via Solferino e via Moscova e passiamo per via Manzoni. Il Museo Poldi Pezzoli mi tenta, ma non c’è tempo, lo metto in agenda per la prossima volta. Finalmente arriviamo in piazza della Scala, dove ci attende la statua di Leonardo. Tanta grandezza merita una sosta, prima di entrare in Galleria, il salotto della città con i negozi di grandi firme. Sbuchiamo in piazza Duomo. E qui la maestosità attrae, non disturba, non ti schiaccia. Anzi, ti avvolge. Rimaniamo incantati con la testa per aria a guardare le statue e le figure di animali che sembrano balzare giù.
Torniamo in albergo a riposare. Abbiamo un invito a cena da due Milanesi doc.
Germana e Daniele
A cena a Milano
E quel calore che ti sorprende. Per me Germana è la mamma di Aniti, la storica associazione traduttori e interpreti. Ricordo bene i suoi rimbrotti quando per motivi personali me ne sono allontanata. Credo che non me l’abbia mai perdonata. Ma i nostri rapporti sono rimasti intatti, il sentire umano è qualcosa che va oltre. In lei ho sempre visto un punto di riferimento, non solo professionale. Ci invitano a cena lei e suo marito Daniele, in un antico locale un po’ distante dal centro. Mangiamo benissimo, a base di carne, verdure e dolci.
“Questa una volta era una pizzeria, la frequentavo da studente”, ci dice lui.
Ora è tutto cambiato, è un locale di prim’ordine. Ma è giusto cambiare, sottolinea Daniele, da buon milanese. “La vecchia pizzeria non poteva rimanere così. I tempi cambiano, bisogna adattarsi e guardare avanti”. Sì, giusto guardare avanti. Talvolta però sembra che nella frenetica corsa al cambiamento, Milano tralasci le cose belle. Per fortuna rimangono intatte persone come Germana e Daniele. E serate come queste sono indimenticabili.
In Fiera a Rho
Eicma, l’evento internazionale delle due ruote
L’indomani mattina andiamo alla Eicma, l’esposizione internazionale delle due ruote.
Non ero mai stata alla Fiera di Rho. È ben collegata con il treno e metro, ma qualcosa negli ingranaggi del biglietto elettronico sembra non funzionare. L’ipertecnologia a volte si inceppa.
Una volta arrivati mi sento spaesata. Mi sembra di essere in un vero e proprio paese con tante capanne tenute insieme da immancabili punti di ristoro. Impieghiamo circa mezz’ora per raggiungere il padiglione.
Ma ci siamo. Un breve giro tra le moto e l’allegria dei giovani. E poi di corsa in stazione centrale a prendere il treno per Napoli.
Milano ha ancora tanto da dirmi. Alla prossima
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Condivido molte delle tue osservazioni … ti aspetto la prossima volta 🙂
Grazie! Io ti aspetto a Ischia
Sono contenta che tu sia venuta un po’ più vicino a me anche se l’ospitalità non è stata delle migliori … mi riferisco ovviamente all’albergo e non ai tuoi amici!
Peccato davvero aver perso Poldi Pezzoli ma se c’è una cosa costante da queste parti è proprio il tempo tiranno … le liste di cose da fare ormai vivono di vita propria …
Certo che per chi è abituato a immersioni nella natura sentire parlare di bosco in quel senso è al limite dell’eresia.
Peccato che nemmeno il caffè sia stato ottimale 🙁
Mia cara, il caffè per me è un modo per stare insieme e con le persone sono stata bene. Il Poldi Pezzoli è in cima ai desiderata per la prossima volta e sono sicura di tornare presto. Tu invece? Quando vieni a Ischia?