Forio: il restauro della Chiesa di Visitapoveri
Il restauratore. Chi è e cosa fa? È una persona che costruisce un ponte tra passato e futuro. Prende un oggetto antico danneggiato, lo tocca, lo analizza, lo interroga, prova a a capire quale messaggio volesse trasmettere. Poi interviene, operando con cautela e sapienza, in modo che quell’oggetto possa rivivere nel presente e resistere alle insidie del futuro.
È il pensiero che mi è venuto in mente, tornando da Forio, dove ho incontrato un restauratore.
Ricordate la ⇒ Chiesa di Visitapoveri? L’anno scorso vi ci ho portato per i preparativi della ⇒ Corsa dell’Angelo e per raccontarvi un po’ della sua meravigliosa storia. Per qualche tempo la Chiesa è stata chiusa per restauro. L’attenzione è rivolta in particolare al prezioso pavimento del ‘700. A che punto sono oggi i lavori? Teresa e io siamo andate a curiosare.
Maria Anna Verde, priora della Congregazione di Visitapoveri, me ne aveva parlato in settembre. Dalla fine di quel mese la prestigiosa Chiesa di Forio sarebbe stata chiusa per lavori di manutenzione e restauro. “Ma per Pasqua saremo sicuramente pronti per la tradizionale corsa dell’Angelo”, aveva tenuto a precisare. Infatti il noto evento della Pasqua foriana si è tenuto anche quest’anno con il consueto successo. Quando le ho telefonato per sapere a che punto fossero i lavori, mi ha subito invitato: “Vieni tu stessa a vedere. Siamo a buon punto, la Chiesa è aperta e funzionale”.
Così un pomeriggio Teresa e io siamo andate a curiosare.
Maria Anna Verde ci accoglie in sagrestia con la consueta cordialità. “Come ti avevo preannunciato – mi dice subito – i lavori al pavimento sono particolarmente delicati. Sono effettuati quasi esclusivamente con fondi della Conferenza Episcopale italiana sotto la stretta sorveglianza della Sovrintendenza che ha chiesto di effettuare interventi conservativi. E ci siamo dovuti attenere alle disposizioni, come ti spiegherà meglio il restauratore”.
Accanto a lei un signore dall’aspetto giovanile. È il restauratore. Si chiama Marco Simeone e ha già tanta esperienza nel suo lavoro. “Vivo ad Avellino, mi sono diplomato alla scuola di Restauro di Roma e lavoro nel settore dal 1995. Sono spesso a Ischia. In passato ho operato allo Spirito Santo di Ischia Ponte, poi a Santa Restituta a Lacco Ameno, attualmente lavoro in Cattedrale”.
Nonostante l’aspetto, non è più giovanissimo, dunque. D’altra parte, il lavoro che gli è stato affidato richiede competenza ed esperienza. Il pavimento della Chiesa è una vera opera d’arte: risale al ‘700 ed è stato realizzato dal riggiolaro Ignazio Chiaiese. In effetti versava in condizioni alquanto critiche, forse per il gran numero di persone che accede alla Chiesa.
“L’usura di un pavimento ha sempre tante ragioni. – spiega Marco – Sicuramente il camminamento è una di queste, ma non dobbiamo trascurare l’umidità”.
A questo proposito i lavori nella cripta sottostante hanno avuto un ruolo. Come spiega Maria Anna Verde: “Dalla fine di settembre a dicembre, prima ancora di mettere mano al pavimento, ci siamo occupati della cripta. Abbiamo sistemato gli spazi, eliminando i materiali di risulta che vi erano stati accumulati e abbiamo recuperato i resti dei defunti sepolti. Di conseguenza lo spazio interno della cripta è aumentato e ora ci vorrà tempo perché l’umidità venga assorbita del tutto”.
E Marco sottolinea: “Questo aspetto sta condizionando il mio lavoro. Io ho cominciato in gennaio. In alcuni punti non ho avuto difficoltà, in altri, quelli in corrispondenza della cripta, lo stucco ceramico che avevo apposto, si è sollevato. Quindi ho dovuto sostituirlo con uno stucco fibrato a base di calce che meglio si adatta all’umidità e ai cambiamenti igroscopici, cioè a quei un cambiamenti di ambiente che in questo caso sono dovuti agli scavi.”. Ci vorrà pazienza, dunque.
La Sovrintendenza ha chiesto un lavoro conservativo. Cosa significa esattamente?
Marco prova a spiegare: “La Sovrintendenza chiede innanzitutto di effettuare tutte le operazioni che blocchino il degrado, quindi il consolidamento e la stuccatura di tutte le lacune, Per quanto riguarda l’intervento estetico la Sovrintendenza ha prescritto l’integrazione delle piccole lacune tralasciando quelle più grandi”.
Un attimo di pausa, poi Marco prosegue: “Io però propongo in alcuni punti l’integrazione con la tecnica del neutro a colore, realizzando una campitura di colore senza sfumature né dettagli per suggerire ciò che manca nelle lacune più grandi. Vi mostro qualche esempio”.
Entriamo in Chiesa. Marco ci mostra alcune mattonelle che ritraggono un uccello in volo. Un’ala è ben conservata e tutti i dettagli sono ben definiti. Sull’altra invece Marco ha dovuto lavorare, ma il suo intervento si è limitato a integrare le parti mancanti con il colore marrone. L’immagine parla chiaro.
Marco intanto ci mostra anche altri particolari. “Alcune mattonelle presentano lacune sulle quali dovrò intervenire”.
Un altro aspetto è di particolare interesse. Proprio all’ingresso il pavimento presentava mattonelle estranee al corpo originale. “Evidentemente – spiega ancora Marco – qualche decennio fa è stato effettuato un intervento per sistemare un cavo all’interno della cripta. Forse un filo elettrico per portare la corrente elettrica. Alcune mattonelle si sono rotte e così il pavimento è stato integrato con mattonelle del tutto estranee. Abbiamo rimosso le mattonelle estranee sostituendole con altre grezze di cotto, di eguale misura e patinate”.
Maria Anna Verde conferma: “All’interno della cripta abbiamo trovato un cavo. Abbiamo chiesto in giro alle memorie storiche del paese. Ma nessuno ricorda. Presumibilmente si tratta di un intervento degli anni ’50”.
Quando termineranno i lavori? “Per fine maggio”, risponde Maria Anna. Marco sorride: “Non credo di riuscire. Ci vuole tempo e pazienza”.
Ma quando il lavoro sarà concluso, saranno prese misure per la conservazione del pavimento?
Pronta la risposta di Marco: “Io suggerisco un tappeto in metacrilato, un materiale trasparente che garantisce la conservazione. Poi naturalmente si possono aggiungere i classici dissuasori, formando una sorta di passerella”.
Aspettiamo dunque che Marco completi l’opera. Sperando di poterla ammirare quanto prima possibile. Intanto la Chiesa sarà chiusa fino ai primi di giugno.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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