Il bosco della Maddalena
- La mia prima escursione nel verde di Ischia, in una natura bella, ricca e varia che tuttavia riserva anche qualche brutta sorpresa
Da bambina amavo il verde, la natura, la vita all’aria aperta. Ischia all’epoca era bellissima. Eppure io mi limitavo ad ammirare dal basso quelle colline che, dovunqe mi trovassi, riempivano il mio sguardo non appena alzavo gli occhi. I sentieri scoscesi – pensavo – non sono alla mia portata. La mia prima volta all’Epomeo da ragazzina era stata disastrosa al punto che qualsiasi idea di escursione nel verde mi metteva la pelle d’oca. Perfino nei lunedì di Pasquetta quando tutti si sentono in obbligo di prendere d’assalto boschi e pinete, io preferivo mangiare un panino su una spiaggia o in un prato sotto casa.
Ma come vi ho raccontato, la mia vita da traduttrice mi ha spinto fuori dalla stanza, dalla chiusura, dalla paura. Le traduzioni de La pietra cantante e de La famiglia fortunata mi hanno talmente coinvolto da scatenare dentro di me una curiosità dirompente.
Un giorno un signore che ama molto passeggiare nel verde di Ischia perché appassionato di funghi, mi dice: “Vieni con me qualche volta, ti indicherò sentieri abbastanza semplici dove potrai imparare a camminare. Poi piano piano, con un po’ di allenamento aumenterà la fiducia e potrai affrontare anche passi più difficili”. Per prima cosa l’esperto mi consiglia di procurarmi dei bastoncini, non necessariamente quelli sportivi. Bastano due pezzi di canne di bambù. A Ischia se ne trovano facilmente e si riconoscono dalle canne più comuni perché sono grosse e resistenti. “Ti aiutano in salita, ma sono anche un giusto supporto in discesa soprattutto se hai paura di scivolare”.
Ed è così che un po’ di anni fa nel periodo di Natale, in pieno inverno, comincia la mia avventura. La meta proposta è il bosco della Maddalena, un luogo facilmente individuabile. Chi arriva a Ischia in aliscafo o in traghetto lo avvista subito se appena alza lo sguardo: è la seconda collina sulla destra del porto. Un bosco magico che tuttavia oggi è al centro di forti discussioni: l’incuria degli ultimi anni rischia di farlo morire. Le vie di accesso sono diverse, noi quel giorno scegliamo quella più semplice. Da Ischia ci dirigiamo in auto verso Barano, all’incrocio di Piedimonte svoltiamo per Fiaiano e in piazzetta prendiamo la stradina che sale verso l’alto e conduce in quella zona che tutti conoscono come il Cretaio.
Gli scorci panoramici che già si intravedono dalla strada carrabile, con il castello circondato dal mare e dal verde delle colline, sembrano darci una sorta di benvenuto. Costeggiamo il Maneggio, superiamo la Chiesetta del Crocefisso e poco dopo arriviamo all’ingresso del bosco. Siano nel Comune di Casamicciola.
Dopo un ampio viale ci accoglie un breve tratto in salita a gradoni. Io mi aiuto con in bastoncini, forse più per l’emozione che per vera necessità. Il mio esperto ha ragione: il passo è molto semplice. Trovo il modo di guardarmi intorno. Tra alberi alti e vegetazione molto fitta, la luce del sole stenta a far capolino. Poi un tratto in discesa. E qui già si nota la trascuratezza: pini vecchi e giovani toccati dalle fiamme degli incendi hanno la base annerita e stanno per morire. Perché non si interviene? Ma mentre discutiamo, arriviamo in un punto che mi lascia senza respiro. Il porto d’Ischia incorniciato dal verde è una visione maestosa. Mi sembra di poter spiccare il volo e saltare su uno di quei traghetti in partenza.
Ma siamo solo all’inizio. L’emozione continua. A presto


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e letterario e scrivo in italiano per il web
Al tavolo di Amalia 






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