Il viaggio di una foto
Salvatore Marino Iacono è una nostra vecchia conoscenza . In primavera prese un caffè al tavolo e ci raccontò la sua attività. È un appassionato della storia di Ischia, un abile collezionista di foto e materiale d’epoca che conserva e mette a disposizione di tutti. La sua pagina social Ischia d’altri tempi è un vero pozzo di informazioni e meraviglie.
In questi giorni tragici, si è trovato al centro di uno strano episodio. Scopriamo insieme cosa è successo
Siamo nei giorni della tragedia di Casamicciola. Ci sono dispersi ma il numero dei morti non è ancora accertato. Alla fine ne conteremo 12.
L’entità dell’evento è comunque chiara: una colata di fango che è partita dal Monte Epomeo ha travolto case e strade nella parte alta del Comune per poi arrivare fino al mare.
Si comincia a discutere di colpe e responsabilità. I media nazionali puntano il dito contro i cittadini dell’isola che avrebbero costruito troppo. Tra lacrime e rabbia, a Ischia il dibattito si fa fervido. Una cosa tuttavia è certa: la colata di fango è stata devastante non solo per la quantità e la violenza della pioggia, ma anche per la mancata manutenzione della montagna che non è nuova a episodi del genere. Una colata di fango di violenza simile si verificò nel 1910 causando una decina di morti.
A un certo punto sui social compare una foto antica, senza firma né data. Mostra le briglie che tenevano in sicurezza un versante del Monte Epomeo.
La foto, talvolta priva di commento e di didascalia, fa il giro dei social e dei blog.
Alcuni sostengono che i lavori siano di epoca fascista e tanto basta a far strombazzare che Isso ha pur fatto qualcosa di buono e che a quei tempi la tragedia non si sarebbe verificata o comunque non avrebbe assunto contorni tanto drammatici.
In alcuni gruppi social si sostiene invece che quei lavori risalgano all’epoca borbonica e anche in questo caso si dà fiato alle trombe: “Ah i… Borboni, che nostalgia”.
Anche io casco nel tranello e sulla pagina social condivido la foto dal profilo di un personaggio pubblico, mantenendo, come da buona prassi, nome e cognome del divulgatore.
Si tratta di un personaggio pubblico – non ischitano – che sostiene che la foto è stata raccolta da un tale ambientalista.
A questo punto interviene Salvatore Iacono e scrive in un commento che quella foto rientra in un fascicolo, munito di data e di dettagli, che lui stesso ha acquistato tempo addietro pubblicandolo sulla sua pagina.
Rimango di sasso e nello scusarmi chiedo a Salvatore di spiegarmi l’accaduto.
Davanti a un buon caffè., Salvatore mi mostra il voluminoso fascicolo:
“L’ho comprato in un negozio di antiquariato nel maggio di quest’anno. Conservo ancora la ricevuta. L’ho pubblicato subito sulla mia pagina”. Eravamo nel maggio 2022.
I documenti mostrano chiaramente la data di inizio (1935-36) e conclusione dei lavori (1948).
Quindi sono lavori che iniziano in epoca fascista e terminano dopo la guerra.
E c’è ancora un altro aspetto da considerare. Salvatore, che ha dimestichezza di queste cose, ha studiato bene le carte e ha notato che i lavori si riferiscono a briglie effettuate lungo la collina e il torrente del Fasaniello, in una zona del Monte Epomeo che costeggia quella in cui si è verificato l’evento del 26 novembre. “Non è la stessa cosa”, mi dice ancora.
La foto è stata estrapolata da un gruppo di foto e divulgata in maniera errata.
Ma perché? Per vanità? Per fini propagandistici?
“Sono sempre contento – commenta Salvatore – quando si condividono le mie foto. Il mio archivio è a disposizione di tutti e anzi credo sia importante che tutti possano accedere ai documenti. Tra l’altro è stata mia premura contattare le autorità per mettere a disposizione questo fascicolo che forse potrà fornire dati importanti per il futuro”.
Insomma, Salvatore non è uno che nasconde i suoi gioielli. “Quello che mi infastidisce è che il materiale che ho acquisito, sia divulgato senza il mio nome”.
Non dovrebbe essere difficile capire la fatica che c’è dietro l’attività di ricerca di Salvatore che dedica il suo tempo libero a individuare materiale utile per la comunità. Tra l’altro, oltre al tempo e alle energie, questo tipo di attività è dispendiosa anche da un punto di vista economico.
Perché non premiare l’autore con una semplice, dovuta menzione? Salvatore non chiede altro.
Come se non bastasse, estrapolare una foto da un fascicolo è fuorviante.
Amaro il commento finale di Salvatore: “Tra i personaggi pubblici l’unico a chiarire la situazione è stato Giuseppe Colella, un politico di Forio, che sui suoi social ha postato le foto per poi chiarire l’equivoco pubblicando anche il mio nome. In altri casi, pur inviando continui solleciti pubblici e privati, non ho avuto risposta”.
Comportamento davvero discutibile. Non credete anche voi?
Intanto di Salvatore parleremo ancora. Eh sì… perché la sua attività è davvero straordinaria.
A presto
La foto di copertina ritrae il fascicolo ed è pubblicata per gentile concessione del proprietario Salvatore Marino Iacono
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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