Quando muore qualcuno
“Quando muore qualcuno, bisogna pensare ai vivi!“
Me lo diceva sempre Lui e rivelava in questo la sua mentalità da medico. “Finché una persona è malata e soffre, bisogna fare di tutto per aiutarla a star bene o almeno a lenire il dolore. Ma quando è morta, è inutile rimanere in lutto. Piuttosto diamoci da fare, pensiamo ai vivi, a quelli che rimangono e soffrono per la perdita, o a quelli che sono malati e hanno bisogno di soccorso…”
Eppure pianse come un bambino quando nel 2009 morì Anna De Felice, sotto il fango dell’alluvione. Vedeva quelle immagini tremende che scorrevano in TV e non riuscì a trattenere le lacrime. “Non abbiamo saputo proteggere una ragazza”, mi disse tra le lacrime.
Non dovrà più succedere, si disse allora. E invece è successo ancora.
Dopo la tragedia di Casamicciola del 26 novembre scorso, domani l’isola sarà in lutto. Per una volta le 6 amministrazioni comunali sono state concordi. Domani mattina si svolgeranno in forma privata i funerali di Eleonora e Salvatore. Poi sarà la volta di tutti gli altri, sempre in forma privata come hanno chiesto i congiunti e come credo sia giusto. Evitare passerelle in questi casi è la cosa migliore.
Condivido tutte le manifestazioni di cordoglio previste durante la funzione religiosa, dalle bandiere a mezz’asta alla chiusura di uffici e attività commerciali.
E tuttavia dobbiamo rialzarci presto e pensare ai vivi, come diceva mio padre, il Dottore.
Proprio in memoria delle vittime – persone giovani, giovanissime e bambini – dobbiamo impegnarci per il nostro presente e il nostro futuro.
Dobbiamo lavorare sodo per tutelare i vecchi e i bambini e restituire sogni e speranze ai nostri giovani che tanto si sono adoperati nel fango di Casamicciola.
È necessario trasformare il dolore in energia positiva perché c’è tanto da fare.
L’ isola, la nostra terra, soffre. È il momento di prendercene cura e capire dove abbiamo sbagliato, senza farci offuscare la mente dagli attacchi mediatici, portati avanti da persone che non sanno di cosa parlano. Non copriamoci gli occhi: di errori ne abbiamo commessi.
In questi giorni tragici, Ischia ha riscoperto un senso di solidarietà e di comunità che credeva smarrito. Facciamo in modo che questi sentimenti durino nel tempo e non si smarriscano ancora.
Prendiamo in mano la situazione, facciamo valere la forza della comunità, del NOI.
Un abbraccio alle famiglie e a tutta l’isola.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Rinnovo la mia grande ammirazione per tuo padre.
Grazie, Claudia