Ischitani pescatori di corallo
Guy Attanasio è un personaggio che ha tanto da raccontare. Vive in Francia, ha origini ischitane, trascorre molto tempo oggi a riscoprire le sue origini. Recentemente è venuto al Tavolo per parlarci di tante novità. Prima di raccontarvi del nostro incontro recente, vorrei riproporvi l’articolo che scrissi due anni fa, in occasione di una conferenza che Guy Attanasio e Pascal Scotto di Vettimo tennero alla Biblioteca Antoniana di Ischia sui pescatori di corallo
Dal vecchio blog: 15 maggio 2019
È un racconto di Terra e di Mare quello che abbiamo vissuto lunedì 6 maggio 2019 alla Biblioteca Antoniana di Ischia grazie al Museo del Mare. Vissuto è proprio la parola adatta. I due amici franco-italiani Pascal Scotto di Vettimo e Guy Attanasio, con il loro racconto hanno permesso al numeroso pubblico di vivere emozioni inenarrabili.
Dopo il benvenuto della direttrice Lucia Annicelli e la presentazione del prof. Gallù a nome del Museo del Mare, è Pascal Scotto di Vettimo il primo a prendere la parola. E qui comincia un maestoso viaggio via terra. Pascal è nato in Francia, la mamma in Marocco, il nonno in Algeria, il bisnonno era di Procida, la bisnonna di Ischia.
A un certo punto della sua vita Pascal comincia a sentire il bisogno di ricostruire le sue origini, di conoscere i luoghi in cui i suoi antenati italiani hanno vissuto e dai quali sono poi partiti per terre assaje luntane. Nel 2003 fonda un’associazione La grande Famille de Procida et Ischia per raccogliere il maggior numero possibile di persone che hanno origini lontane dal paese in cui vivono.
Pascal parte per l’Italia “senza neanche conoscere l’italiano” e comincia una lunga e paziente opera di ricerca. Incontra persone, visita quei luoghi che devono essere stati cari ai suoi antenati. Impara in fretta l’italiano e si reca negli uffici comunali per trovare tracce del suo passato. E presto scopre che sono le Sacrestie le sue fonti migliori. La Chiesa storicamente ha una capacità archivistica straordinaria. “Vivo per giorni chiuso nelle Sacrestie”, ci dice ridendo. E così riesce a ricostruire nomi di persone, nascite e matrimoni. Intanto la sua creatura “La grande Famille de Procida et Ischia” cresce, ottiene adesioni, tante persone sparse per il mondo hanno voglia di scoprire.
Ed è la volta di Guy Attanasio, che invece ci conduce in un avventuroso viaggio via mare.
I suoi antenati, pescatori di corallo, sono emigrati da Ischia in l’Algeria a metà dell’800, poco dopo l’Unità d’Italia. Guy ci parla del corallo, ci spiega che cos’è e perché alcuni pescatori si specializzavano in questo tipo di pesca.
Con l’ausilio di alcune immagini, ci presenta le barche adoperate un tempo, gli strumenti artigianali della pesca. E così vediamo che la pesca del corallo era diffusa nelle nostre zone, in particolare a Torre del Greco, fin dal ‘400. Qui da noi anticamente le condizioni ambientali erano ottimali per la formazione dei banchi di corallo. Un documentario del 1955 ci mostra la fatica, la forza di quei giovani pescatori. Mentre le immagini in bianco e nero scorrono sullo schermo, avverto un brivido lungo la schiena.
Intanto Guy continua il suo racconto. Tonio, suo bisnonno, era un pescatore di Ischia Ponte ed era soprannominato mangia mare per il suo coraggio nell’affrontare il mare anche in circostanze impossibili. Era noto anche come pescatore di corallo.
Ma cosa spinse Tonio a lasciare Ischia e a stabilirsi a La Calle, oggi El Kala, in Algeria? Certo le coste algerine erano spesso la meta delle sue battute di pesca di corallo. Ma perché abbandonò Ischia e l’Italia? Il corallo qui non rendeva più? La difficile situazione economica? Le difficoltà che seguirono all’Unità d’Italia? Probabilmente un insieme di questi tre elementi. In ogni caso Guy ha sentito il bisogno forte di ricostruire le sue origini dal momento in cui è diventato padre. Da quel momento, ha avvertito la necessità di ritrovare le tracce della sua famiglia.
È stato un racconto di terra e di mare, un racconto di emigrazione e di calore. Un racconto che di questi tempi ti scalda il cuore.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Ti ringrazio nuovamente Laura: mi ero davvero persa questo racconto che invece è molto interessante.
Chissà se in Algeria permane una sorta di specializzazione nel corallo parallelamente a quella di Torre del Greco.
Grazie per l’interesse, Claudia.
Non sono sicura che in Algeria sia rimasto qualcosa di quell’antica arte peschereccia. Io credo che il corallo fosse poi inviato a Torre del Greco, non lavorato il loco. Chiederò e ti farò sapere. Un abbraccio