Ischia: un compleanno negli anni ’70
Vi ho parlato in Ischia negli anni ’70: La Virgola di un certo modo di vivere a Ischia in quegli anni. Il gruppo, il collettivo, le comitive erano aspetti belli che rendevano piacevole la vita di noi giovani.
Ma c’è il rovescio della medaglia. Come vivevamo in famiglia? Come recepivano i genitori i cambiamenti di quegli anni? La repressione era forte, anche perché a Ischia, come in tutte le piccole località, “la gente parla”. Ed era – e ancora oggi è – difficile sfuggire a quel tipo di controllo.
Vi riporto qui una storia che mi è stata raccontata tempo fa. Una donna mi racconta come festeggiò i suoi diciotto anni
Aspetto Teresa al nostro tavolo e, non so perché, mi viene in mente una storia che un’amica mi ha raccontato un po’ di tempo fa.
Era una ragazza fragile e spaurita, a dispetto della rabbia e della voglia di urlare. Ma quella sera di novembre si sentiva forte e importante: compiva 18 anni.
Era la fine degli anni ’70, lei frequentava i ragazzi di via Antonio Sogliuzzo, sì insomma, era una gruppettara. Ma era la più giovane, o meglio la più piccola. I suoi compagni potevano uscire di sera, fare tante cose, tutto quello che a lei era vietato.
Per anni in famiglia le urla e i conflitti erano stati continui. Lei era stanca, non ne poteva più. La mamma la inseguiva per strada, le scenate erano continue, le sorelle le erano contro, il fratello faceva la spia, il padre non capiva. I genitori non capiscono mai i figli.
Si preoccupavano in famiglia di quello che diceva la gente. Ischia allora era così: bigotta, ipocrita, opprimente. Lei, pur decisa a frequentare le sue amiche/compagne, a un certo punto, stanca di scenate e di urla, aveva cominciato a isolarsi.
Ma quella sera, era domenica, lei andò alla “sede” tutta contenta. Era maggiorenne, finalmente E si apprestava ad andare al’Università. Le compagne, le sue amiche più care le fecero festa. Le regalarono una bella agenda. “Ti sarà molto utile” , le dissero . Lei ne fu felice.
Poco dopo però le sue amiche si organizzarono per la loro serata, a lei non restò che tornare a casa con la sua agenda nuova. Si chiuse nella sua stanza, come era solita fare, sfogliò l’agenda, la riempì di sogni e di buoni propositi. Poi, si distese sul letto e, fissando il soffitto, continuò a sognare.
“Ehi Laura! Prendiamo un caffè?” E’ arrivata Teresa finalmente
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Chissà quante cose belle ci sono scritte su quell’agenda ora.
Sì, Claudia. C’erano tante belle cose scritte su quell’agenda. Tanti sogni che purtroppo non si sono avverati. Ma la vita continua