Succhivo: un borgo di Ischia
Il 20 dicembre alle ore 17:00 alla Biblioteca Antoniana di Ischia Salvatore Marino Iacono presenta il suo libro Memorie storiche di Succhivo d’Ischia, edito in selfpublishing per Youcaprint.
È l’occasione giusta per conoscere storie, luoghi e personaggi di un borgo situato nei pressi di S. Angelo, che tuttora in pochi conoscono
L’ho scritto spesso: l’autopubblicazione mi lascia perplessa. Tuttavia devo ammettere che la storia locale il più delle volte trova spazio solo in questa modalità e pertanto i contributi di questo genere vanno apprezzati.
È sicuramente il caso del lavoro di Salvatore Marino Iacono che in un libro voluminoso e ricco di foto e documenti d’epoca, raccoglie memorie che rischierebbero di andare perdute.
Salvatore Marino Iacono è un personaggio noto a lettori e lettrici del blog. È un appassionato collezionista di foto, cartoline e documenti d’epoca di Ischia e ci presenta tutto il suo materiale nella pagina social Ischia d’altri tempi.
Stavolta il buon Salvatore ha deciso di mettere a disposizione la sua abilità di collezionista per raccontare la storia di Succhivo, il borgo nel quale è nato, che spesso è considerato un punto di passaggio per arrivare a S. Angelo.
Già sfogliando il libro si percepisce invece che Succhivo è un pozzo di storia.
Ce ne accorgiamo dalle immagini, dai documenti trovati grazie a una paziente opera di ricerca, ma anche dalla voce degli stessi protagonisti.
Scopriamo così che Succhivo anticamente era denominata il lo giardinello . Il bacio del sole e l’aria di mare rendevano la terra particolarmente fertile.
Si produceva dell’ottimo vino. Tra i racconti mi ha colpito quello di un signore che di mattina presto andava a lavorare nella terra e poi, preso dall’estasi della sua opera, dimenticava di tornare a casa per pranzo, per la disperazione della moglie che, per chiamarlo, saliva sul tetto della casa e dava forza a tutta la sua voce.
Certo il signore non moriva di fame. Infatti era solito prepararsi un gustoso spuntino: prendeva un bel pezzo di pane e lo immergeva nel vino che lui stesso preparava miscelando sapientemente diversi tipi di uva.
Il vino non era l’unico prodotto della terra. Il miele, ad esempio, ha avuto un ruolo importante nel commercio. Per non parlare poi degli agrumi.
Ma Succhivo è anche storia di emigrazione. Spesso oggi si rimprovera agli Ischitani di aver abbandonato la terra. Ma certo non è stato per avidità, almeno in una certa fase storica.
L’agricoltura rendeva poco e molti scelsero la via dell’emigrazione.
E anche qui abbiamo storie straordinarie da rivivere.
Una cartolina ci parla ad esempio di Giovannino Cappott’ che emigrò in Argentina e prese parte alle proteste per l’arresto ingiusto di Sacco e Vanzetti. La foto che accompagna il messaggio ritrae Giovannino con due malviventi, come egli stesso li definisce. Un documento che fa davvero sobbalzare dalla sedia.
Verso la fine degli anni ’50 del secolo scorso, le cose cominciano a cambiare.
Arrivano a Succhivo i primi turisti. E qui facciamo un’altra scoperta.
Grazie ad alcune attività familiari, come Villa Mario, Succhivo diventa il punto d’incontro di personaggi importanti italiani ed europei.
L’attività di accoglienza in quegli anni era molto semplice. Gli ospiti venivano accolti come in famiglia ed era proprio questo calore a colpire gli ospiti.
Alla fine degli anni ’50 arriva nel borgo anche una signora austriaca, Gertrud Streicher, che poi si fermerà a Succhivo realizzando anche un’attività importante. La sua storia, l’amore che l’ha trattenuta a Ischia, la passione per l’isola sono davvero commoventi. Non è un caso se a Gertrud Streicher è intitolata oggi un’associazione culturale che promuove il borgo.
Ma cosa succede dopo? L’autore lo racconta con un certo rammarico, soffermandosi anche su alcuni dettagli significativi. Negli anni ’70 la cementificazione prende il sopravvento, la voglia di modernità fa perdere il senso della misura e forse anche il lume della ragione.
Io vi confesso una cosa. Ogni volta che ammiro le foto d’epoca dell’isola mi pongo sempre la stessa domanda: tra quello che siamo e quello che eravamo, poteva esserci una via di sviluppo diversa, più attinente alla nostra storia e alla nostra identità?
Io penso di sì. Voi che ne pensate?
Intanto vediamoci domani in Biblioteca. E lasciamo la parola a Salvatore Marino Iacono che ci presenterà il libro, ci racconterà i suoi studi e ci parlerà anche di archeologia, di grotte, di misteri.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
Per info ⇒ Chi sono












Molto interessante, a me piacciono tanto le storie d’altri tempi peccato non esserci !
Cara Anna, non mancherà occasione. A presto
Io trovo che libri come questo siano molto preziosi: purtroppo la tradizione orale si va sempre più perdendo ed è importante fissare le memorie di vita vissuta.
Sono d’accordo, Claudia. E credo che dovremmo averne maggiore cura