Roberto e i sapori di Fontana
Vi è mai capitato di questi tempi di incontrare un giovane pieno di fiducia nel futuro, di energia e di idee, con la voglia di viaggiare ma anche di riscoprire la sua terra? A me sì, è successo qualche giorno fa.
Roberto è un giovane di Ischia. È nato a Fontana e attualmente vive a Copenhagen per ragioni di studio. Gira il mondo, ma ha sempre nel cuore il suo borgo natio. È molto impegnato nella Pro Serrara Fontana e nel CAI. Ha molto a cuore la cultura contadina di Ischia. Quest’estate è stato tra i promotori della tradizionale Sagra del Vino e della Saucicciata . Ecco il riscontro della nostra chiacchierata.
Nella piazza di Fontana
la cultura contadina tra passato e futuro
Non sono andata alla Sagra del Vino e della Saucicciata che si è tenuta a Fontana all’inizio di agosto. Quella sera ero impegnata e non ho fatto niente per liberarmi. Ero convinta che si trattasse della solita roba per turisti.
“E invece no – mi dice Roberto – quest’anno abbiamo lavorato proprio sull’autenticità. E siamo riusciti a ottenere il risultato sperato. Tutte le persone che si sono impegnate nella manifestazione, da quelle che hanno cucinato a quelle che hanno indossato gli abiti d’epoca, a quelle che hanno studiato per riscoprire usi, costumi e mestieri, sentivano molto l’evento. Il riscontro del pubblico, tra residenti e turisti, è stato molto positivo”.
Ho incontrato Roberto a Fontana in un tardo pomeriggio di agosto. Ad accoglierci è il bar in piazza e quel fresco venticello tipico di queste parti, che tiene allegri e mi induce a indossare un leggero giubbotto.
Parliamo a lungo, davanti a una fresca bevanda estiva. Roberto mi aveva contattato la scorsa primavera quando la Pro Serrara Fontana organizzò un evento di tutto rispetto per le scuole. Il tema era impegnativo: gli incidenti sul lavoro.
Andai volentieri alla conferenza introduttiva e rimasi colpita dalla capacità dei giovani organizzatori di coinvolgere i giovanissimi studenti delle Medie dell’isola.
Roberto non era presente. Da tempo vive a Copenhagen per il dottorato di ricerca. Ha 28 anni, si è laureato a Napoli in ingegneria gestionale, ora si sta specializzando nella digitalizzazione dei sistemi energetici. È qui in vacanza, nella sua casa nel borgo di Noja.
“Tra qualche giorno, tornerò in Danimarca, poi ai primi di settembre mi trasferirò in Australia per 3 mesi”, mi dice sorridendo.
Sei sempre in giro, ma non dimentichi Fontana. Il tuo impegno nella Proloco è forte.
“Mi chiedo spesso quale sarà il mio posto nel mondo. Vivo bene a Capenhagen, ma sogno un giorno di tornare qui a Fontana, dove ho vissuto gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza e ho ricordi bellissimi”.
Puoi andare in giro per il mondo, ma in fondo il posto in cui sei nato ti rimane dentro. Ci sono sapori e odori che non puoi dimenticare.
Ma tu sei anche impegnato nella riscoperta della tradizione. È possibile oggi rendere attuale la cultura contadina di Fontana? Io ho qualche perplessità. In tutta l’isola ci sono tentativi di valore da questo punto di vista, ma si avvertono anche spinte di segno opposto.
“Io credo di sì. Siamo un gruppo di giovani molto motivati. C’è tanto da fare, qui ci sono molti terreni incolti. Lo sforzo è quello di restituire valore all’agricoltura, secondo modalità diverse rispetto a un tempo, magari coinvolgendo anche il turista che può diventare parte integrante di un progetto di recupero. Il turista apprezza i sapori della nostra tradizione”.
E sarebbe ora che lo facessimo anche noi Ischitani
Intanto però molta gente va via da Fontana, pare che ci siano pochi servizi.
Su questo punto Roberto ha una sua idea:
“Ma Fontana non è fuori dal mondo. Dista pochi minuti da in auto o in bus da Serrara o anche da Barano”.
Roberto in questo rivela l’esperienza chi ha soggiornato altrove. Noi che viviamo in un’isola abbastanza piccola, abbiamo una percezione strana delle distanze. Quello che per noi è una distanza enorme, è invece una minima per chi vive in città.
Il borgo di Noja
Cultura contadina e non solo
E a proposito di due passi, Roberto che trascorre i suoi soggiorni ischitani nella casa dei suoi nel borgo di Noja, era venuto a Fontana a piedi.
Il borgo storico di Noja, situato proprio tra Fontana e Serrara, da un bel po’ di tempo è al centro delle attenzioni degli amanti di storia locale. Non è un caso che per la Sagra del Vino e della Saucicciata, il corteo di abiti d’epoca, sia partito proprio da lì, per raggiungere poi il centro di Fontana. Noja è famosa per la cultura contadina, per le arti e i mestieri di un tempo. Ma c’è un aspetto forse meno noto che l’ha resa importante in passato: negli anni ‘50 e ’60 Angelo Rizzoli visitava spesso il borgo. Piero Malcovati, infatti, grazie ai suoi studi, aveva individuato proprio a Noja l’argilla più adatta da usare nelle Terme. Quell’argilla, opportunamente trattata in acqua termale, avrebbe dato vita ai fanghi migliori.
“L’argilla veniva prelevata dalla Cava di S. Andrea – conferma Roberto – All’epoca come testimoniano i nostri vecchi, era Rizzoli in persona a venire a Noja e a verificare che l’argilla fosse prelevata proprio lì”.
Questo dimostra la meticolosità con la quale una volta si praticavano le cure termali.
“Poi per un certo periodo quella Cava è stata abbandonata e … “ E vi lascio immaginare. Ora però, pare che anche la Cava di S.Andrea sia tenuta meglio.
Mi offro di riaccompagnare Roberto a casa. Recupero la mia auto nell’enorme parcheggio che circonda il nuovo polifunzionale. Per quanto l’abbia trovato comodo, guardando quell’enorme quantità di auto parcheggiate, mi torna in mente che più si costruiscono grandi parcheggi, più si invita all’uso dell’auto. Non sarebbe meglio progettare una rete di trasporti pubblici più efficace?
Roberto tra l’altro mi spiega che un tempo lì c’era un campetto di calcio e una fontana. Quella zona era un punto di aggregazione per i ragazzini del luogo. Oggi ci sono bambini che giocano, in mezzo alle auto però.
Lascio Roberto all’ingresso di Noja con la promessa di rimanere in contatto.
Sulla strada verso casa, ripenso alle nostre chiacchiere. Recuperare l’agricoltura sull’isola d’Ischia è possibile? Un gruppo di giovani si sta impegnando con idee e progetti, diversi imprenditori ci stanno provando. Forse anche la politica locale, in tutta l’isola d’Ischia, dovrebbe fare la sua parte?
Mi sono ripromessa di parlarne con alcuni agricoltori. A presto
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Leggo con ritardo questo articolo che mi ha aperta alla speranza. Ma dove sono gli altri giovani come Roberto, con la volontà, la competenza e l’amore per fare? Ne basterebbe un po’ dappertutto per trasformare non solo Ischia, ma tutto il Paese in un posto perfetto. Aspetto altre sue notizie, sperando ne dia.
Grazie per questo bel commento, Paola.
Io credo che i giovani ci siano, ma sono slegati tra loro, non comunicano al meglio, non riescono a organizzarsi e a portare avanti proposte efficaci. Roberto non è isolato, fa parte di una ProLoco che si muove molto bene sul territorio. Io credo che sarebbe bello se tutte le ProLoco collaborassero e invece temo che, a parte qualche tentativo, siano abbastanza slegate.
Roberto si farà sentire presto, ora è in giro per il mondo, ma il suo cuore è a Ischia, nella sua Serrara Fontana. Non farà mai mancare il suo apporto.