Solo burocrazia?
La burocrazia in passato ha condizionato la mia vita professionale e di minuscola imprenditrice.
Come tanti, sono rimasta impigliata in una serie di regole poco chiare, anacronistiche, magari inapplicabili. Mi è anche capitato di imbattermi nella mancanza di preparazione di alcuni impiegati in uffici importanti. Mi è successo infatti che in un tale giorno in quel tale ufficio un impiegato mi facesse delle richieste e il giorno dopo nello stesso ufficio un altro impiegato mi dicesse l’esatto opposto, respingendo la documentazione che avevo accuratamente preparato.
Confrontandomi con alcuni conoscenti che vivono al Nord, sono arrivata alla conclusione che qui al Sud le cose funzionano peggio e mi sono chiesta spesso il perché.
Per me combattere la burocrazia significa chiedere norme chiare, precise, applicabili e confrontarsi con un personale in pubblica amministrazione adeguatamente preparato. Attenzione quindi a non cadere in un tranello. Combattere la burocrazia non significa opporsi alle regole, ai limiti e ai controlli.
Qualche giorno fa a Ischia Ponte, mentre tornavo dal mio caffè, ho vissuto una delle tante situazioni tragicomiche. Camminavo lungo la strada, in un punto in cui il marciapiedi è minuscolo e praticamente inesistente. Era abbastanza presto, la ZTL non era ancora scattata e per i pedoni camminare nel traffico era davvero difficile. A un tratto un ragazzo, giovanissimo, in sella a una moderna bicicletta proveniente dal senso opposto al mio, prova a sorpassare alla sua destra le auto in colonna, rischiando di travolgere me e altre persone che facevano lo stesso percorso. Riesce a bloccarsi, torna indietro e prosegue nella sua follia, sorpassando a sinistra e rischiando di travolgere i malcapitati pedoni che tentavano di camminare sul lato opposto. In tutto questo, neanche l’ombra di un vigile.
Quando chiediamo che le persone che inforcano le biciclette, vengano addestrati a guidare sulla strada rispettando le norme del codice stradale, possiamo essere tacciati di volere un aumento della burocrazia? Certo che no. Sono in tanti a chiederlo.
Ecco, invocare regole chiare e precise, chiedere che ci siano limiti ben definiti a tutto, anche al divertimento, è solo un segno di civiltà.
Vi è sembrato strano il mio discorso? Non prendetevela. Può essere che il caldo cominci a fare i suoi effetti.
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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Cara Laura, sii limiti della burocrazia ho anch’io qualche esperienza, sicuramente meno interessanti delle tue, non essendo mai stata imprenditrice. Confermo invece la mancanza assoluta di vigili a Milano, dov’è auto e, ancora più, ciclisti, fanno il cavolo che gli pare (scusa la volgarità) e noi pedoni siamo costretti a un percorso senza certezza di rispetto per strisce pedonali e sensi unici
Cara Paola, il mio discorso è molto polemico. La burocrazia è una piaga in questo paese, ma non possiamo attribuirle ogni problema. Ci sono regole da rispettare. Capita a volte di sentire persone che di fronte a una regola sostengono: è burocrazia.