La notte di Capodanno
Per il Capodanno 2021 siamo rimasti in casa. Abbiamo rinunciato alle feste di piazza, all’attesa dell’alba a qualche esagerazione. Ma com’era il Capodanno, almeno qui a Ischia, un po’ di anni fa? L’avevo raccontato nel 2016 sul vecchio blog. Vi ripropongo ora il post
Qualche anno fa
Pubblicato per la prima volta il 2 gennaio 2016
Ne avevo parlato con Teresa al nostro ultimo caffè dell’anno. “Stanotte voglio andare in piazza”. Da qualche tempo seguo anch’io quella tradizione ormai consolidata di tuffarsi tra la folla a festeggiare il nuovo anno.
E’ così, poco dopo la mezzanotte, quando ormai gli ultimi fuochi erano spenti, mi sono infilata in auto e ho raggiunto la piazza più vicina. Ho trovato facilmente parcheggio. Era presto, la massa era ancora in casa.
Mi fermo in un angolo, la piazza mano a mano si affolla. Strette di mano, abbracci, auguri.
Mia figlia mi saluta “Ci sentiamo più tardi”.
Poco dopo, esausta, torno a casa. Ma intanto parte il film de ricordi.
La notte di Capodanno era attesa, desiderata, voluta. Era la notte in cui eri autorizzato a fare tardi. Ma era una notte breve. Uscivi di casa ben prima della mezzanotte, il brindisi con i “vecchi” lo facevi il giorno dopo, a pranzo. La meta più ambita, la discoteca, era un mondo ancora da scoprire. Quelle luci, ora abbaglianti ora soffuse, rendevano tutto magico e misterioso. Ti ci tuffavi, avevi voglia di scoprire. Quella puzza di sudore o magari un profumo maschile ti rimanevano nel naso per giorni. E ti rimanevano dentro una carezza o uno strano sapore sulle labbra appena sfiorate …
Alle 2:30 cominciavi a pensare a come tornare a casa. Chiedevi un passaggio a un gruppo di ragazzi più grandi: “Avete un posto in macchina? Non mi lasciate qui, i miei si incazzano se faccio troppo tardi”. E allora le vecchie “500” diventavano spazi enormi capaci di contenere anche 5 o 6 persone. Ma se ricevevi un rifiuto, niente paura. Ti aggregavi a qualche gruppo più intraprendente. In autostop a casa ci arrivavi comunque. I “vecchi” dormivano e se facevi piano, al mattino potevi pur mentire sull’orario.
Mi infilo nel letto quando l’alba del 2016 è ancora lontana. Saranno state le 3:00. Non faccio fatica ad addormentarmi. Poco prima delle 7:00 mi sveglia un sms. Mi alzo, mi infilo qualcosa alla buona, afferro le chiavi della macchina …
Dal Tavolo di Amalia, Buon Anno a tutti!


Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco e scrivo in italiano per il web.








Forse i nostri genitori erano svegli tutta la notte ad aspettare il nostro ritorno, preoccupati per noi. Poi quando ritornavamo a casa loro facevano finta di dormire per darci quello spazio di libertá e farci sentire indipendenti.
Racconto molto simpatico dove sicuramente tutti noi che leggiamo i tuoi articoli riscopre un pó se stessi e di un pó del proprio passato ♥️
Buon Anno 2026
Grazie per la bella testimonianza, Toni.
Io sono un po’ più vecchia di te. E posso dirti che i miei nella mia adolescenza non mi hanno dato nessuno spazio di libertà. E per me è un grande cruccio: ancora oggi sento la mancanza di quello spazio.
Buon anno a te!