Bergsøe e Santa Restituta
Vi ho parlato di recente del bel racconto di Villhem Bergsøe, Ibsen a Ischia, tradotto dal danese per il mio Centro Traduzioni Le Copain da Anna Grazia Calabrese ed edito da Imagaenaria.
Vi avevo anticipato che il racconto contiene una versione molto particolare della leggenda di S. Restituta, patrona di Ischia e in particolare di Lacco Ameno.
La particolarità risiede non solo in alcuni dettagli diversi da quelli tradizionali, ma anche nella mancanza di un elemento fondamentale. Vediamo di cosa si tratta.

Bergsøe riferisce che a raccontargli la storia è Francesco, l’ischitano che fedelmente lo guida alla scoperta della natura di Ischia.
Già le prime parole di Francesco sono molto promettenti. Sentite cosa dice:
“In tempi remoti viveva nella terra dei Mori una giovane e bella principessa che al pari della sua gente, era pagana. Un giorno, durante una passeggiata solitaria nei boschi che circondavano la reggia, la giovane di imbatté in un venerabile vecchio che la invitò a entrare nella spoglia capanna in cui aveva dimora”.
L’uomo – spiega ancora Francesco – era stato inviato dal Papa per diffondere il Cristianesimo, ma fu minacciato di morte e costretto a rifugiarsi nei boschi.
Alla principessa, che era entrata senza timore nella sua capanna, il vecchio cominciò a parlare di Cristo e dei suoi miracoli. Così la giovane da quel giorno andò a fargli visita assiduamente, finché non si convertì al Cristianesimo. A questo punto il vecchio la battezzò.
Naturalmente la principessa mantenne il segreto su quanto accaduto. Un giorno però un gesto la tradì. Durante una battuta di caccia, il re vide la figlia fare il segno della croce davanti alla dimora del vecchio.
Così il il re ordinò che il vecchio venisse ucciso e si lanciò all’inseguimento della figlia che intanto era fuggita. La principessa, giunta al mare, si lanciò in acqua. Ed ecco che
“dalle onde emerse un potente masso che la sospinse in alto mare, trascinandola lontano, finché scomparve alla vista di tutti”.
E così la principessa arrivò a Lacco. Seguiamo ancora le parole di Francesco;
“Allorché i piedi della principessa sfiorarono il suolo di Ischia, flotti d’acqua, calda come la sua fede e rigeneranti come la dottrina che le era stata inculcata, presero a sgorgare dalla terra, e a ogni suo passo fiorivano candidi gigli sulla riva del mare. Ancora oggi quei fiori spuntano giorno dopo giorno e la sorgente zampilla alle spalle della chiesa”.
Alla fine del racconto Francesco – che con il suo ospite si trova proprio sulla spiaggia di S. Montano – indica anche una croce con ai piedi un grande masso.
Come si può notare, in questa versione della leggenda manca un elemento fondamentale: il fuoco.
Il fuoco nella nostra tradizione ha un potere purificatore. Infatti brucia la barca con i soldati che si erano lanciati all’inseguimento della principessa. Sono invece presenti la purezza dei gigli e il calore delle fonti d’acqua.
D’altra parte Bergsøe sottolinea che questa leggenda assomiglia molto a quella “del nostro Nord su SantElena”. Entrambe le Sante sono perseguitate per la loro fede, arrivano via mare e in entrambi i luoghi sono sgorgate “sorgenti sacre” . Ma – conclude Bergsøe –
“mentre la nostra Sant’Elena giace sepolta in campo aperto, la tomba di S. Restituta si trova in una Chiesetta che è l’orgoglio di Lacco, dove il suo nome viene celebrato ogni anno con tutto lo splendore che i poveri abitanti dell’isola riescono a tributarle”.
E a questo punto Bergsøe ci dona una descrizione – anche questa molto particolare – della festa di S. Restituta.
Io mi fermo qui, non mi sembra neanche giusto andare oltre. La mia speranza è che la casa editrice Imagaenaria possa presentare presto una nuova edizione di questo splendido racconto.
La sua lettura è una vera scoperta.
Ti può interessare la versione tradizionale della leggenda ⇒ Lacco Ameno: S. Restituta
Sono Laura Mattera Iacono. Traduco dal tedesco in ambito giuridico e scrivo in italiano per il web. Su questo blog racconto Ischia tra chiacchiere e caffè. Scrivo contenuti per il web per aziende turistiche di Ischia, Procida, Capri e Napoli
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